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Farmaci, l’Italia spende 25 miliardi in un anno: cresce la pressione sui conti sanitari

Secondo Aifa aumentano sia i medicinali acquistati in farmacia sia quelli utilizzati negli ospedali. La Calabria tra le Regioni fuori soglia

Pubblicato il: 31/07/2026 – 13:51
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ROMA Nel 2025 la spesa farmaceutica pubblica complessiva ha sfiorato i 25 miliardi di euro, incidendo per il 18,44% sul Fondo Sanitario Nazionale. In crescita sia la spesa per i medicinali distribuiti in farmacia, sia per quelli erogati in ospedale. Su quest’ultimo capitolo di spesa si registra uno sforamento rispetto al tetto di spesa di 4,7 miliardi, 2,3 dei quali saranno oggetto di ripiano a carico delle aziende. Sono i dati salienti del monitoraggio consuntivo della spesa farmaceutica gennaio-dicembre 2025 realizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Nel dettaglio, secondo il monitoraggio, la spesa per i medicinali erogati nelle farmacie territoriali (cosiddetta ‘convenzionata’) ammonta a 8,5 miliardi, con una crescita del 4,8% (pari a 390 milioni) rispetto al 2024. Resta però al di sotto del tetto del 6,80% del Fondo Sanitario Nazionale. La spesa convenzionata registra però forti differenze regionali, con 8 Regioni (Lombardia, Basilicata, Calabria, Molise, Puglia, Campania e Abruzzo) che non rispettano il tetto di spesa. Per quel che riguarda la spesa ospedaliera (cosiddetta “diretta”), nel 2025 ha superato i 17,2 miliardi di euro con un incremento del 6,3% rispetto al 2024. Un aumento che, pur rimanendo sostanzioso, è più contenuto rispetto al +10,5% registrato l’anno precedente. È ammontata a 689,6 milioni, invece, la spesa per farmaci innovativi con una flessione di circa 178,2 miliardi, pari al 20,5%, rispetto al 2024. Sul fronte del rispetto dei tetti, la spesa diretta si è attestata al 12,01% del Fondo Sanitario Nazionale con uno sforamento di 4,7 miliardi. «Tale andamento comporta, conseguentemente, una manovra di ripiano superiore a 2,3 miliardi di euro, rispetto ai circa 2 miliardi registrati nel 2024», precisa l’Aifa. Tutte le Regioni hanno superato il tetto dell’8,3% del Fondo Sanitario Regionale, con una forbice che va dal 10,04% della Valle d’Aosta al 14,87 della Sardegna.

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