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immigrazione clandestina

Truffa del “click day”, arresti a Mantova. Coinvolta anche Cosenza

Scoperti Finti lavori e alloggi

Pubblicato il: 28/08/2026 – 15:45
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MILANO Tre arresti e due indagati per immigrazione clandestina nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Mantova e dei carabinieri con al centro una presunta truffa del “click day”. Gli indagati avrebbero favorito l’ingresso illegale in Italia di 81 lavoratori extracomunitari la maggior parte provenienti da Marocco, Pakistan, India e Bangladesh) presentando agli sportelli unici di diverse Prefetture istanze fittizie di nulla osta all’assunzione dei lavoratori stagionali extracomunitari, mai effettivamente impiegati, documentando falsamente l’effettiva capacità economica dell’impresa, l’idoneità degli alloggi e l’esistenza di fondi agricoli. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Mantova, con la collaborazione del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 64enne, titolare di una azienda agricola, un 52enne, consulente del lavoro e un 43enne di nazionalità indiana, mediatore linguistico e culturale, ritenute responsabili, in concorso con altri due indagati (un altro consulente del lavoro 82enne di San Giorgio Bigarello e un altro intermediario indiano 38nne residente a Mantova), del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, a fine di lucro, pluriaggravato. Il meccanismo prevedeva il ricorso, da parte del mediatore linguistico, a una massiccia e sistematica campagna pubblicitaria di reclutamento nei Paesi di origine dei migranti, disposti a corrispondere ingenti somme di denaro (dai 5.000 ai 15.000 euro per ciascuna pratica) nella speranza di ottenere un visto d’ingresso e un lavoro in Italia. L’indagine si è svolta attraverso accertamenti informatici, analisi di flussi finanziari, tabulati telefonici e testimonianze. Il “decreto flussi” è lo strumento con cui il Governo stabilisce ogni anno il numero massimo di lavoratori stranieri non comunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato (stagionale e non) e autonomo. La domanda è presentata online in giorni stabiliti (“click day”) e il datore di lavoro deve dimostrare, fra gli altri, il possesso di requisiti economici minimi e un alloggio idoneo. All’esito dei controlli può essere rilasciato il nulla osta; a questo punto il lavoratore può richiedere il visto di ingresso e, una volta giunto in Italia, firmare il contratto di soggiorno e richiedere il permesso di soggiorno. Dalle indagini sarebbe emerso che nel tentativo di eludere o sviare i controlli, il datore di lavoro aveva più volte cambiato, sul territorio nazionale, la sede operativa della propria azienda agricola (da Trento a Mantova, Bari e Cosenza). I carabinieri hanno anche svolto perquisizioni a carico degli arrestati e sequestrato materiale informatico. (redazione@corrierecal.it)

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