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il ricordo

Un anno fa la morte di Padre Fedele Bisceglie

Missionario, uomo di strada, tifoso del Cosenza: la sua è un’assenza difficile da colmare

Pubblicato il: 13/08/2026 – 9:58
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COSENZA Un anno dopo la morte di Padre Fedele Bisceglia, Cosenza si ferma ancora a ricordare una figura che ha attraversato la vita della città ben oltre il saio. Missionario, uomo di strada, tifoso del Cosenza: Padre Fedele aveva saputo stare in ambienti molto diversi, dall’Africa allo stadio San Vito, dalle missioni al mondo del tifo. La sua fede conviveva con un carattere diretto e con una passione rossoblù vissuta senza riserve. Per molti, il calcio era anche un modo per incontrare persone, soprattutto giovani, e creare relazioni. La sua vita ha conosciuto anche una lunga e dolorosa stagione giudiziaria. L’accusa, il processo, gli anni segnati dal clamore e dal peso della vicenda, fino all’assoluzione. Una ferita che non può essere ignorata nel ricordo, ma che non può nemmeno cancellare tutto ciò che Padre Fedele è stato prima e dopo quella stagione.
Restano le sue battaglie, le sue prese di posizione, le ingiustizie subite, l’irruenza e una capacità quasi istintiva di stare dentro le cose. Aveva idee forti e modi che non sempre potevano essere condivisi, anche nel rapporto con la Chiesa. Ma era riconoscibile, senza filtri. Quello che oggi manca è soprattutto la sua presenza: la voce, il carattere, la capacità di attraversare mondi lontani e di sentirsi parte della città. Un’assenza che, a un anno dalla morte, Cosenza continua a percepire. Questa mattina, alle 9.30, nel Santuario del Santissimo Crocifisso della Riforma, una messa in suo ricordo. A un anno dalla sua scomparsa, il modo più semplice per ricordarlo è forse questo: Padre Fedele è stato un frate, un missionario, un tifoso e un uomo profondamente legato a Cosenza. Soprattutto, è stato una presenza difficile da sostituire. (redazione@corrierecal.it)

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