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Studio dei rumori per limitare le distrazioni e gli errori negli ospedali

Ne è convinta Arianna Astolfi, docente di Fisica tecnica ambientale al Politecnico di Torino, tra i protagonisti dell’incontro “A Dialogue on Space and Non-Space”

Pubblicato il: 17/08/2026 – 10:30
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ROMA «Studiare come gli astronauti rispondono ai rumori nello spazio, sia fisicamente che psicologicamente, può aiutarci ad impostare una reazione migliore negli ospedali, utile a limitare distrazioni ed errori». Ne è convinta Arianna Astolfi, docente di Fisica tecnica ambientale al Politecnico di Torino, tra i protagonisti dell’incontro “A Dialogue on Space and Non-Space” promosso nel capoluogo piemontese dal progetto Italian knowledge Lleaders di Convention bureau Italia e dalla rappresentanza Emea dell’American institute of Aeronautics and Astronautics, la più grande società tecnica aerospaziale al mondo con oltre 33.000 membri in 91 Paesi, con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention. «I rumori in generale e le sensazioni uditive- prosegue la docente- possono influire in modo significativo sul benessere degli astronauti. Si tratta di quelli che chiamiamo effetti extra-uditivi del rumore: io sono coordinatrice di un progetto finanziato dall’Inail proprio su questo tema, che coinvolge quattro università e una fondazione, in Italia». Il progetto nasce all’interno di contesti quotidiani, ma guarda già a scenari più estremi: «Stiamo investigando questi aspetti in ambienti come le scuole, gli ospedali e gli uffici, ma l’obiettivo è spostare l’attenzione sugli ambienti estremi. Qui ci stiamo concentrando sulle terapie intensive, un contesto complesso sulla terra, così come è sfidante lo spazio per gli astronauti». Al centro dello studio ci sono i rumori che disturbano la comprensione del parlato e generano stress: «Parliamo di rumori che non permettono di comprendere bene le parole e che generano una certa ansia, un effetto che monitoriamo valutando parametri come la conduttanza della pelle e il battito cardiaco».

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