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Fenomeni di costume

I forzati del caldo: fra lamenti e comportamenti

Dal terrorismo mediatico alle ferie d’agosto, dai condizionatori alla “controra” dimenticata: così il caldo diventa anche un fenomeno di costume

Pubblicato il: 08/08/2026 – 9:00
di Francesco Bevilacqua*
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La giornata di ieri, venerdì 7 agosto, ha segnato il culmine del terrorismo mediatico sul caldo. Tutti i telegiornali hanno dedicato lunghi servizi sul masochismo degli italiani gregari che partono per le vacanze in un caldo che è il più torrido da non so quanti anni. E giù interviste ai turisti nelle grandi città-crematori ed ai soliti esperti climatologi, che solo a vederli viene il riflesso condizionato di sventagliarsi anche se si sta prendendo una polmonite sotto il getto del condizionatore appena montato.
Ebbene sì, siamo nel pieno di una crisi climatica senza precedenti, se calcolata nell’arco di tempo dacché l’uomo dispone di dati sull’argomento: all’incirca duecento anni a partire dal 1850 (secondo i dataset di enti come Berkeley Earth e l’Hadley Centre) o dal 1880 (per i registri storici della NASA e della NOAA), si legge sul web. Ricordiamo però che l’Homo sapiens è sulla Terra da circa 300.000 anni ed ha vissuto – anche da civilizzato – diversi periodi di raffreddamento o di riscaldamento del clima: ad esempio il cosiddetto Optimum Climatico Romano, l’Optimum Climatico Medievale come fasi calde, o la Piccola Età Glaciale come fase fredda. Che hanno portato, ovviamente, a nuove forme di adattamento delle specie viventi.
Sennonché, secondo la maggior parte degli scienziati, il surriscaldamento in atto è iniziato nell’800, per colpa dell’uomo, con l’avvento dell’era industriale e delle immissioni in atmosfera di “gas serra” (dall’effetto che provocano), ed è aumentato negli anni ’50 dello scorso secolo sino a condurre ad un aumento medio della temperatura attuale fra 1,3 e 1,4 gradi centigradi. Ma torniamo al fenomeno di costume di cui mi interessa parlare qui. Innanzitutto i media: quelli che oggi terrorizzano tutti sull’aumento delle temperature sono gli stessi che sino al 2018 o ignoravano il problema, nonostante le evidenze scientifiche, oppure consentivano a personaggi come Giuliano Ferrara e Paolo Mieli di sfottere gli “scienziati antidemocratici e catastrofisti”, a loro dire. In pochi mesi, siamo passati così dal negazionismo al terrorismo mediatico. Fenomeno questo, che ha fatto insorgere anche qualche meteorologo di fama, come il compianto Paolo Sottocorona, che parlava di scorrettezza e di procurato allarme.
Ci sono poi i comportamenti sociali – ovviamente alimentati dai media stessi – come l’aumento esponenziale delle vendite di condizionatori: nel 2013 solo il 23% delle case italiane ne era dotato mentre oggi ce l’ha più del 53% (!). E ricordiamo che i condizionatori raffreddano gli interni ma contribuiscono a surriscaldare l’atmosfera esattamente come i camini delle fabbriche, i tubi di scappamento delle auto o gli allevamenti intensivi di bovini.
Oppure come le lamentazioni sul “caldo insopportabile” (al netto, ovviamente, di chi, per sua fragilità, lo soffre davvero) che sono all’ordine del giorno nei frammenti di conversazione fra chi non sa che dire in ascensore. E però, contraddittoriamente, quella stessa umanità lamentosa di cui ho appena parlato, la troviamo, proprio in questi giorni, spiaggiata sugli arenili del Bel Paese, ad arrostirsi nel solleone delle ore più calde del giorno, a sudare e consumare alcolici in piccoli e grandi locali notturni, a viaggiare per migliaia di chilometri, sempre nel bel mezzo del giorno, per omologarsi all’abitudine delle ferie d’agosto che solo in Italia è una consuetudine dura a morire.
E dire che i nostri bisnonni, quasi tutti contadini, sapevano che in quel momento centrale della giornata – la cosiddetta controra – era bene astenersi dal lavorare per sedere all’ombra di un bell’albero.
Poi, naturalmente, ci sono quei pochi, soprattutto stranieri, che pur non essendo negazionisti, non si lamentano neppure dinanzi alle condizioni di caldo estremo come quelle di questi giorni – come mi ha di recente confermato un’amica che gestisce un B&B rigorosamente senza condizionatori dalle mie parti – e si “adeguano” mettendo in atto comportamenti virtuosi del tipo di quelli dei nostri bisnonni.
Perché in fondo anche i più catastrofisti – come il sornione meteorologo con la farfallina, Luca Mercalli, che scrisse, guarda caso nel 2018, un libro dal titolo emblematico, “Prepariamoci” – in fondo in fondo lo sanno che se anche comprassimo tutti l’auto elettrica, la Terra non ci premierebbe automaticamente, almeno nell’immediato, col bonus di una nuova, piccola glaciazione.

*Avvocato e scrittore

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