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chiesa in lutto

Cosenza dice addio a monsignor Merenda, decano dei preti del territorio

Scompare all’età di 91 anni. La comunicazione della Diocesi

Pubblicato il: 12/08/2026 – 16:51
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COSENZA L’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Giovanni Checchinato, il presbiterio diocesano e l’intera comunità ecclesiale annunciano che monsignor Mario Merenda (nato a Paterno il 3 gennaio 1935) entra nella gioia del suo Signore. È morto all’età di 91 anni il decano dei preti cosentini; era il più anziano dei sacerdoti sia per età che per ordinazione, era ordinato il 3 gennaio del 1960 nella Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo in Paterno dall’allora arcivescovo Aniello Calcara. Le esequie saranno celebrate domani 13 agosto alle ore 11.00 nella Cattedrale di Cosenza; dalle 16 di oggi sarà allestita la camera ardente nella Chiesa di Sant’Aniello in Cosenza. È stata una figura di lunga e significativa esperienza nel clero dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, alla quale ha dedicato tutto suo ministero sacerdotale. La sua vicenda ecclesiale si intreccia con alcune delle pagine più importanti della Chiesa cosentina del secondo Novecento e degli anni successivi, attraverso il servizio pastorale, gli incarichi diocesani e un’intensa attenzione alla cultura e alla storia della Chiesa locale. Insegnante nelle scuole pubbliche di filosofia e materie letterarie ha poi dedicato il suo impegno alla liturgia come Maestro delle Cerimonie e docente di Liturgia presso Issr San Francesco di Sales. Nei primi anni di ministero fu particolarmente vicino all’arcivescovo mons. Domenico Picchinenna, del quale divenne segretario. Il suo nome compare infatti nella testimonianza di quanti vissero il rinnovamento ecclesiale degli anni del Concilio Vaticano II. Don Mario Merenda fu tra i sacerdoti che accompagnarono quella stagione di profonda trasformazione della Chiesa cosentina, mantenendo un rapporto significativo con il mondo giovanile e con le nuove esperienze dell’Azione Cattolica e poi di monsignor Enea Selis sul quale ha scritto pagine bellissime, nel 2000, curando il volume “Don Enea uomo di Dio”, e che fu arcivescovo di Cosenza dal 1971 al 1979. Il suo impegno culturale si è sviluppato anche nel rapporto con le istituzioni cittadine. Mons. Merenda è infatti decano dell’Accademia Cosentina e figura tra i componenti del Comitato scientifico della Biblioteca Civica di Cosenza. In questo ambito ha rappresentato un significativo punto di collegamento tra la cultura ecclesiale e la tradizione intellettuale della città. Nel corso del suo ministero ha ricoperto inoltre incarichi di rappresentanza e nel 2006 l’arcivescovo mons. Salvatore Nunnari lo nominò Vicario episcopale per la Liturgia e per le rappresentanze. La sua presenza nella vita ecclesiale non si è limitata agli incarichi istituzionali. È stato impegnato anche nell’accompagnamento delle realtà associative e culturali cattoliche della città fra le quali i gruppi di Maria Cristina di Savoia, il Cif, il Uac (unione Apostolica Ciechi) e alcuni gruppi di preghiera ispirati al carisma di Natuzza Evolo. Fu cappellano di diversi Istituti di suore in Città assicurando la messa quotidiana alla Canossiane, alle Suore del Verbo Incarnato e alle Suore Minime; è stato anche molto attento al clero anziano e ammalato per il quale era stato incaricato. È ricordato, tra l’altro, il suo servizio presso la comunità di San Vito Martire a Cosenza, dove servì la comunità prima della costituzione della parrocchia nella sua configurazione attuale e come Decano del Capitolo della Cattedrale ed era Priore della delegazione di Cosenza dei Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

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