Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 7:30
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

il fenomeno

Chivasso, epicentro piemontese della ’ndrangheta: dai clan all’economia silente

L’agguato a Ilacqua ha riacceso il dibattito sulla presenza della criminalità nel territorio. Le inchieste raccontano l’evoluzione delle cosche, i regolamenti di conti e l’infiltrazione economica

Pubblicato il: 11/07/2026 – 7:00
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Chivasso, epicentro piemontese della ’ndrangheta: dai clan all’economia silente

L’agguato del 30 giugno scorso, quando il 48enne Francesco Ilacqua è stato ferito alle gambe da alcuni colpi di pistola nel centro storico di Chivasso, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della criminalità organizzata sul territorio. Ilacqua, secondo diverse ricostruzioni giudiziarie, è da anni una figura già comparsa in procedimenti legati a dinamiche criminali locali. Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso e gli investigatori stanno valutando anche la pista del regolamento di conti, alla luce del passato giudiziario della vittima, arrestata nel 2017 nell’ambito di un’inchiesta sulle articolazioni della ‘ndrangheta nel Chivassese.


Dopo l’agguato e le successive tensioni sul territorio, il sindaco di Chivasso Claudio Castello ha chiesto e ottenuto una proroga della cosiddetta “zona rossa” nell’area della stazione ferroviaria. La misura, disposta dal prefetto di Torino Donato Cafagna dopo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, resterà in vigore per tutto il 2026 e prevede un rafforzamento dei controlli nella zona. Il primo cittadino ha inoltre scritto al Consiglio superiore della magistratura chiedendo un riesame della decisione di escludere il Piemonte dalle aree ad alta densità mafiosa. Secondo Castello, tale classificazione non rappresenterebbe adeguatamente la realtà investigativa e giudiziaria del territorio e rischierebbe di indebolire la percezione del fenomeno e le politiche di prevenzione e contrasto alla ‘ndrangheta.
Intanto martedì 7 luglio Chivasso ha voluto riservare un abbraccio collettivo, forte e riconoscente, ai giornalisti di Repubblica e La Stampa, vittime di un’aggressione fisica e verbale dopo aver scritto alcuni articoli sulla criminalità organizzata. L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte e dall’Associazione Stampa Subalpina, ha espresso vicinanza e sostegno a Federico Gottardo e Caterina Stamin, riaffermando il valore della libertà di informazione e del diritto di cronaca. Alla manifestazione hanno aderito il Comune di Chivasso, la Regione Piemonte (rappresentata da esponenti della Giunta e del Consiglio, sia di maggioranza sia di opposizione), la Cgil, la Cisl, Libera, numerosi cittadini e il testimone di giustizia ed ex imprenditore calabrese Pino Masciari.

Il profilo di Ilacqua e il radicamento delle ’ndrine calabresi

Il profilo di Ilacqua – come evidenziato proprio dai giornalisti di Repubblica e La Stampa – si intreccia con una lunga storia giudiziaria familiare e territoriale. Il padre Pietro, scomparso nel 2012, era già finito sotto attenzione investigativa a partire dalla fine degli anni Settanta per vicende legate a falsificazione di valuta e, secondo successive contestazioni, avrebbe utilizzato attività commerciali come copertura per lo spaccio di stupefacenti. In alcune ricostruzioni investigative, il suo nome è stato inoltre collegato a contesti criminali segnati da regolamenti di conti e omicidi maturati nell’area torinese negli anni Ottanta, quando il territorio era interessato da una fase iniziale di radicamento delle ’ndrine calabresi. A quegli anni, esattamente al 1987, risale la cosiddetta “strage di San Martino” che costò la vita a tre persone: Giovanni Marra, Salvatore Benfante, e Fortunato Verduci.
Nelle ore successive alla sparatoria, i gruppi consiliari di centrodestra e la lista civica LiberaMente Democratici hanno richiamato esplicitamente le grandi inchieste Minotauro, Colpo di Coda e, più recentemente, Platinum-DIA, sostenendo che la politica non possa evitare di affrontare apertamente il tema della presenza della ‘ndrangheta a Chivasso. Un dibattito che riporta l’attenzione su un territorio che da oltre quindici anni è al centro delle principali indagini antimafia sul radicamento delle cosche calabresi in Piemonte.

Chivasso, simbolo della trasformazione della ‘ndrangheta

Chivasso è diventata da tempo un simbolo della trasformazione della ’ndrangheta nel Nord Italia. Non più semplice area di infiltrazione, ma territorio di radicamento stabile, dove le famiglie calabresi hanno saputo creare una rete di potere economico e sociale.
Secondo le relazioni più recenti della Direzione Investigativa Antimafia, il “Locale” di Chivasso – unità territoriale della ’ndrangheta – non è un blocco monolitico, ma una struttura complessa, articolata in più famiglie, ciascuna con un ruolo specifico.
Tra i clan documentati figurano i Gioffrè-Santaiti, originari di Seminara; i Pesce-Bellocco, provenienti da Rosarno; i Serraino, legati a Reggio Calabria e Cardeto; e i Tassone di Nardodipace. Questi gruppi, hanno evidenziato le indagini, convivono, spartendosi interessi economici e territori, e si collegano a ulteriori articolazioni della ’ndrangheta in Piemonte, come i locali di Volpiano – con radici nei Barbaro di Platì e affiliati al cartello Trimboli-Marando-Agresta – e il locale di Livorno Ferraris, primo caso documentato fuori Torino con l’operazione “Colpo di Coda” del 2012. Anche Santhià, secondo l’operazione “Alto Piemonte” del 2016, costituisce un locale piemontese legato ai Raso-Gullace-Albanese di Cittanova.
Il territorio di Chivasso è stato inoltre conteso da un gruppo della cosca Alvaro di Sinopoli, che ha cercato di consolidare il controllo dopo il vuoto di potere creato dagli arresti legati alle operazioni Minotauro e Colpo di Coda. A Brandizzo, infine, opererebbero affiliati alle famiglie Nirta e Pelle di San Luca. Le attività economiche sotto osservazione spaziano dall’edilizia ai trasporti, con appalti pubblici conquistati attraverso prestanome e società di comodo.

Da Minotauro e Colpo di Coda a una mafia “silente”

Le grandi operazioni giudiziarie hanno cristallizzato la struttura gerarchica dei locali piemontesi, dimostrando la dipendenza diretta dalla Calabria. Minotauro (2011) ha segnato la storia della ’ndrangheta al Nord, mentre Colpo di Coda (2012) ha messo in luce le relazioni tra clan e politica locale, portando all’arresto di esponenti di spicco e al rischio di commissariamento del Comune di Chivasso. Oggi, al di là di qualche isolato episodio, la violenza plateale lascia il passo a una “mafia silente”: i profitti non vengono più ostentati, ma reinvestiti in settori strategici come logistica, servizi e sanità privata.
Il sistema criminale non discrimina ideologie politiche: ciò che conta è la funzionalità al sistema di favori e relazioni. Gli arresti e le inchieste hanno evidenziato come la criminalità organizzata sappia utilizzare il consenso elettorale a proprio vantaggio, influenzando candidati e decisioni pubbliche. A questo si aggiunge la fragilità economica del territorio. Interessanti le parole dei mesi scorsi di Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino, che ha sottolineato come il tessuto commerciale chivassese sia esposto a un rischio concreto di concorrenza sleale, aggravato da costi di gestione elevati, affitti sproporzionati e consumi stagnanti. La proposta di Coppa di istituire un osservatorio sulle infiltrazioni nelle imprese mira a garantire controllo costante e protezione delle attività legittime, rafforzando il presidio commerciale del territorio attraverso progetti come i Distretti urbani del commercio.
Il caso di Chivasso racconta dunque un’evoluzione continua del fenomeno mafioso: da violenza e intimidazione a capitale silente e infiltrazione economica. La sfida resta quella di seguire i flussi finanziari, monitorare le attività economiche e proteggere la legalità, a tutela di cittadini, imprese e istituzioni. (f.v.)

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x