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alchimie e tensioni elettorali

Lo “strappo” di Fiorita dal Pd, lo “strappo” di FdI nel centrodestra. Le lacerazioni della politica catanzarese

L’analisi dell’ultima seduta del Consiglio comunale sul nuovo ospedale. Divisioni dappertutto. Il (solito) “peso” del Misto

Pubblicato il: 12/07/2026 – 14:08
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Lo “strappo” di Fiorita dal Pd, lo “strappo” di FdI nel centrodestra. Le lacerazioni della politica catanzarese

CATANZARO I “cocci” della politica catanzarese. La divisione del Consiglio comunale sulla localizzazione del nuovo ospedale – maggioranza favorevole all’area del Pugliese, ma unità finita a pezzi – è sicuramente un dato politico di non poco conto. Certo, le elezioni amministrative sono ancora abbastanza lontane e si è trattato di un singolo dossier, per quanto strategico per il futuro della città. Intanto, però, la lunghissima seduta dell’Aula rossa ha consegnato un quadro estremamente confuso, spaccando trasversalmente gli schieramenti e gli stessi partiti, oltre a rappresentare una pagina poco edificante della politica cittadina, incapace di trovare una sintesi da far valere anche sui tavoli regionali. Il tempo per rimettere a posto le cose, sia nel centrosinistra sia nel centrodestra, ovviamente c’è. Tuttavia, secondo gli analisti, qualche tossina elettorale da questa vicenda del nuovo ospedale si sta già sprigionando e potrebbe continuare a sprigionarsi anche in futuro. Intanto, il primo dato da registrare è la conferma del “peso” numerico del gruppo Misto a Palazzo De Nobili: il “mondo di mezzo”, i “border line”, eletti con schieramenti diversi da quello del sindaco Fiorita ma oggi suoi sostenitori. Da questa pattuglia è arrivata una forte spinta che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso il Pugliese rispetto all’opzione Germaneto.

Coalizioni e partiti nel caos

Il secondo dato riguarda la posizione di Fiorita a favore del Pugliese, espressa pubblicamente e ufficialmente solo a giochi ormai fatti e, peraltro, in linea con quella di buona parte del suo movimento, “Cambiavento”. Secondo i “bene informati”, questa scelta avrebbe suscitato un evidente malumore in una parte consistente del Pd “ufficiale”, attestato sulla scelta Germaneto, e non sarebbe stata apprezzata neppure dai vertici di Avs. In molti ambienti democrat e anche in altri ambienti del centrosinistra si percepisce un certo disappunto per il silenzio iniziale di Fiorita e, successivamente, per una scelta che, secondo i critici del sindaco, sa molto di conservazione e di attendismo. Ma nemmeno nel centrodestra si sorride. Sul piano politico, a rompere gli indugi alla vigilia della seduta del Consiglio comunale è stata Fratelli d’Italia, che si è apertamente schierata a favore dell’opzione Pugliese, aprendo un solco con Lega, Noi Moderati e soprattutto Forza Italia, attestati sull’opzione Germaneto, ritenuta dagli azzurri catanzaresi la più preferibile anche perché sostanzialmente gradita al leader azzurro e presidente della Regione, Roberto Occhiuto. Considerando le fibrillazioni permanenti nello schieramento dopo il fallimento della raccolta delle firme per disarcionare anticipatamente Fiorita, per il centrodestra il cammino elettorale non si profila dei più tranquilli. Peraltro, la stessa Forza Italia nella seduta consiliare ha anche registrato al proprio interno il disallineamento di due consiglieri, anche se il resto del gruppo ha tenuto il punto sulla posizione già stabilita da tempo. In linea generale, l’impressione fornita sia dal centrosinistra sia dal centrodestra è quella di un’assoluta incapacità di arrivare preparati a un appuntamento di così evidente rilievo per il futuro di Catanzaro, senza alcuno straccio di confronto interno preventivo e, anzi, con fughe in avanti e posizionamenti individuali che alla fine si sono scaricati sull’Aula rossa, lacerando la politica catanzarese. Ricucire gli strappi in vista della campagna elettorale – che di fatto è già partita – sarà ovviamente possibile, per chi ne avrà voglia e, soprattutto, la forza. (a. cant.)

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