Esalazioni da un depuratore, muoiono operaio e soccorritore
La tragedia a San Vito Lo Capo
TRAPANI Un operaio che stava lavorando al depuratore di San Vito Lo Capo è morto per le esalazioni che provenivano dall’impianto. Sono intervenuti i sanitari del 118 e durante i soccorsi anche un operatore che stava praticando il massaggio cardiaco è morto. Sono intervenuti i carabinieri. La tragedia è avvenuta stamane nella struttura che si trova nella Tonnara del Secco. Secondo una prima ricostruzione, l’addetto alla struttura era sceso per una verifica, quando si è sentito male. Lanciato l’allarme, sul posto sono arrivati i sanitari del 118, e mentre uno degli operatori praticava il massaggio cardiaco all’operaio sarebbe lui stesso morto. Le indagini sono condotte dai carabinieri sul posto anche i funzionari dello Spresal di Trapani – Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.
Nel giugno 2016 su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto eseguì il sequestro preventivo del depuratore comunale di San Vito Lo Capo. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito di un’inchiesta per presunto inquinamento delle acque marine. Il depuratore, installato nel 2010, secondo le indagini della Capitaneria di porto non sarebbe mai stato collaudato ma il Comune di San Vito aveva stipulato un contratto con una ditta privata per la manutenzione dell’impianto. La procura di Trapani indaga per accertare se il malfunzionamento del sistema di depurazione abbia provocato l’inquinamento delle acque marine a San Vito Lo Capo. L’impianto non era ancora stato collaudato e l’Arpa aveva più volte certificato anomalie al sistema di depurazione. L’inchiesta della procura era scattata dopo gli accertamenti condotti dalla Capitaneria di porto.
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