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l’intervista

Le Ebbanesis e la magia della musica napoletana al Festival d’Autunno: «Tre ingredienti: ironia, gioco e personalità»

La storia del duo partenopeo che fonde teatro e canzone d’autore pronta ad incantare il Festival d’Autunno

Pubblicato il: 02/09/2026 – 8:03
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CATANZARO Cresce l’attesa per la XXIII Edizione del Festival d’Autunno, la rassegna ideata e diretta da Antonietta Santacroce. Quest’anno il Festival torna con un’anteprima estiva, dal 4 al 18 settembre, che porterà in location storiche della provincia catanzarese tre spettacoli all’insegna di “Musica, Visioni e Meraviglia”. Squillace e Borgia ospiteranno grandi omaggi a celebrità del Novecento e viaggi attraverso culture, lingue e tradizioni. L’incontro tra la tradizione classica napoletana e le sonorità internazionali trova una sintesi perfetta nel progetto delle Ebbanesis, il duo formato da Viviana Cangiano e Serena Pisa. In questa intervista al Corriere della Calabria, Valeria ripercorre la genesi dello spettacolo, la connessione con il territorio e le sfide del panorama musicale odierno.

L’anima del progetto e la contaminazione culturale

L’idea di base nasce da un legame profondo e naturale con le proprie radici: «Siamo cresciute con la musica classica napoletana, per cui ci sembra più facile esprimerci in napoletano». Il cuore del lavoro risiede nel giocare con i generi per scoprire «come sarebbe un brano internazionale in napoletano, a volte anche facendogli fare una specie di trasloco, contestualizzandolo proprio a Napoli, nei vicoli, nelle strade». La cifra stilistica delle Ebbanesis è una sonorità essenziale e intima, capace di riempire la scena grazie all’esperienza attoriale e alla spontaneità: «È un fatto che ci viene abbastanza naturale. Essendo attrici riusciamo a stare sulla scena con disinvoltura, non c’è nulla di preparato». L’identità del duo si riassume in tre elementi chiave: «L’ironia, il gioco e la propria personalità. Siamo noi, siamo Viviana e Serena».

Il rapporto con la Calabria e la dimensione dal vivo

L’esibizione nella cornice del Castello Normanno di Squillace, all’interno del Festival d’Autunno, offre l’occasione di entrare in contatto con il pubblico locale in un’atmosfera unica. «Abbiamo suonato pochissimo in Calabria», spiega Valeria, «ma quello che facciamo di solito va bene un po’ ovunque. Se siamo accolte bene, siamo a nostro agio e riusciamo ad empatizzare molto bene».

La sfida dei social e la visione del futuro

Il rapporto con le piattaforme digitali rivela una natura ambivalente. «I social sono un’arma a doppio taglio», riflette l’artista. «Oggi facciamo difficoltà anche noi perché non si capisce più il pubblico cosa vuole. Nonostante sia un mondo di pazzia, noi riusciamo comunque a trovare il nostro spazio attraverso quello che facciamo, che è un po’ di nicchia. Se i social li sai usare, c’è ancora un pubblico intelligente che ti sostiene». Tra i desideri per il futuro emerge l’idea di integrare maggiormente la recitazione sul web: «Mi piacerebbe realizzare sui social un vero e proprio show in cui usciamo molto fuori come attrici e come cantanti». Infine, uno sguardo al cambio generazionale e ai giovani fruitori. «Il segreto è anche avvicinarsi a loro, fare ogni tanto qualcosa diverso senza rinunciare alla qualità». (redazione@corrierecal.it)

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