Murone: «Non accetto lezioni da chi tradisce il mandato elettorale». Furgiuele: «Da che pulpito viene la predica»
Il sindaco interviene sulle tensioni nella maggioranza: «Chi cambia casacca si pone fuori. Ho assunto ad interim le deleghe all’Ambiente, al Verde Pubblico, alle Manutenzioni e al Decoro»
LAMEZIA TERME Il sindaco Mario Murone interviene nel dibattito politico che in questi giorni sta animando la maggioranza e lo fa con una nota rivolta direttamente ai cittadini. Al centro della sua riflessione ci sono il mandato elettorale, i recenti movimenti politici, le presunte pressioni esterne e anche la gestione del decoro urbano. Un intervento nel quale il primo cittadino rivendica la linea della sua amministrazione e annuncia di aver assunto ad interim alcune deleghe. «Care concittadine e cari concittadini – afferma Murone – in questi giorni e in queste ore sto ascoltando con attenzione i vostri commenti. Avete colto perfettamente il punto: la politica deve essere una cosa seria, non un gioco di posizionamenti personali. Nel 2025 abbiamo stretto un patto chiaro con Voi elettori, basato su un programma di centrodestra e su valori precisi. Chi decide di “cambiare casacca” a mandato in corso, abbracciando progetti politici del tutto incompatibili con i nostri princìpi di solidarietà e rispetto dei diritti della persona, compie una scelta legittima ma si pone automaticamente ed irreversibilmente fuori dalla nostra maggioranza. Non accetto lezioni da chi tradisce il mandato elettorale. Chi oggi grida allo scandalo ha una memoria molto selettiva. Sono gli stessi che a marzo hanno ritirato la fiducia a una loro assessora e ne hanno indicato la sostituta. La coerenza si misura sui fatti, non sulla convenienza del momento. Quanto alle cosiddette “pressioni che arrivano da fuori“, chiariamo un punto. Lamezia Terme non è un’isola, e questa amministrazione non è un corpo separato. Facciamo parte di una coalizione che governa la Regione e il Paese, e da questa appartenenza derivano responsabilità e opportunità per la Città: i programmi di finanziamento, le opere pubbliche, le decisioni che si costruiscono ai tavoli regionali e nazionali e che arrivano fin qui. Stare dentro quel sistema, con lealtà e con la schiena dritta, è il modo in cui un sindaco porta risorse alla propria città. Inoltre, mi preme fare una precisazione su un aspetto che in molti, giustamente, mi avete fatto notare: occuparsi del decoro della città non è una perenne campagna social. Amministrare significa programmare e risolvere i problemi strutturali, non scattarsi un selfie o reclamare un palcoscenico per ogni singola buca tappata o per una strada spazzata. Forse, se c’è qualcosa di cui rimproverarmi, è la libertà e fiducia di cui alcuni assessori hanno goduto e che, come nel caso di chi ha avuto in gestione il decoro della Città, hanno usato per propri fini ed inutili passerelle social. Lamezia Terme ha bisogno di una gestione seria, costante e silenziosa, non di propaganda quotidiana mascherata da manutenzione straordinaria. Delle beghe di palazzo non ci interessa nulla. Ho assunto ad interim le deleghe all’Ambiente, al Verde Pubblico, alle Manutenzioni e al Decoro. Chi mi conosce – continua il primo cittadino – sa che queste sono state le battaglie centrali della mia campagna elettorale a cui tengo tantissimo. La cura del nostro verde, il decoro delle nostre strade e la riqualificazione delle periferie necessitano di una visione chiara e di un lavoro concreto. I teatrini li lasciamo a chi ha tempo da perdere. Noi andiamo avanti insieme, lavorando in silenzio, per il bene della nostra Lamezia Terme».
La replica di Furgiuele: «Da che pulpito viene la predica»
Non si è fatta attendere la risposta del responsabile regionale di Futuro Nazionale Domenico Furgiuele. «Leggo – afferma – che il sindaco Murone non accetta lezioni da chi “cambia casacca”. E allora la prima risposta viene spontanea, da che pulpito viene la predica?Io ricordo molto bene il professor Murone, prima delle elezioni, venire a casa mia, nel mio seminterrato, avvolto nel suo cappottone e accompagnato da due persone di Gizzeria, a ragionare tranquillamente sulla possibilità di candidarsi tanto con il centrodestra quanto con il centrosinistra. Non è un racconto ricostruito oggi, di quelle interlocuzioni esistono testimoni. Proprio lui oggi si richiama ai valori del centrodestra, quando alla vigilia della campagna elettorale valutava tranquillamente da quale parte candidarsi. Per questo prima di distribuire patenti di coerenza agli altri, Murone dovrebbe ricordare la propria storia politica recente».
«Quanto a Futuro Nazionale – continua Furgiuele – poi, la ricostruzione del sindaco è semplicemente insostenibile. Murone è stato informato passo dopo passo del nostro percorso politico. Non abbiamo mai nascosto nulla e, soprattutto, non abbiamo mai preteso di trasferire automaticamente sul Comune di Lamezia le nostre posizioni nazionali. E c’è di più. Fino allo scorso giovedì, il professor Murone era perfettamente edotto anche della nostra posizione politica sulle elezioni suppletive di Reggio Calabria. Ne abbiamo parlato apertamente e, quando nel corso della conversazione abbiamo persino ipotizzato possibili ritorsioni politiche da parte del presidente Occhiuto per la scelta compiuta da Futuro Nazionale, Murone prese, come al solito, il bicchiere in mano e fece un brindisi. Ci sono testimoni presenti che possono confermarlo e c’è anche una bella fotografia a immortalare quel momento. Ecco, questa è la misura della coerenza del professor Murone, giovedì brinda insieme a noi, perfettamente consapevole delle nostre scelte e delle possibili conseguenze politiche, pochi giorni dopo scopre pubblicamente che quelle stesse scelte sarebbero incompatibili con la sua amministrazione. Altro che “cambio di casacca”. Qui a cambiare, nel giro di pochi giorni, sembra essere stata soprattutto la versione dei fatti. Anzi. Il professor Murone mostrava tutt’altro atteggiamento verso Roberto Vannacci quando gli conveniva politicamente. Arrivò persino ad auspicare la presenza del Generale e, durante la campagna elettorale regionale, volle salire sul palco accanto a lui. Le fotografie esistono. Oggi scopre improvvisamente distanze politiche e valoriali che allora, evidentemente, non gli impedivano di farsi fotografare sullo stesso palco. E veniamo al programma amministrativo che oggi Murone brandisce come se fosse una sua tavola della legge. Quel programma – afferma ancora Furgiuele – è stato costruito con un contributo determinante proprio del gruppo che oggi tenta di liquidare come traditore. Alla sua elaborazione lavorammo direttamente, individuando anche Giuseppe Serra come nostro riferimento per la cucitura programmatica, persona che oggi, significativamente, opera nella segreteria del sindaco. Quindi basta riscrivere la storia. Noi non abbiamo tradito il programma amministrativo. Murone ha rotto unilateralmente un patto politico e amministrativo, revocando un assessore al quale non è stata contestata l’incapacità di lavorare per la città, ma un’appartenenza politica nazionale della quale il sindaco era perfettamente a conoscenza. E mentre oggi qualcuno prova a raccontare che avremmo utilizzato incarichi e deleghe, la realtà è un’altra: i nostri consiglieri e il nostro assessore hanno lavorato sul territorio, spesso fino a tarda notte, verificando personalmente servizi e interventi, controllando che ciò che veniva disposto dagli uffici e dalla Multiservizi producesse risultati concreti per i cittadini. Mentre i nostri amministratori, anche di notte, erano per strada a verificare persino il lavoro delle spazzatrici della Multiservizi, qualcun altro poteva permettersi di stare comodamente altrove. Questa è la differenza tra chi le deleghe le utilizza per lavorare e chi oggi tenta di raccontarle come privilegi. Questa è la nostra idea di amministrazione: meno prediche e più strada. Infine c’è un dato politico che Murone può provare a cancellare dalle dichiarazioni, ma non dalla storia delle ultime elezioni: il nostro gruppo ha contribuito in maniera determinante alla sua vittoria, con un apporto di circa tremila voti. Quegli uomini e quelle donne erano abbastanza coerenti quando servivano per vincere le elezioni, abbastanza presentabili quando servivano per scrivere il programma e abbastanza competenti quando servivano per amministrare. Sono diventati improvvisamente incompatibili soltanto quando la politica ha ordinato di liberarsene. Quindi, professor Murone, sulle “casacche” andrei molto cauto. Noi una scelta politica l’abbiamo fatta alla luce del sole, mettendoci la faccia e senza rinnegare un solo impegno assunto con Lamezia. Lei, invece, spieghi ai lametini perché chi ha contribuito a farla eleggere, a costruire il suo programma e ad amministrare questa città è diventato improvvisamente indegno di stare nella maggioranza. E soprattutto spieghi come sia possibile che giovedì si brindasse insieme proprio parlando delle nostre scelte politiche e delle possibili conseguenze e, pochi giorni dopo, quelle stesse scelte siano diventate il pretesto per impartirci lezioni di coerenza. Perché la coerenza non si proclama nelle lettere aperte. Si dimostra con la propria storia. E la memoria – conclude Furgiuele – professore, qualche volta è molto più scomoda delle prediche». Insieme alla nota di replica al sindaco Mario Murone, Domenico Furgiuele ha trasmesso anche la fotografia in copertina, risalente, secondo quanto affermato dallo stesso esponente di Futuro Nazionale, al 24 agosto 2026. (redazione@corrierecal.it)
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