Castrolibero, allarme mensa all’asilo comunale: «Lo scopriamo a una settimana dall’inizio della scuola»
A pochi giorni dall’inizio delle lezioni le famiglie non hanno ancora certezze sul servizio. Sul tavolo pasto domestico, mensa privata o orario ridotto
COSENZA A una settimana dall’inizio delle lezioni, fissato per il 15 settembre, le famiglie dell’Istituto comprensivo di Castrolibero, per l’infanzia e la primaria, non hanno ancora certezze su uno dei servizi essenziali per l’organizzazione della giornata scolastica: la mensa.
La notizia, almeno per ora, non è arrivata attraverso una comunicazione ufficiale del Comune o della scuola, ma si è diffusa informalmente nei gruppi dei genitori e attraverso i rappresentanti di classe. E quello che le famiglie hanno appreso è che il servizio potrebbe non partire affatto, almeno nella prima parte dell’anno.
«Siamo a una settimana dall’inizio della scuola e noi genitori abbiamo saputo solo informalmente, tramite i rappresentanti di classe, che quest’anno la mensa molto probabilmente non partirà», raccontano alcuni genitori. L’alternativa sarebbe il cosiddetto “pasto domestico”, con le famiglie chiamate a preparare il pranzo a casa e a consegnarlo ai propri figli.
Una soluzione che, però, apre immediatamente altri interrogativi. «Se prepariamo il pranzo la mattina presto, è inevitabile che a mezzogiorno arrivi freddo ai bambini. Ma soprattutto ci chiediamo come sia possibile organizzare una cosa del genere con così poco preavviso».
Alle famiglie sarebbe stato riferito che da gennaio potrebbe cambiare qualcosa, ma senza alcuna garanzia. E il problema, secondo quanto lamentano i genitori, sarebbe tutt’altro che improvviso.
«Il bando per il servizio mensa sarebbe dovuto partire mesi fa e non è mai stato pubblicato. Quindi si sapeva da tempo che la mensa era a rischio, ma le famiglie non sono state informate con il necessario anticipo. Ce lo comunicano praticamente a scuola iniziata».
Le alternative e i dubbi delle famiglie
Sul tavolo, nelle interlocuzioni di questi giorni, sarebbero emerse diverse ipotesi. Una riguarderebbe la possibilità, qualora le singole classi o l’intero istituto riuscissero a organizzarsi autonomamente, di ricorrere a un servizio di mensa privata con consegna dei pasti direttamente a scuola.
Ma anche questa soluzione, secondo i genitori, rischierebbe di creare una disparità tra gli alunni.
«E i bambini delle famiglie che non possono permetterselo cosa fanno? Guardano gli altri mangiare? La mensa scolastica dovrebbe essere un servizio accessibile a tutti, non qualcosa che dipende dalle possibilità economiche della singola famiglia».
L’altra ipotesi sarebbe quella di ridurre l’orario scolastico, almeno temporaneamente, con uscita intorno alle 13. Una soluzione che potrebbe risolvere il problema del pranzo, ma ne aprirebbe immediatamente un altro per migliaia di famiglie che organizzano la propria giornata lavorativa sulla base dell’orario scolastico.
«Come possono organizzarsi i genitori che lavorano se una modifica di questo tipo viene comunicata con così poco anticipo? Non tutti hanno la possibilità di uscire dal lavoro alle 13 o di trovare qualcuno che vada a prendere i bambini».
A fotografare l’incertezza è anche il messaggio circolato nelle chat dei genitori dopo il consiglio d’istituto: «Abbiamo appena terminato un difficilissimo consiglio d’istituto alla presenza di sindaco e vicesindaco. Come molti sapranno già, quest’anno il Comune ha molte difficoltà ad erogare il servizio mensa. Abbiamo vagliato varie opzioni che la dirigente illustrerà ai rappresentanti di primaria ed infanzia giovedì prossimo dalle 17 alle 18. Aspettiamo comunque domani per la convocazione ufficiale».
Il problema, fanno notare le famiglie, è proprio il calendario. «Ci convocano tre giorni dopo l’inizio delle lezioni. Ci sembra una situazione davvero paradossale».
Al di là della soluzione che verrà individuata, resta dunque una questione di metodo: come è possibile arrivare a pochi giorni dall’inizio della scuola senza una comunicazione chiara su un servizio che incide direttamente sull’organizzazione delle famiglie? I genitori chiedono risposte, ma soprattutto tempi certi. (fra.vel.)
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