«L’avanzo di amministrazione risultato di valore. Sulla sanità ricordiamoci del disastro da cui siamo partiti»
L’intervento del presidente della Regione Occhiuto al giudizio di parifica del Rendiconto 2025 da parte della Corte dei Conti. «Raggiungeremo il target di spesa sui fondi europei»
CATANZARO «Da cinque anni sono qui per il giudizio di parifica e devo dire che vivo questa giornata con meno sofferenza perché accanto alle criticità registro che c’è il crescente riconoscimento di tanti passi avanti, ogni anno va un po’ meglio. A esempio, nessun’altra Regione ha avuto questo avanzo di amministrazione di oltre 300 milioni, a dimostrazione del fatto che questa Regione è governata con grande attenzione dal punto di vista della sostenibilità dei conti, e questo è un risultato di grande valore perché afferma una cultura diversa, quella di chi vuole amministrare puntando anche sull’ordine contabile anche per il futuro». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenendo al giudizio di parifica del rendiconto 2025 dell’amministrazione da parte della Corte dei Conti. Occhiuto si è soffermato su diversi punti dell’analisi della Corte dei Conti. Fondi europei: «Nessuno disimpegno di risorse, abbiamo un 3% in più. Devo ricordare – ha osservato Occhiuto – che abbiamo dovuto governare con due guerre in corso. Anche rispetto al 2021 – 2027 sono convinto che conseguiremo i target di spesa, è un obiettivo prevalente della nostra amministrazione a cui lavoriamo da tempo».
Sanità
Sanità: «Ricordo le relazioni passate, mai particolarmente tenere, quest’anno – ha osservato Occhiuto – riscontro elementi positivi. Bisogna sempre ricordare dove siamo partiti, in passato si parlava di contabilità orale e 15 anni di commissari non esperti di sanità e abbandonati a loro stessi dallo Stato. Si è generata un’anarchia, con le Asp che sono diventate delle “monadi” in cui si consolidavano anche grumi di potere e comportamenti non orientati all’efficienza. Per tanti anni con il commissariamento non c’è stato governo della sanità, invece noi siamo riusciti a restituire normalità alla gestione contabile. Abbiamo ricostruito il debito, 870milioni, abbiamo pagato oltre 400 milioni: praticamente abbiamo pagato tutto quello che c’era da pagare, stiamo andando ovviamene cauti sull’extrabudget. Ripeto: ricordiamo da dove siamo partiti e dove ora siamo arrivati. L’Università Cattolica – ha infine sostenuto il presidente della Regione – ha detto che la Calabria è la Regione che negli ultimi 10 anni è quella che è cresciuta più di tutte sui Lea».
Pnrr e medici di medicina generale
«E ancora – ha aggiunto Occhiuto – sul Pnrr verificherete quello che abbiamo già dimostrato negli anni passati con il programma 2014-2020: abbiamo raggiunto tutti i target fissati dal Governo, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture delle Case e degli Ospedali di comunità. Il tema successivo sarà il personale che dovrà far vivere queste strutture, una sfida che non riguarda solo la Calabria ma tutte le Regioni. Mi auguro che l’accordo raggiunto con i medici di medicina generale possa favorire anche una riforma nazionale del loro ruolo. Oggi non tutti i medici di famiglia lavorano come in passato e dovranno invece svolgere una funzione importante nelle Case e negli Ospedali di comunità».
Personale
Quanto alla gestione del personale, per Occhiuto «il ricorso al tempo determinato, in alcuni casi, è inevitabile. Nei concorsi per infermieri hanno partecipato circa 10 mila candidati e gestire procedure di queste dimensioni richiede tempo. Per questo, nella fase di avvio delle Case di comunità, il tempo determinato può rappresentare una soluzione, altrimenti il rischio è avere strutture vuote. Il commissariamento ha consolidato anche comportamenti organizzativi e professionali non sempre orientati ai risultati. Nella sanità calabrese lavorano circa 22 mila persone: molti sono professionisti straordinari che spesso si fanno carico anche del lavoro di colleghi meno sensibili. Restano però anomalie, come l’elevata percentuale di inabilità al lavoro, che richiedono controlli più rigorosi».
Mobilità passiva
«Sulla mobilità sanitaria – ha poi rilevato Occhiuto – stiamo facendo, credo per la prima volta e forse unici in Italia, quello che il Governo nazionale chiederà alle Regioni: accordi di mobilità con le altre Regioni. Oggi esiste un tetto alla spesa per il privato a livello regionale, ma quando paghiamo prestazioni a strutture private di Lombardia, Veneto o Lazio lo facciamo senza alcun tetto. È una contraddizione che va affrontata. Gli accordi, come quello con l’Emilia-Romagna, servono a governare meglio questi flussi. Le risorse seguiranno i pazienti e saranno riconosciute alle Regioni che li prendono in carico, mentre per le prestazioni di media e bassa complessità erogate dal privato applicheremo una regressione tariffaria, perché non è giusto che la Calabria continui a essere penalizzata. La mobilità passiva si combatte soprattutto aumentando la produzione dei nostri ospedali. Ci sono strutture che producono troppo poco e bisogna migliorare l’organizzazione, l’utilizzo delle risorse e la capacità gestionale. Per questo – ha rimarcato il presidente della Regione – abbiamo chiesto ai direttori generali un’attività di controllo più stringente. Una parte della mobilità resta comunque strutturale. In Calabria c’è una percezione negativa del sistema sanitario e molti cittadini scelgono di curarsi fuori regione, nonostante esistano medici straordinari ed eccellenze che rappresentano un investimento importante per il territorio».(a. c.)
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