Vibo, possibili nuovi equilibri nella maggioranza di Romeo: Pd e Democratici e riformisti pensano a una federazione
Il sindaco resta solido con i numeri (nonostante le grane delle ultime settimane). Ma la spinta degli alecciani potrebbe avere effetti anche sulle dinamiche di partito
VIBO VALENTIA Sono state settimane tumultuose per il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, iniziate con le dimissioni del capo di gabinetto e fedelissimo del primo cittadino, Gianpiero Menniti, e culminate con la revoca del finanziamento regionale da 2,4 milioni di euro a causa di un “errore” nell’iter burocratico. Due grane che si aggiungono alle tante negli ultimi mesi affrontate dall’esecutivo (come quella più recente relativa all’asilo nido comunale) che hanno esposto l’amministrazione Romeo agli attacchi dell’opposizione. Se per il finanziamento dal Comune è giunta una parziale ammissione dell’errore (pur definendo «gratuite e inconcepibili» le offese ricevute), sugli asili nido le accuse sono state respinte al mittente affermando che «documenti e protocolli smentiscono le ricostruzioni di Pitaro e Comito».
Maggioranza “fragile”, ma non con i numeri
Grane amministrative, ma anche grane politiche con i numerosi (forse troppi) cambi di casacca ed equilibri all’interno della maggioranza. L’apparente “fragilità” è diventata ancora più evidente nel (breve) scontro durante l’ultimo Consiglio comunale, con il presidente dell’assemblea Antonio Iannello costretto a richiamare sia l’assessore Colelli che il primo cittadino Enzo Romeo. Ma, in termini di quantità, il sindaco può vantare, al momento, una situazione tranquilla in maggioranza: fatta eccezione per il salto all’opposizione di Antonella Petracca e per il “cambio di casacca” di Sergio Barbuto (rimasto a sostegno dell’esecutivo), lo “scheletro” resta saldo tra Progetto Vibo, M5S, Pd e Democratici e riformisti. Ma potrebbero presto variare ancora gli equilibri: nelle ultime ore un ulteriore avvicinamento tra i dem e il gruppo degli alecciani potrebbe portare a una federazione, creando così il gruppo più ampio (11 consiglieri su 20) della maggioranza.
Una nuova federazione in Consiglio
Un avvicinamento che potrebbe avere anche ripercussioni anche fuori da Palazzo Luigi Razza. Com’era diventato evidente nell’incontro di mezza estate tra Ernesto Alecci, Raffaele Mammoliti e Antonio Lo Schiavo nella sede locale del Partito democratico. Tra il pubblico c’era anche Antonio Iannello, il presidente del Consiglio comunale vicino a Mammoliti, tra i sostenitori del riavvicinamento con gli alecciani. Tra gli assenti spiccavano, invece, il sindaco Romeo, l’assessore Colelli e la segretaria provinciale Teresa Esposito. I nuovi equilibri al Comune di Vibo potrebbero valicare le mura di Palazzo Luigi Razza, con un occhio non solo alle possibili evoluzioni sulla Giunta, ma anche sulle dinamiche di potere all’interno del Partito democratico vibonese. (ma.ru.)
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