Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 15:26
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

L’INDAGINE

Tragedia nel B&B di Mileto, titolare formalmente indagata. Il 4 settembre l’autopsia sul padre

L’iscrizione «come atto dovuto», precisa il legale. La Procura indaga sull’esplosione del 25 agosto costata la vita ai tre componenti della famiglia slovena

Pubblicato il: 02/09/2026 – 15:25
di Giorgio Curcio
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

VIBO VALENTIA Un primo passaggio dell’inchiesta è fissato per venerdì 4 settembre, quando cioè sarà conferito al medico legale l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo del padre. Si tratta di uno dei primi accertamenti disposti nell’ambito dell’indagine sulla tragedia avvenuta la sera del 25 agosto nel B&B Villa Mary di Mileto e costata la vita a un’intera famiglia slovena: padre, madre e la loro bambina di appena 10 anni, entrambe decedute nelle ultime 24 ore.
Nell’ambito dell’inchiesta la titolare della struttura risulta formalmente indagata, «come atto dovuto», precisa il suo avvocato, Tommaso Zavaglia. Un’iscrizione che, allo stato, non equivale naturalmente ad alcun accertamento di responsabilità. Saranno gli approfondimenti coordinati dalla Procura di Vibo Valentia a dover chiarire cosa sia accaduto all’interno dell’alloggio e quali siano state le cause della violenta deflagrazione. La struttura è stata posta sotto sequestro e gli accertamenti dovranno concentrarsi, in particolare, sull’origine della fuga di gas, sulle condizioni dell’impianto e sulla causa che ha innescato l’esplosione.

L’esplosione poco prima di cena

Sono circa le 20.30 del 25 agosto quando la famiglia slovena si trova nell’alloggio occupato all’interno del B&B, nelle campagne di Mileto. Secondo le prime ricostruzioni, padre, madre e figlia si stavano preparando a cenare quando si verifica una violentissima esplosione. Inizialmente l’attenzione si concentra su una possibile fuga di gas e su una bombola presente nella struttura, ma sarà proprio l’inchiesta a dover stabilire con precisione origine e dinamica della deflagrazione. Lo scoppio provoca un incendio e seri danni all’alloggio, interessando anche il solaio e alcune pareti. I tre componenti della famiglia riescono a uscire dall’appartamento gravemente ustionati e si dirigono verso la piscina. Tra i primi a intervenire ci sono due carabinieri liberi dal servizio che soggiornavano nella stessa struttura. I militari utilizzano gli estintori nel tentativo di spegnere le fiamme e aiutano i tre turisti, che raggiungono la piscina e si immergono nell’acqua dopo avere riportato ustioni gravissime.



La corsa verso i centri grandi ustionati

Sul posto scatta immediatamente una complessa macchina dei soccorsi. Il 118 invia tre ambulanze e padre, madre e figlia vengono inizialmente trasportati al Pronto soccorso di Vibo Valentia. Tutti hanno riportato ustioni di secondo e terzo grado diffuse su ampie parti del corpo e le loro condizioni appaiono sin dalle prime ore estremamente gravi. Dopo la stabilizzazione viene organizzato il trasferimento verso tre diversi centri specializzati. La bambina viene portata a Bari, il padre a Palermo e la madre a Catania. I tre vengono trasferiti intubati e con prognosi riservata. La speranza di riuscire a salvarli si spegne però nel giro di pochi giorni. Il primo a morire è Izidor Yamnik, 46 anni, ricoverato al Centro grandi ustioni di Palermo. Il 1 settembre muore a Catania anche la moglie, Petra Kobolt, 44 anni. Infine, nella mattinata del 2 settembre, arriva da Bari la notizia della morte della loro figlia Ema, 10 anni. La bambina era ricoverata nel Centro grandi ustioni del capoluogo pugliese in condizioni disperate.

Gli accertamenti sulla struttura

Già nei giorni successivi all’esplosione, attraverso il proprio legale, la titolare del B&B aveva precisato che l’attività era regolarmente autorizzata e che l’immobile era dotato delle certificazioni previste dalla normativa vigente. La proprietaria aveva inoltre manifestato piena disponibilità nei confronti degli investigatori e della magistratura. Adesso sarà l’inchiesta a dover ricostruire ogni passaggio di quella sera e stabilire cosa abbia determinato la fuga di gas e la successiva esplosione. Il 4 settembre è previsto intanto il conferimento dell’incarico al medico legale per l’autopsia sul corpo del padre, primo degli accertamenti medico-legali destinati a entrare nel fascicolo aperto sulla tragedia. L’obiettivo è arrivare a una ricostruzione completa delle cause della deflagrazione e verificare se vi siano eventuali responsabilità. Una vicenda iniziata come un grave incidente all’interno di una struttura ricettiva e trasformatasi, nell’arco di pochi giorni, nella tragedia di un’intera famiglia. (g.curcio@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x