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LA BATTAGLIA LEGALE

’Ndrangheta, il “caso Cichello”: la Cassazione riapre il nodo tra Rinascita-Scott e Maestrale. In gioco la scarcerazione

Annullato il provvedimento che aveva negato la retrodatazione della misura cautelare. Se la tesi della difesa venisse accolta, il titolo sarebbe estinto per superamento dei termini. Possibili riverbe…

Pubblicato il: 17/07/2026 – 13:30
di Giorgio Curcio
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’Ndrangheta, il “caso Cichello”: la Cassazione riapre il nodo tra Rinascita-Scott e Maestrale. In gioco la scarcerazione

CATANZARO Due inchieste, due misure cautelari eseguite a quasi tre anni e mezzo di distanza e una questione che adesso torna davanti ai giudici. La prima sezione penale della Cassazione ha annullato l’ordinanza con cui il Tribunale della libertà di Catanzaro aveva respinto il ricorso presentato nell’interesse di Domenico Cichello, imputato e condannato nei processi Rinascita-Scott e Maestrale. Al centro del caso c’è la richiesta di retrodatare la decorrenza della misura cautelare disposta nel secondo procedimento al 19 dicembre 2019, giorno dell’esecuzione del provvedimento emesso nell’ambito di Rinascita-Scott. Un passaggio che, qualora la tesi difensiva venisse accolta, potrebbe determinare l’estinzione della misura per superamento dei termini e il ritorno in libertà di Cichello. La decisione potrebbe inoltre produrre potenziali riverberi su altre posizioni interessate dalle due inchieste della Dda di Catanzaro.

La tesi della difesa

L’iniziativa è stata assunta dagli avvocati Tommaso Zavaglia ed Elisabetta Ascone, che avevano presentato al Tribunale di Vibo Valentia un’istanza di retrodatazione della misura applicata in Maestrale, chiedendo di farne decorrere gli effetti dal momento dell’esecuzione di quella disposta in Rinascita-Scott. Il fermo di Maestrale-Carthago risale al 10 maggio 2023, mentre l’operazione Rinascita-Scott era scattata il 19 dicembre 2019. Tra i due provvedimenti intercorrono dunque tre anni, quattro mesi e 21 giorni. Secondo la difesa, gli «elementi probatori utilizzati per sostenere la misura Maestrale sarebbero stati già nella disponibilità della Procura di Catanzaro al momento dell’esecuzione della prima misura». La successiva iniziativa cautelare avrebbe quindi «prodotto una segmentazione dell’azione della Procura, prolungando di fatto il periodo di sottoposizione alla misura». Da qui la richiesta di applicare la retrodatazione e di dichiarare superato il termine massimo previsto per la fase processuale.

Il ricorso in Cassazione

L’istanza era stata inizialmente respinta dal Tribunale di Vibo Valentia. Contro quella decisione la difesa aveva proposto appello al Tribunale della libertà di Catanzaro, ottenendo un nuovo rigetto. Gli avvocati Zavaglia e Ascone si sono quindi rivolti alla Cassazione. La prima sezione penale ha annullato l’ordinanza impugnata rinviandola a Catanzaro, riaprendo la questione. Un eventuale accoglimento della richiesta difensiva nel nuovo esame comporterebbe però, secondo la difesa, il superamento dei termini cautelari e il ritorno in libertà di Cichello.

Le condanne nei due processi

La posizione giudiziaria di Cichello attraversa entrambi i principali procedimenti nati dalle indagini della Dda di Catanzaro sulla ’ndrangheta vibonese. Nel processo Rinascita-Scott è stato condannato in appello a 13 anni e 6 mesi il 18 dicembre 2025. Nel processo ordinario Maestrale, concluso in primo grado il 1° luglio scorso, il Tribunale di Vibo Valentia gli ha inflitto 14 anni e 6 mesi, a fronte dei 10 anni richiesti dalla Procura. Si tratta, tuttavia, di condanne non definitive, che non eliminano il tema autonomo della durata della misura cautelare.

I possibili riverberi

Il primo effetto dell’eventuale retrodatazione riguarderebbe direttamente Cichello. Il caso, però, potrebbe andare oltre la sua posizione. Qualora venisse riconosciuto che la Dda possedeva già nel dicembre 2019 gli elementi successivamente utilizzati in Maestrale, altre difese potrebbero sollevare questioni analoghe. (g.curcio@corrierecal.it)

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