Occhiuto, il futuro di Forza Italia e la sfida a Vannacci: «Non mi fa paura»
Il governatore calabrese al Corriere della Sera boccia l’ipotesi di un’intesa con Futuro Nazionale e non teme la sfida alle Suppletive di Reggio. Poi chiede a FI di ritrovare lo spirito liberale dell…
CATANZARO Roberto Occhiuto non teme la sfida di Roberto Vannacci, ma soprattutto non crede che il centrodestra debba inseguirlo sul suo terreno. Il presidente della Calabria e vicesegretario di Forza Italia, intervistato da Adriana Logroscino per il Corriere della Sera, interviene sulle strategie della coalizione, sul futuro del partito fondato da Silvio Berlusconi e sulle suppletive per il collegio di Reggio Calabria.
La linea del governatore è chiara fin dall’inizio. Vannacci, osserva Occhiuto, «ha messo Forza Italia nel mirino» e considera singolare il fatto che «non chiude la porta ad alleanze con il centrodestra e cannoneggia i suoi ipotetici alleati».Ma l’ipotesi di un’intesa non lo convince affatto. Anzi. Alla domanda sulla possibilità che un’alleanza con Futuro Nazionale possa essere necessaria, Occhiuto risponde senza esitazioni: «Se ci alleassimo con Vannacci i voti non si sommerebbero: uno sbilanciamento a destra, inseguendo i temi populisti, ci farebbe perdere il voto moderato e riformista che al contrario dobbiamo intercettare».
«Vannacci vuole costruire un partito simile all’AfD»
Il giudizio politico sull’ex generale è altrettanto netto. Occhiuto definisce la rincorsa a Vannacci «una tentazione diffusa», ma la considera «un errore strategico». Secondo il governatore, Vannacci punta a costruire «un partito simile all’AfD tedesco», intercettando il malcontento attraverso messaggi rivolti alla «pancia degli elettori». È qui che Occhiuto traccia la differenza tra populismo e centrodestra di governo: «I populisti enfatizzano i problemi, additano il colpevole ma non sono capaci di individuare soluzioni».
E nella sua lettura il centrodestra avrebbe già al proprio interno la risposta alla crescita di queste forze: «Ha una risorsa fondamentale per vincere: Giorgia Meloni. In campagna elettorale è formidabile».
Nell’intervista si parla anche della riforma della legge elettorale, sulla quale il dibattito politico è particolarmente acceso. Occhiuto auspica che venga approvata presto, perché, spiega, il Parlamento deve concentrarsi sui provvedimenti più sentiti dai cittadini. La riforma, sostiene, «è stata formulata nell’interesse dell’Italia, per garantire stabilità a un governo certo».
Più delicato il passaggio sulle preferenze e sulle discussioni interne a Forza Italia. Occhiuto rivendica una posizione non ideologica: «Io sono laico sulle preferenze». E aggiunge che, nonostante le discussioni siano state «laceranti», dentro Forza Italia «si discuta con più libertà».
«Marina Berlusconi è la custode dello spirito liberale»
Una parte importante dell’intervista riguarda Marina Berlusconi e il futuro del partito dopo Silvio Berlusconi. Occhiuto la considera «un riferimento culturale importante», definendola «la custode dello spirito liberale e innovatore di suo padre». Ma guarda con una certa diffidenza a chi immagina che possa essere proprio lei a costruire il futuro politico di Forza Italia. «Per questo guardo con un certo fastidio a chi la tira per la giacca, come se toccasse a lei costruire il futuro di FI: quello è un compito nostro, della politica». Per Occhiuto, dunque, l’eredità di Berlusconi non va semplicemente conservata, ma aggiornata: «Il modo migliore di esaltare il nome di Berlusconi è attualizzarne la lezione, non scaricare addosso ai suoi figli responsabilità che non hanno chiesto».
Il passaggio più significativo riguarda però la stessa Forza Italia. Occhiuto riconosce a Tajani il merito di aver guidato il partito in un momento difficile, dopo la morte di Berlusconi, ma ritiene necessario recuperare una maggiore capacità di discussione politica. «Intanto a Tajani va riconosciuto il merito di aver guidato con saggezza FI nel delicato passaggio seguito alla scomparsa di Berlusconi». Poi la domanda sul futuro: Forza Italia ha ancora quella carica liberale e innovatrice? La risposta di Occhiuto contiene una delle frasi più forti dell’intervista: «Credo che possa ritrovarla se non si chiude. E io cerco di offrire il mio contributo alla discussione. Non per insidiare il segretario, per aiutarlo. Un partito che discute i temi è vivo. Se parla solo di equilibri o congressi è morto».
Ma quali sono, concretamente, i temi sui quali il partito dovrebbe misurarsi? Occhiuto ne indica due: abolizione del bollo auto per tutti e una no tax area per gli under 30 o 35 anni. «Il governo ha fatto tanto a livello fiscale. Ma tanti elettori non lo ricordano». Da qui l’esigenza, secondo il governatore, di recuperare una comunicazione politica più semplice ed efficace, facendo propria la lezione di Berlusconi: «dare messaggi chiari». E Occhiuto considera il momento attuale particolarmente favorevole per rilanciare il profilo di Forza Italia: «Nell’ultimo anno di legislatura è ancor più vitale». Ma il rilancio, avverte, non può limitarsi alla comunicazione. «Sono diventate patrimonio dell’intero partito, mi sembra. Ora tutti, non solo Tajani, dobbiamo prenderci la responsabilità di comunicare in modo più moderno la nostra azione liberale e di recuperare lo spirito originario di FI». E serve anche il coraggio di approvare riforme non sempre popolari: «Bisogna avere il coraggio di fare le riforme, alcune anche impopolari, ma necessarie per il Paese».
«Non mi interessa fare il segretario di FI»
Occhiuto, infine, sgombra il campo dalle ipotesi su un suo possibile futuro alla guida nazionale di Forza Italia. «Non mi interessa fare il segretario del mio partito. Il ministro? Potevo farlo dopo aver fatto il capogruppo. Ma ho scelto la Calabria». Una frase che ribadisce una scelta politica e personale precisa: il governatore non sembra voler trasformare il confronto interno a Forza Italia in una corsa alla successione di Tajani. Piuttosto, rivendica il diritto di intervenire sul profilo politico del partito e sulla sua capacità di parlare agli elettori.
E sulle suppletive: «Non ho nessuna paura di chi mi sfida»
L’ultima parte dell’intervista torna alla Calabria e alla sfida elettorale di Reggio. Vannacci sarà della partita e Occhiuto non si sottrae al confronto. «Competition is competition: non ho nessuna paura di chi mi sfida». Il governatore difende quindi il lavoro del sindaco Cannizzaro e guarda con fiducia al voto: «Il sindaco Cannizzaro ha fatto e sta facendo cose straordinarie per la città, i reggini ci apprezzano molto. Vannacci se ne accorgerà». (redazione@corrierecal.it)
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