Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 13:52
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

il congresso nazionale in riva allo stretto

CAR-T e terapia genica, Reggio Calabria capitale della medicina innovativa

Il 4 e 5 settembre esperti da tutta Italia a confronto sulle nuove frontiere della terapia cellulare e dell’oncoematologia

Pubblicato il: 26/08/2026 – 13:15
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

REGGIO CALABRIA Il 4 e 5 settembre 2026, la Sala Monteleone del Palazzo del Consiglio regionale della Calabria ospiterà il congresso “CAR-T, Terapia Genica e Terapia Cellulare”, appuntamento scientifico di alto profilo che riunirà specialisti provenienti dai principali centri italiani di ematologia, trapianto e terapia cellulare.
Al centro dei lavori ci saranno alcune delle sfide più avanzate dell’oncoematologia contemporanea, dalle terapie CAR-T alla terapia genica, fino alle nuove applicazioni della terapia cellulare nel trattamento dei tumori del sangue e delle malattie genetiche rare.
A coordinare l’iniziativa sarà Massimo Martino, direttore dell’Unità Operativa di Ematologia e del Centro Trapianti di Midollo Osseo del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria. Proprio il centro reggino ha avuto un ruolo pionieristico nell’introduzione delle CAR-T nel Mezzogiorno, diventando nell’estate del 2020 il primo centro del Sud Italia a garantire l’innovativa opzione terapeutica.
Un risultato che ha permesso ai pazienti calabresi di accedere a trattamenti altamente specializzati senza essere costretti a rivolgersi a strutture del Nord Italia o all’estero.
Il congresso rappresenta così anche una vetrina per l’Ematologia del GOM di Reggio Calabria, che negli anni ha consolidato la propria presenza nel panorama scientifico nazionale. Il Grande Ospedale Metropolitano è oggi impegnato in attività cliniche e di ricerca avanzate, con oltre 160 procedure di trapianto e terapia cellulare eseguite ogni anno e una partecipazione costante a sperimentazioni cliniche nazionali e internazionali.
La CAR-T sarà uno dei temi principali della due giorni. La terapia prevede il prelievo dei linfociti T del paziente, la loro modificazione genetica in laboratorio e la successiva reinfusione, con l’obiettivo di renderli capaci di riconoscere e aggredire le cellule tumorali. Una strategia che ha modificato profondamente il trattamento di alcune leucemie e dei linfomi resistenti alle terapie convenzionali, aprendo prospettive fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili.
Ma insieme ai risultati arrivano anche nuove sfide. Il programma scientifico affronterà infatti la gestione delle principali complicanze delle CAR-T, tra cui la sindrome da rilascio citochinico e la neurotossicità, oltre al problema delle recidive e alle strategie per migliorare ulteriormente l’efficacia dei trattamenti.
Ampio spazio sarà dedicato anche alla terapia genica, il cui campo di applicazione si sta progressivamente estendendo oltre l’oncologia. Tra le prospettive più interessanti ci sono quelle relative a patologie come beta talassemia, anemia falciforme ed emofilia, dove la possibilità di intervenire direttamente sui meccanismi genetici alla base della malattia sta aprendo una nuova stagione terapeutica.
Particolarmente ricco il parterre dei relatori. Tra le Lectio Magistralis figurano gli interventi di Maurizio Martelli, che affronterà i dieci anni di CAR-T anti-CD19 nel trattamento del DLBCL; Teresa Marafioti, che parlerà del futuro dell’istopatologia nella diagnostica dei linfomi; Mattia Algeri, protagonista di un approfondimento sulla rivoluzione della terapia genica nella beta talassemia e nell’anemia falciforme; e Luigi Rigacci, che analizzerà la gestione delle recidive dopo terapia CAR-T.
Il programma sarà articolato in sette sessioni e toccherà diversi ambiti dell’ematologia moderna, dai linfomi aggressivi e indolenti alla leucemia linfoblastica acuta, dal trapianto di midollo osseo alle nuove terapie cellulari, fino agli aspetti organizzativi e assistenziali dei centri CAR-T e al ruolo degli infermieri nella gestione di percorsi terapeutici complessi.
Reggio Calabria, dunque, non soltanto come luogo di cura, ma come sede di ricerca, formazione e diffusione della conoscenza scientifica.
Un riconoscimento per il percorso compiuto dall’Ematologia del GOM e, più in generale, per la capacità della sanità calabrese di costruire competenze e strutture in grado di confrontarsi con le realtà più avanzate del Paese.

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x