«Il Reddito di Merito è una misura piena di ostacoli»
Le critiche di Scutellà (M5S)
LAMEZIA TERME “Il Reddito di Merito, annunciato dal presidente Roberto Occhiuto come una rivoluzione per gli studenti calabresi, si sta rivelando una misura piena di ostacoli, contraddizioni e limiti tali da rischiare di restare in larga parte inutilizzata”. A denunciarlo in una nota è la Capogruppo M5S in Consiglio regionale, Elisa Scutellà, che parla di “una promessa tradita, confezionata in campagna elettorale come svolta epocale e oggi trasformata in un percorso a ostacoli che taglia fuori la stragrande maggioranza dei ragazzi calabresi”. La misura, finanziata con 15 milioni di euro per il primo anno, prevede assegni mensili da 500, 750 o 1000 euro, ma la platea potenziale è ridottissima: “Occhiuto aveva raccontato che studiare in Calabria sarebbe convenuto di più, ma oggi scopriamo che a beneficiarne saranno pochissimi, forse qualche centinaio, e solo dopo aver superato prove e vincoli che nulla hanno a che fare con il sostegno allo studio”. Il meccanismo di accesso è infatti estremamente selettivo: gli studenti già iscritti devono aver superato tutti gli esami dell’anno precedente con una media minima del 27, requisito che – come sottolinea Scutellà – “esclude in automatico la maggior parte degli studenti dei corsi STEM e delle facoltà più impegnative, dove mantenere quella media è quasi impossibile”. Ancora più complesso il percorso per chi si iscrive alla magistrale, che deve laurearsi entro i tre anni senza alcuna proroga e con almeno 108/110: “Una norma assurda che penalizza chi sceglie tesi sperimentali, percorsi di ricerca o semplicemente decide di prendersi il tempo necessario per costruire un lavoro di qualità”. Per le matricole, poi, il Reddito di Merito diventa una vera e propria lotteria: serve un voto di diploma di almeno 95/100, nessun anno sabbatico, e soprattutto il superamento di un ulteriore TOLC da 35 euro, con accesso riservato solo al miglior 10% dei partecipanti. “È inaccettabile che una misura presentata come sostegno alle famiglie si trasformi in un concorso a premi, dove il merito viene confuso con la selezione estrema e con criteri che non tengono conto delle reali condizioni degli studenti calabresi”. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento critico: la copertura finanziaria è prevista solo per il primo anno. Non esiste al momento alcuna certezza sulle risorse future, né sui capitoli di bilancio da cui attingere. “Occhiuto ha venduto una misura come strutturale, ma non ha previsto un euro per gli anni successivi. È l’ennesima operazione di propaganda che rischia di lasciare gli studenti con un pugno di mosche”. Scutellà evidenzia inoltre che la carta prepagata prevista dal sistema non ha alcuna limitazione di spesa: “Si tratta di soldi pubblici che possono essere usati per qualsiasi acquisto, anche non collegato allo studio. Una contraddizione enorme rispetto alla narrazione del presidente, che parlava di sostegno al percorso universitario”. La Capogruppo m5s conclude con un appello alla trasparenza e alla responsabilità: “Il Reddito di Merito doveva essere un investimento sul futuro dei giovani calabresi. Così com’è, rischia di essere solo un titolo da campagna elettorale. Chiediamo che la misura venga ripensata, resa realmente inclusiva e dotata di una copertura stabile. La Calabria non ha bisogno di slogan, ma di politiche serie che non illudano le famiglie”.
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