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Strage di Amendolara, insulti e minacce social agli avvocati dei due pakistani

I difensori hanno presentato querela alla Procura di Castrovillari: nel mirino accuse diffamatorie e minacce di violenza

Pubblicato il: 04/09/2026 – 13:43
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COSENZA Insulti, accuse diffamatorie e minacce sui social rivolte a due avvocati per il solo fatto di difendere due cittadini pakistani indagati nella cosiddetta «strage di Amendolara». È quanto denunciano gli avvocati Giulia Montilli e Giovanni Brandi Cordasco Salmena, che hanno presentato una querela alla Procura di Castrovillari nei confronti degli autori dei commenti ritenuti più gravi. La vicenda riguarda la morte di quattro braccianti agricoli stranieri, trovati carbonizzati all’interno di un’auto data alle fiamme ad Amendolara. Gli avvocati Giulia Montilli e Giovanni Brandi Cordasco Salmena, difensori di fiducia dei due cittadini pakistani indagati nell’ambito del procedimento penale relativo alla “strage di Amendolara”, hanno depositato nei giorni scorsi, tramite il proprio procuratore speciale avvocato Andrea Maggiulli del Foro di Lecce, una querela presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Castrovillari nei confronti di un gruppo di persone che, a partire dallo scorso giugno, li hanno resi bersaglio di insulti, minacce e accuse diffamatorie sui social network, unicamente in ragione del loro ruolo di difensori. Il procedimento penale a cui i due legali prestano la propria assistenza riguarda la morte di quattro braccianti agricoli stranieri, i cui corpi sono stati rinvenuti carbonizzati all’interno di un’autovettura data alle fiamme presso una stazione di servizio nel territorio di Amendolara. La vicenda, definita dalla stampa locale «strage di Amendolara», ha avuto ampia risonanza mediatica sin dai primi giorni di giugno, con numerosi articoli e post pubblicati sulle pagine Facebook di alcune testate online, nei quali gli avvicati Montilli e Brandi Cordasco Salmena sono stati espressamente menzionati quali difensori dei due indagati. È proprio sotto questi post che, secondo quanto ricostruito dallo Studio Legale Maggiulli, si è sviluppata nelle settimane successive una fitta serie di commenti pubblici. Se la gran parte di essi si è mantenuta nell’alveo del legittimo — per quanto aspro — dissenso verso la scelta professionale dei due difensori, un gruppo più ristretto di utenti ha superato tale soglia, rivolgendo agli avvocati insulti gravemente denigratori, accuse infondate di condotte illecite e, in alcuni casi, minacce esplicite. Tra le condotte oggetto di querela figurano espressioni che equiparano i due professionisti ai propri assistiti, attribuiscono loro condotte penalmente rilevanti mai commesse, e in almeno due casi prospettano esplicitamente violenza fisica — in un caso richiamando le stesse modalità con cui sono morte le vittime del procedimento. Per queste ultime condotte, oltre ai reati di diffamazione aggravata (art. 595 c.p.) e minaccia grave (art. 612 c.p.), è stata segnalata alla Procura anche la possibile rilevanza penale ai sensi dell’art. 414 c.p. (istigazione a delinquere), reato procedibile d’ufficio. Nell’atto di querela si chiede altresì l’identificazione completa degli autori allo stato noti solo tramite profilo social, mediante richiesta a Meta Platforms Ireland Ltd., e l’acquisizione dei contenuti multimediali con modalità idonee a garantirne l’integrità e la genuinità. «Il diritto di difesa è un principio costituzionale inviolabile e irrinunciabile», dichiara l’avvocato Andrea Maggiulli, che rappresenta i due colleghi nella vicenda. «Chi accetta un incarico difensivo, per quanto impopolare possa apparire agli occhi dell’opinione pubblica, non fa altro che adempiere una funzione che la Costituzione affida alla professione forense. Colpire l’avvocato per il solo fatto di aver difeso un imputato significa colpire, alla radice, il diritto di ogni cittadino a difendersi in giudizio.» Gli avvocati Montilli e Brandi Cordasco Salmena si riservano ogni ulteriore iniziativa, anche in sede civile, a tutela della propria reputazione personale e professionale.


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