Fratoianni a Cerisano: «L’Europa riparta dalle periferie e dal Mezzogiorno»
Il segretario di Sinistra Italiana, in collegamento, da Palazzo Sersale. «Serve un modello che metta al centro gli investimenti per l’istruzione»
CERISANO «Se l’Europa vuole darsi un profilo, un ruolo nel mondo non può che partire dalla capacità di ricostruire una relazione con tutto ciò che la compone, dalle sue periferie». Nicola Fratoianni, deputato e segretario di Sinistra Italiana e leader di Alleanza Verdi-Sinistra, si rivolge al pubblico presente a Palazzo Sersale a Cerisano intervenendo in collegamento video all’inziativa “L’Europa può crescere senza le periferie? Il caso del Mezzogiorno d’Italia”, organizzata dal Movimento 5 stelle e dal gruppo parlamentare europeo The Left. «Di fronte alla condizione economica, sociale e culturale che spesso attraversano le nostre periferie, la destra italiana ha sempre e solo un’unica soluzione, quella di lasciare tutto nelle mani di un capitalismo predatorio: le zone economiche speciali come unica soluzione, la deregolamentazione, l’assenza di diritti, ma questa soluzione continua ad aggravare la condizione dei molti che vivono una situazione di precarietà: negazione dei diritti, assenza di servizi universali, fondamentali». Secondo Fratoianni bisognerebbe ripartire da un altro paradigma, «un modello che metta al centro gli investimenti per l’istruzione, la ricostruzione di un apparato dei diritti del lavoro, politiche industriali capaci di prendersi cura dell’ambiente, del territorio». Il segretario di Si giudica «folle la corsa al riarmo, un’idea segnata dall’incapacità di costruire elementi di programmazione che abbiano al centro la vita e la qualità della vita della maggioranza, dei cittadini e delle cittadine, a partire dai diritti, dalle loro retribuzioni, dalle loro condizioni materiali». «L’Europa rischierà di consegnarsi anche nel sentire comune, esattamente a coloro che ne vogliono la dissoluzione». (redazione@corrierecal.it)
