Mezzo secolo di scialatielli, la pasta amalfitana che è nata nel cuore della Sila
Nel 1976 lo chef campano Enrico Cosentino creò a San Giovanni in Fiore il formato per la necessità improvvisa di servire 6.000 persone in tempi rapidi
Cinquant’anni e non sentirli: un articolo di Repubblica celebra il mezzo secolo degli scialatielli (1976-2026), la celebre pasta oggi simbolo della Costiera Amalfitana, ma originariamente nata sui monti della Sila, in Calabria. L’inventore è lo chef amalfitano Enrico Cosentino (classe 1948) e il formato sarebbe stato creato a San Giovanni in Fiore per la necessità improvvisa di servire 6.000 persone in tempi rapidi. Il nome deriva dall’espressione dialettale «mi sono scialato» (ovvero goduto, divertito) pronunciata da chi li assaggiò per la prima volta. La ricetta iniziale prevede che gli scialatielli siano nati con un condimento di funghi e salsiccia, un paio d’anni dopo, nel 1978, la pasta è stata introdotta ad Amalfi presso il ristorante La Caravella, dove ha incontrato i sughi di mare e le verdure della Costiera.
La ricetta originale e il premio
Lo chef Cosentino garantisce di non aver mai cambiato la formula originaria per un chilo di farina 00: 350 g di latte intero, 2 uova, 40 g di olio extravergine d’oliva, 40 g di formaggio grattugiato (mix di Parmigiano e Pecorino), 2 cucchiai di basilico tritato, 14 g di sale e un pizzico di pepe.
Il prossimo martedì 1° settembre, in occasione del Capodanno Bizantino ad Amalfi, lo chef Enrico Cosentino riceverà formalmente il prestigioso titolo di Magister di Civiltà Amalfitana proprio per aver creato questo patrimonio della cucina locale.
Foto Repubblica
