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alle 4.42 il cuore smette di battere

L’intervento chirurgico alla testa e le numerose fratture. Gli ultimi istanti di vita di Antonio Perrotta

La ricostruzione del delitto del 33enne di Fuscaldo. Il diverbio in discoteca e il pestaggio mortale. Uno degli aggressori aveva la camicia sporca di sangue

Pubblicato il: 12/08/2026 – 10:45
di Fabio Benincasa
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SANGINETO Sono le 4.42 del 10 agosto 2026, quando il cuore di Antonio Perrotta – 33enne di Fuscaldo – smette di battere. Dopo il pestaggio ricevuto all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto, il giovane viene trasportato in ospedale a Cetraro e subito dopo trasferito in condizioni critiche – in elisoccorso – all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Il 33enne è sottoposto ad un delicatissimo intervento chirurgico alla testa, nel tentativo disperato di salvargli la vita ma ogni tentativo è vano. L’intervento chirurgico finalizzato alla riduzione delle numerose fratture riportate nella zona dell’encefalo si conclude con esito positivo, ma le condizioni disperate non consentono ai medici di impedire il decesso. Mentre in sala operatoria, Perrotta lotta tra la vita e la morte, la procura di Paola guidata da Domenico Fiordalisi coordina le indagini affidate al personale della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri.

L’attività investigativa

I militari e gli agenti coinvolti nell’attività investigativa partono dalla disamina delle immagini e dei video acquisiti dal sistema di video sorveglianza della struttura notturna “Il Castello”, è all’esterno che si è consumato il delitto. Da quanto emerso, un diverbio all’interno della discoteca avrebbe coinvolto Domenico e Umberto Orsino, di 22 e 24 anni, fratelli originari di Belvedere ma residenti in Lussemburgo e sottoposti a fermo per la morte di Perrotta. Nel tentativo di sedare sul nascere una possibile risse, il personale addetto alla sicurezza ha provveduto ad allontanare i due soggetti «con non poche difficoltà oltre il transennamento». E’ lì che le immagini mostrano «un turbinio di movenze tali da essere compatibili con una contesa». I successivi accertamenti svolti dai carabinieri e della polizia, consentono di cristallizzare la dinamica dell’accaduto: Perrotta viene colpito con violenza al volto, «rovinando in terra dopo aver sbattuto violentemente il capo». Soccorso dal personale della sicurezza, con mezzi di fortuna, dopo aver ripreso coscienza, viene trasportato a bordo dell’autovettura di un conoscente verso casa, ma lungo il tragitto, si sente male, e viene trasportato all’ospedale a Cetraro. Dal nosocomio poi seguirà il trasferimento all’Annunziata, fino al decesso.

La chiusura del cerchio

Le indagini proseguite con l’analisi attenta dei frame delle immagini catturate dalle telecamere, consentono agli investigatori di ricostruire l’identikit dei presunti responsabili. La successiva perquisizione domiciliare è utile a repertare indumenti intrisi di sangue, «una delle camicie sequestrate presentava una macchia di sangue, sebbene fosse stata precedentemente lavata». Umberto e Domenico Orsino vengono sottoposti a fermo, considerato anche il «pericolo di fuga». Domani sarà eseguito l’esame autoptico sul corpo della vittima. (f.benincasa@corrierecal.it)

I fratelli Orsino nel frame catturato dalle telecamere

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