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nuova rete assistenziale

Sanità, la rivoluzione di prossimità nel Cosentino: 9 ospedali, 26 Case di Comunità e 180 posti letto

De Salazar: «L’85% dei presidi è già attivo». Coinvolti circa 500 medici di medicina generale e nuovi operatori sanitari

Pubblicato il: 10/09/2026 – 13:11
di Fabio Benincasa
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COSENZA La sanità territoriale della provincia di Cosenza cambia volto, prende forma la nuova rete assistenziale destinata a rafforzare la presenza dei servizi sanitari sul territorio e a rendere più vicina e accessibile la presa in carico dei cittadini. La riorganizzazione della sanità di prossimità è stata illustrata nella Conference Hall “Pierluigi Nervi” Scuola Misasi a Cosenza, nel corso del convegno: “La Casa e l’Ospedale di Comunità: il nuovo modello della sanità territoriale tra integrazione, prossimità e presa in carico della persona”. E’ il commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale, Vitaliano De Salazar, a fornire i dettagli legati alla realizzazione di un progetto ambizioso, che consegna ai cittadini 9 ospedali di comunità (Cassano allo Ionio, Mormanno, Scalea, Lungro, San Marco Argentano, Cosenza, Trebisacce, Cariati e San Giovanni in Fiore) e 26 Case della salute (Cassano, Mormanno, Scalea, Rocca Imperiale, Torano Castello, Roggiano Gravina, Longobucco, Lungro, Luzzi, Bisignano, Spezzano della Sila, Montalto Uffugo, San Giorgio Albanese, Verbicaro, Amantea, Villapiana, Casali del Manco, Cosenza, Cetraro, Cariati, Acri, Corigliano, Rende, Altilia e Castrovillari).

Qualche numero

«L’85% delle strutture è già attiva, entro 15 giorni partiranno le restanti Case di Comunità. Abbiamo assunto tanti professionisti in questa operazione che prevede l’apertura di 35 nuovi siti con 180 posti letto in più nella provincia di Cosenza», commenta il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar. «Quanto realizzato rappressenta un cambiamento di rotta della Regione Calabria. Basti pensare all’assunzione – negli ultimi giorni – di circa 500 operatori sanitari».

Come funzionano le case di comunità

Non si accede direttamente alle strutture, saranno le centrali operative territoriali a smistare i pazienti presso gli ospedali di comunità. La riorganizzazione alleggerirà anche il peso sull’ospedale Annunziata, con il reparto di Pronto Soccorso spesso in affanno rispetto agli accessi superiori alla media. «Il pubblico prende sul serio, per la prima volta, quello che fino ad oggi ha fatto soltanto il privato accreditato», commenta De Salazar. Che prosegue: «Sono numerosi gli infermieri, gli operatori sociosanitari, i fisioterapisti e poi degli specialisti che occuperanno le case di comunità, che non sarà soltanto un punto di sintesi di tutti i poliambulatori».

L’apporto fondamentale del medico di base

E’ la dottoressa Angela Riccetti, direttirce sanitaria dell’Asp di Cosenza a sottolineare il prezioso supporto fornito e garantito dai medici di base. «Hanno dato un contributo enorme, grazie ad un accordo che garantisce la possibilità di averli sia nelle Case di comunità e sia negli ospedali». I camici bianchi coinvolti fanno tutti parte dell’Asp di Cosenza, «500 medici di medicina generale coinvolti attraverso le Aft». I professionisti garantiranno la turnazione nelle Case della salute: h24 per 7 giorni nelle Case Hub e 6 giorni su 7 nelle strutture Spoke. Il turno notturno, invece, sarà garantito dalla continuità assistenziale. Le nuove strutture saranno in grado di coprire tutto il territorio dell’Asp bruzia, grazie anche alla rete rafforzatasi con l’ausilio dei poliambulatori e degli ambulatori, anche di prossimità. (f.benincasa@corrierecal.it)

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