Cetraro, respinti i ricorsi del pm contro i presunti fiancheggiatori dell’ex latitante Luca Occhiuzzi
Resta confermata la misura cautelare di Francesco Occhiuzzi. Per Giulia Marino il Riesame conferma l’assenza dell’aggravante
CETRARO Il tribunale del Riesame di Catanzaro ha respinto il ricorso del pubblico ministero avverso l’ordinanza emerssa dal gip con la quale era stata parzialmente accolta la richiesta di misura cautelare emessa nei confronti di Francesco Occhiuzzi, ritenuto uno dei fiancheggiatori dell’ex latitante di Cetraro Luca Occhiuzzi. Il gip Fabiana Giacchetti, infatti, aveva accolto la richiesta dell’avvocato di Francesco Occhiuzzi, Valentina Moretti, e revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei suoi confronti sottoponendolo all’obbligo di dimora a Cetraro. Il Riesame ritiene che a carico di Francesco Occhiuzzi, siano stati censiti esclusivamente «rapporti con i familiari stretti del latitante e non risulta che Occhiuzzi abbia trasmesso messaggi, favorito o assístito a incontri con altri soggetti inquadrati come partecipi al clan Scornaienchi».
Il Riesame, inoltre, ha respinto anche l’appello proposto dal Pubblico Ministero avverso l’ordinanza
nei confronti di Giulia Marino, «nella parte in cui non ha riconosciuto la sussistenza dell’aggravante al delitto di favoreggiamento personale». All’imputata, difesa dall’avvocato Giorgia Greco, il giр aveva «riconosciuto a suo carico gravi indizi di colpevolezza in relazione al delitto di favoreggiamento della latitanza del fidanzato Luca Occhiuzzi contestato con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare la cosca di ‘ndrangheta capeggiata da Giuseppe Scornaienchi». La donna, per il Riesame non risulta «abbia portato messaggi, favorito o assistito a incontri con altri soggetti inquadrati come partecipi al clan Scornaienchi». (f.b.)
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