Mare Monstrum, l’illegalità ha il volto della mafia. In Calabria 731 reati per inquinamento
Nel 2025 accertate 20.490 violazioni penali lungo le coste italiane. Inquinamento, cemento abusivo e pesca illegale le principali emergenze
LAMEZIA TERME «L’aggressione criminale ai mari e alle coste italiane non concede tregue tra inquinamento, abusivismo edilizio, violazioni del Codice della navigazione e pesca illegale» e «la pressione dell’illegalità sulle coste del Paese resta a livelli di guardia: nel 2025 sono stati 20.490 i reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto (-20,4% rispetto al 2024) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per un totale di 56.812 violazioni. Una media di circa 156 illeciti al giorno e oltre 6 ogni ora lungo le coste del nostro Paese». Un calo, dunque, «solo apparente, imputabile ad una flessione dei controlli sul territorio (750.828, -19,8% rispetto al 2024) e all’effetto deterrente generato dall’inasprimento delle pene per i reati ambientali». È quanto emerge dalla ventottesima edizione del report Mare Monstrum di Legambiente, elaborato su dati delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto lungo 15 regioni e 61 province costiere, pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco pescatore di Pollica (Salerno), Angelo Vassallo.
La classifica dell’illegalità
A guidare la classifica dell’illegalità, affermandosi come pericolo numero uno per l’ecosistema marino, quest’anno è l’inquinamento – legato alla gestione illegale di rifiuti e alla mala depurazione – con 7.317 reati (pari al 35,7% del totale), che scavalca il ciclo illegale del cemento, al secondo posto con 6.189 reati (30,2%); seguono la pesca illegale (4.338 reati, 21,2%), con un aumento del 52,7% rispetto al 2024 degli attrezzi e reti per la pesca sequestrati (11.243). E le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, anche in aree protette, (2.646 reati, 12,9%) che registrano un aumento di reati del 17,4% rispetto al 2024. Le regioni a tradizionale presenza mafiosa si confermano roccaforte dei reati: in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia si concentrano il 53,6% del totale nazionale.
Un trend negativo che perdura: negli ultimi 26 anni (dal 1999 ad oggi) sono stati 483.195 i reati accertati, di cui il 53,9% (260.399) concentrati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa. Al quinto posto, con numeri in controtendenza rispetto al dato nazionale, si colloca la Liguria, con 1.581 reati, in crescita del 9%, rispetto all’anno precedente, quando era ottava; seguono Lazio (1.443 reati), Sardegna (1.356) e Toscana (1.162). «I numeri di Mare Monstrum 2026 fotografano solo la punta dell’iceberg: la quota d’illegalità sommersa continua a minacciare gravemente gli ecosistemi marini. Se nel 2025 si è registrato un calo dei reati, ciò è dovuto sia all’efficacia preventiva delle nuove pene ambientali sia a una contrazione dei controlli sul territorio- commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente- Da 28 anni Legambiente porta avanti con coraggio un impegno costante di denuncia attraverso campagne come Goletta Verde, accendendo i riflettori su piaghe quali la mala depurazione, il cemento abusivo e la pesca di frodo. Tuttavia, oltre all’azione delle nostre denunce e al prezioso lavoro quotidiano delle Capitanerie di porto e delle forze dell’ordine, serve un deciso cambio di passo da parte delle istituzioni per reprimere ulteriormente questi fenomeni. Governo, Parlamento ed enti locali devono fare fino in fondo la propria parte con interventi non più rinviabili per rafforzare il sistema dei controlli repressivi e preventivi, per proteggere il patrimonio ambientale e l’economia turistica del mare».
I dati sull’inquinamento
Nonostante una lieve flessione dei reati (-7,7%), l’inquinamento si conferma la vera piaga degli habitat marini e costieri: nel 2025 sono stati 8.397 i soggetti denunciati, 86 le misure cautelari, 2.452 i sequestri penali, 4.624 gli illeciti amministrativi e 4.548 le annesse sanzioni amministrative. Il valore economico del totale dei sequestri penali e amministrativi è stato di quasi 146 milioni di euro. La Campania è la regina indiscussa della classifica per numero di reati (1.655, il 22,6% del totale nazionale) con il record anche di persone denunciate (1.516), arresti (33) e sequestri (877). Seguono la Puglia (884 reati), che conta il maggior valore economici delle sanzioni irrogate (oltre 28,5 milioni di euro); la Calabria (731), il Lazio (693) e la Sardegna (539). Continua a crescere l’incidenza dell’illegalità nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, che nel 2025 sfiora quota 52% (l’anno precedente era poco più di un punto percentuale sotto).
La Campania detiene il 18,8% dei reati accertati a livello nazionale. Gli illeciti penali sono infatti 1.166, le persone denunciate 1.386 (il 21,4% del totale), quelle arrestate due, i sequestri 197. Conserva il primato anche per il numero di illeciti amministrativi: 2.129 (il 19% del totale nazionale) con lo stesso numero di sanzioni amministrative comminate. Il podio vede confermate poi anche la Puglia, (953 reati, il 15,4% del totale nazionale), e la Sicilia (806 reati, 13%). Sempre d’impatto è il dato aggregato che riguarda le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia si concentra quasi il 57% di tutti i reati e la stessa percentuale di persone denunciate e il 53,4% degli illeciti amministrativi. Per quel che riguarda i dati sulla pesca illegale, nel 2025 sono state 4.194 le persone denunciate e 146 i sequestri penali, che hanno fermato oltre 11 mila attrezzi da pesca e più di 721mila chilogrammi di pesce (circa 1.977 kg al giorno), per un valore economico complessivo (che comprende anche le sanzioni comminate) di oltre 8 milioni di euro. Sommando anche gli illeciti amministrativi (5.919), si arriva a 10.257 violazioni. La Sicilia si conferma in testa della classifica (816 reati, circa il 19% del totale nazionale). Seguono Liguria (539 reati), Calabria (528 reati). La Sicilia è prima anche per la quantità di prodotti ittici sequestrati (312.149 kg), seguita dal Veneto (86.119 kg) e dalla Toscana (52.790 Kg). (redazione@corrierecal.it)
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