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la decisione

Rapina nel 2003 a Guardia Piemontese, sentenza di non luogo a procedere per Alessio Ricco

Il reato era già prescritto da 3 anni. Il pm della Dda Pantano aveva insistito per il rinvio a giudizio

Pubblicato il: 08/07/2026 – 15:38
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Rapina nel 2003 a Guardia Piemontese, sentenza di non luogo a procedere per Alessio Ricco

CATANZARO Al termine dell’udienza preliminare, Piero Agosteo gup del tribunale di Catanzaro, ha emesso la sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Alessio Ricco. Il reato era già prescritto da 3 anni. Il pm della Dda Pantano aveva insistito per il rinvio a giudizio. L’imputato – difeso dagli avvocati Cesare Badolato e Giuseppe Bruno – era già stato scarcerato dal Riesame che aveva giudicato insussistente l’aggravante mafiosa sia nella forma del metodo che dell’agevolazione.

La ricostruzione dell’accusa

Alessio Ricco era stato catturato nel mese di ottobre 2025 a seguito di un lungo periodo di latitanza. L’indagato era destinatario di una ordinanza cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, sulla base della ritenuta sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, in merito ad una rapina pluriaggravata eseguita con l’utilizzo del metodo mafioso e con la finalità di agevolazione del gruppo mafioso diretto da Giuseppe Scornaienchi.
In particolare, Ricco, unitamente a un altro soggetto rimasto ignoto, è stato ritenuto gravemente indiziato della commissione della rapina a mano armata commessa il 17 gennaio 2003 ai danni del gestore di un distributore di carburante, ubicato a Guardia Piemontese, comune dell’alto tirreno cosentino.
La persona offesa, dopo essere stata minacciata con una pistola alla fronte, è stata scaraventata a terra e costretta a consegnare circa 900 euro, corrispondente al guadagno della giornata. Le immediate investigazioni, svolte all’epoca dall’Arma dei Carabinieri, avevano consentito di ritrovare nel limitrofo comune di Acquappesa l’autovettura, prima rubata e successivamente utilizzata per commettere l’azione criminale, all’interno della quale è stato sottoposto a sequestro un passamontagna, sul quale il Ris di Messina, dopo aver estratto il Dna, ha svolto gli accertamenti tecnici, risultati determinanti.
(f.b.)

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