Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 7:42
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

tra passato, presente e futuro

La sfida della sanità calabrese: una “manovra espansiva” del personale per colmare uno storico “vulnus”

Nel Piano di rientro della Giunta regionale le linee della politica di reclutamento e di rafforzamento degli organici fino al 2028

Pubblicato il: 16/07/2026 – 6:28
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
La sfida della sanità calabrese: una “manovra espansiva” del personale per colmare uno storico “vulnus”

CATANZARO La linea è quella di “una politica espansiva del personale”. Nel Piano di rientro della sanità calabrese per il triennio 2026-2028, adottato dalla Giunta regionale su proposta del presidente Roberto Occhiuto, una parte molto significativa è dedicata al tema sempre più urgente del rafforzamento degli organici, con l’obiettivo di colmare quello che è uno storico – e grave – “vulnus” del Servizio sanitario. Negli ultimi anni qualche paso avanti si è registrato – «A fine 2024 i dipendenti del Ssr sono 1.030 in più rispetto al 2021», si legge nel Piano di rientro – ma c’è da fare ancora di più, per questo – riporta ancora il Piano – «per il triennio 2026-2028 si prevede un andamento tendenziale crescente del costo del personale», con il passaggio da un costo complessivo programmato di 1,257 miliardi nel 2026 (e 20.507 unità) a 1,3 miliardi nel 2028 (e 20.800 unità).

Il ruolo di Azienda Zero

Nel documento triennale la Giunta evidenzia che «nell’ottica di uniformare il processo di selezione del personale destinato agli enti del Ssr, la Regione Calabria con il trasferimento della funzione di selezione e reclutamento del personale ad Azienda Zero si propone di definire un percorso, secondo il quale le singole aziende segnalano le priorità assunzionali sulla base dei fabbisogni autorizzati che saranno complessivamente valutate onde centralizzare e gestire tutte le fasi del procedimento… Verrà predisposta una specifica piattaforma Telematica, alimentata con i piani assunzionali di ciascun Ente e gli organici in essere funzionale per l’istruttoria di tutte le procedure concorsuali rendendo così il processo operativo di reclutamento più snello. Mediante tale processo, si centralizzeranno le seguenti procedure concorsuali: mobilità-selezioni di personale a tempo determinato e indeterminato – gestione centralizzata delle graduatorie. L’esito di tale centralizzazione – si legge nel Piano di rientro – sarà triplice, da un lato sollevare le Aziende Sanitarie dalle incombenze legate alle numerose procedure concorsuali in essere, dall’altro capitalizzare le competenze esistenti e restituire una visione sistemica ai processi di reclutamento della sanità della Regione Calabria ed infine, rendere più efficiente e tempestivo il meccanismo di reclutamento del personale».

Assistenza sanitaria

Il Piano di rientro fissa poi questa situazione: «La Calabria durante gli anni 2022-2025 ha avviato un importante lavoro mirato ad un recupero del livello di qualità, e quantità, delle prestazioni offerte alla propria popolazione. Il prolungato periodo di commissariamento aveva infatti inciso negativamente su tutti gli aspetti relativi all’erogazione dei servizi: fra gli altri, l’impoverimento della compagine professionale del Ssr negli anni compresi fra il 2010 e il 2021, che aveva fatto segnare un decremento complessivo del 24% dei dipendenti a causa del blocco del turn-over, calo di 20 punti percentuali superiore a quello medio nazionale (-4%) e che rappresenta l’elemento più importante alla base delle difficoltà estreme delle aziende sanitarie nel garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza ai residenti, che presentano le caratteristiche di contesto rappresentate nello specifico capitolo, della Regione Calabria. Il recupero delle capacità di sistema è ripartito attraverso misure di copertura del turn-over, attraverso la valutazione dei fabbisogni di personale effettuata secondo le metodologie nazionali, in modo da incrementare correttamente gli organici anche oltre il turn-over».  E ancora: «A fine 2024 i dipendenti del Ssr sono 1.030 in più rispetto al 2021: ciò significa, considerato che ogni anno le fuoriuscite a vario titolo dal sistema ammontano a circa 900 dipendenti, aver garantito una copertura media del turn-over superiore al 130%. Considerata la oggettiva difficoltà nel reperire i professionisti, in particolare medici, da assumere, le nuove assunzioni sono state possibili anche grazie ad un ricorso innovativo e deciso agli strumenti messi a disposizione dalle normative del periodo Covid, che, con l’assunzione di medici provenienti da Cuba ad oggi 370 – ha garantito il mantenimento di servizi che avrebbero rischiato la chiusura, oltretutto in assoluta qualità, appropriatezza, relazione positiva con popolazione e colleghi. In ogni caso, ad oggi, rispetto al fabbisogno di personale che deriva dall’applicazione delle metodologie nazionali, i dipendenti in regione Calabria sono del 2% inferiori (-415 unità). Va sottolineato che l’incremento del livello dei servizi porterà ad una diversa quantificazione del fabbisogno di personale, sempre secondo la metodologia indicata dalle norme tempo per tempo vigenti, negli anni a venire». Nel Piano di rientro poi si specifica che «l’ulteriore linea di lavoro per ripristinare la reputazione del Ssr si sta realizzando nella sinergia con gli atenei calabresi. La Regione sta affiancando lo sviluppo della seconda facoltà di medicina e chirurgia regionale in un progetto mirante a portare in Calabria figure di riferimento nazionali ed internazionali, all’interno di progetti particolarmente innovativi, sfruttando gli investimenti fatti da Unical nelle alte tecnologie, robotica in particolare, nell’IA e nella telemedicina. In un territorio complesso orograficamente e dal punto di viste delle infrastrutture come quello calabrese, le nuove tecnologie possono contribuire in modo sostanziale a ridurre le distanze fra la popolazione e i servizi. Va ricordato che in Calabria il 21% della popolazione vive in fascia altimetrica 3 contro una media nazionale del 12%, per lo più in comuni piccoli e piccolissimi». Sul piano operativo tra gli step individuati c’è la «verifica ed approvazione piani assunzionali Aziende Sanitarie coerenti con norme per calcolo fabbisogno e sviluppo nuove attività» (operazione da completare entro il primo quadrimestre di ogni anno).

Costo del personale dipendente

Per il triennio 2026-2028 – sostiene la Giunta regionale nel Piano di rientro – «si prevede un andamento tendenziale crescente del costo del personale. In particolare, per l’esercizio 2026 il valore è stato stimato applicando un incremento dello 0,3% rispetto al dato rilevato a consuntivo 2025, mentre per gli esercizi 2027 e 2028 è stato previsto un incremento pari all’1% del medesimo valore consuntivo 2025. A tale dinamica tendenziale si affianca una manovra espansiva programmata per il triennio 2026- 2028, finalizzata a sostenere il rafforzamento degli organici». Secondo una tabella allegata al Piano di rientro, il programmato per quanto riguarda il personale a tempo indeterminato è il seguente: 18.655 unità e un costo di 1,155 miliardi nel 2026, poi 19.062 unità e un costo di 1,277 miliardi per il 2027 e infine 19.209 unità 2 1,3 miliardi per il 2028. Per quanto riguarda il personale a tempo determinato, il programmato è questo: 1.522 unità per un costo di 92 miliardi per il 2029, quindi 1.564 unità e 93,4 milioni per il 2028 e infine 1.582 e un costo di 97,3 milioni per il 2028. «La determinazione della politica espansiva del personale – emerge da Piano di rientro – si è resa necessaria a seguito del lavoro di ricognizione effettuato a livello regionale che ha evidenziato una carenza strutturale di personale sanitario, colmato con figure precarie, che, inevitabilmente, riduce la capacità produttiva delle aziende e favorisce l’aumento della mobilità passiva»: l’incremento complessivo nel triennio 2026 – 2028 è pari ad 55,7 milioni. La conclusione: «Le risultanze analitiche della ricognizione della articolazione del personale per azienda/unità operativa ha evidenziato una carenza di medici ospedalieri (per cui le aziende ricorrono all’acquisto di prestazioni Lp) e di oss e la necessità di riorganizzazione delle figure infermieristiche… L’obiettivo regionale, dunque, è di internalizzare le figure precarie per valorizzare le esperienze e dare continuità ed efficienza al servizio sanitario».  (a. c.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x