Protesta agricoltori a Crotone, familiari di un manifestante indagati in una maxi frode sul gasolio
L’inchiesta della GdF sul carburante agevolato coinvolge 29 persone e 25 aziende
CROTONE Mentre camion e trattori sono scesi in strada a Crotone per protestare contro il caro carburante, Agricolae richiama un’inchiesta sul presunto traffico illecito di gasolio agricolo agevolato che coinvolge 29 persone e 25 aziende. Secondo quanto riferisce l’agenzia, mentre i camion Pizzimenti erano presenti alla manifestazione di Crotone, alcuni componenti della famiglia risultano tra le persone alle quali nei mesi scorsi è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito della maxi inchiesta sul carburante agricolo. Agricolae indica, tra gli altri, Filippo Pizzimenti, classe 1954, Giovanni Pizzimenti, Giuseppe Pizzimenti e Filippo Pizzimenti, classe 2001. L’indagine ha portato anche a un sequestro per circa 8 milioni di euro.
Il sistema delle «false serre»
L’inchiesta, condotta dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro insieme all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, avrebbe ricostruito un meccanismo basato sull’acquisto di gasolio sottoposto a tassazione agevolata, destinato formalmente alle attività agricole. Secondo l’ipotesi investigativa riportata da Agricolae, attraverso documentazione presentata all’Arcea sarebbe stato attestato l’utilizzo del carburante per serre e terreni agricoli. Il gasolio sarebbe invece stato rivenduto in nero a soggetti che non avevano diritto all’agevolazione, tra i quali anche autotrasportatori. Per coprire le cessioni sarebbero state inoltre emesse fatture relative a operazioni inesistenti.
Ventinove indagati e 25 aziende
Le indagini tecniche e l’analisi dei flussi avrebbero consentito di ricostruire un’attività non limitata alla Calabria. Secondo Agricolae, il sistema avrebbe avuto ramificazioni anche in Veneto e in Germania. Complessivamente sono 29 gli indagati e 25 le aziende coinvolte nell’inchiesta. Al termine delle attività investigative è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vale il principio della presunzione di innocenza: le eventuali responsabilità potranno essere definitivamente accertate soltanto all’esito del procedimento giudiziario. (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
