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il diritto di rimanere

“Right to stay”, da Pizzo Raffaele Fitto lancia la strategia UE: «Un giovane deve poter scegliere se restare o partire»

Il vicepresidente della Commissione Ue ospite alla Summer School de L’orodicalabria spiega il progetto: l’obiettivo è evitare lo spopolamento e la fuga di giovani

Pubblicato il: 28/08/2026 – 1:15
di Marco Russo
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PIZZO CALABRO Partire è legittimo, ma non deve essere un obbligo né una necessità: ogni cittadino, soprattutto un giovane, deve avere il diritto di scegliere se andare via o restare nella sua terra. È questo l’obiettivo di “Right to stay”, la strategia portata avanti dalla Commissione europea, per evitare lo spopolamento delle aree interne dell’Europa. A spiegarlo è stato il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto, intervenuto ieri sera a Pizzo nell’ambito del primo talk della Summer School de L’orodicalabria. L’ex ministro è stato accolto dal prefetto di Vibo Valentia Anna Aurora Colosimo e dal sindaco di Pizzo Sergio Pititto, oltre che dalle autorità militari locali. Dopo un rapido tour nel castello Murat si è aperto in Piazza della Repubblica il talk con Francesco Verderami, direttore scientifico de L’orodicalabria, dopo i saluti del presidente Ernesto Magorno.

Il diritto a scegliere se restare o partire

Focus, soprattutto, sui giovani e su come evitare la loro “fuga” verso i centri urbani, a discapito di territori come la Calabria che, negli anni, ha patito lo spopolamento. In questa direzione si muove la strategia “Right to stay” dell’Unione Europea: «Siamo in un momento cruciale, la Commissione lo ha individuato come tema centrale: occorre garantire il diritto di rimanere, dare l’opportunità, soprattutto alle nuove generazioni, di poter scegliere se restare o andare via» ha detto a margine Raffaele Fitto. «Per fare questo bisogna costruire una strategia ampia che metta insieme, in modo coordinato, le diverse politiche di intervento, che possa guardare con attenzione ai territori e che possa, soprattutto, utilizzare in modo efficace le risorse disponibili».

Il lavoro della Commissione europea

Un progetto su cui la Commissione europea lavora da anni. Fitto ricorda, in particolare, la piena sinergia con Enrico Letta, che ha presentato un rapporto mettendo al centro proprio questo tema. «La presidente von del Leyen mi ha assegnato il compito di predisporre questa strategia. Abbiamo già iniziato con il lancio dell’iniziativa a maggio, in Parlamento europeo. Adesso questi incontri servono per andare sui territori, capire bene quali sono le reali esigenze e predisporre questa strategia ampia entro fine anni al fine di utilizzarla come strumento essenziale per il futuro bilancio europeo».

Verderami: «I giovani devono poter scegliere»

«Noi vogliamo fare in modo che i giovani calabresi possano scegliere cosa fare: se restare qui in Calabria, come in molti oggi vogliono, o se andare via. Ma non devono essere costretti come una volta» ha ribadito il direttore scientifico de L’orodicalabria Francesco Verderami, condividendo in pieno l’obiettivo della strategia UE. Il progetto si doterà anche di rapporti con le istituzioni del territorio: «Noi, come associazione L’orodicalabria, abbiamo costruito una rete, mettendo in contatto la Commissione europea con le nostre tre università che sono il nostro fiore all’occhiello. A loro volta prepareranno un progetto da presentare alla Commissione con l’obiettivo che venga inserito nel piano Right to stay».

Il successo della terza edizione della Summer School

Il talk di ieri sera apre la serie di incontri previsti dalla Summer School che si sta svolgendo dal 27 al 30 agosto a Pizzo. Una terza edizione ricca di appuntamenti, testimonianze, corse e opportunità per gli studenti: «Lo scorso anno in quattro sono andati nella Silicon Valley a presentare il loro progetto d’impresa» rivendica Verderami. Quest’anno le candidature presentate per il bando da 24 posti sono addirittura in crescita, passando da 70 ad 80, tutti «studenti universitari che hanno voglia di restare». Segno, anche, che forse qualcosa sta cambiando nella mentalità: «È qualcosa che si avverte, lo vediamo anche da alcuni dati macroeconomici: la Calabria da quattro anni consecutivi ha un indice del Pil che è superiore a quello della media nazionale e dalle nostre università escono ragazzi molto preparati e con abbozzi di impresa in settori molto qualificati. Alcuni conquistano anche fette di mercato. Il problema di noi calabresi è che non ci conosciamo, quando invece dovremmo valorizzare ciò che abbiamo. Continuiamo a parlare delle nostre disgrazie, ma penso sia il caso di parlare delle nostre capacità».(m.russo@corrierecal.it)

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