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Suppletive a Reggio Calabria, Benedetto a Brancaleone, la «Sassonia futurista» e la «saga del forestiero»

Il Pd lancia l’affondo sulla candidatura di Roscioli, il generale si scalda in vista dell’arrivo a Siderno, in programma il 13 settembre

Pubblicato il: 08/09/2026 – 14:28
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REGGIO CALABRIA Reggio Calabria e le elezioni Supplettive sono destinate a trasformarsi in un appuntamento politico nazionale. Tutto facilmente prevedibile. Quella che doveva essere la semplice sostituzione (e per pochi mesi) di un deputato si è trasformata nel campo di battagliatra coalizioni e soprattutto una sfida all’ultimo voto all’interno del centrodestra. A sparigliare le carte la candidatura con Futuro Nazionale dell’ex capogruppo di Forza Italia, Domenico Giannetta: una scelta rumorosa e dolorosa per gli azzurri che in Calabria vantavano di essere granitici. E’ stato proprio il Presidente della Giunta regionale e vice segretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto a definire, senza tanti giri di parole, la scelta di Futuro nazionale come fondata su traditori e mercenari. A rilanciare la sfida elettorale in riva allo Stretto è stato oggi lo stesso Roberto Vannacci che in una intervista al Fatto Quotidiano ha dichiarato di puntare alla vittoria. «Reggio Calabria – ha osservato il generale – sarà la Sassonia Futurista», paragonando l’auspicato risultato reggino alla recente affermazione della destra tedesca. Lo scontro ad alzo zero tra centrodestra e Fn è, oggettivamente, un inaspettato regalo per il centrosinistra che in Calabria è reduce da una impressionante sequela di sconfitte elettorali e che oggi, complice Vannacci che arrivera a Siderno il prossimo 13 settembre, spera ogni giorno di più di conquistare la piazza reggina.

Le reazioni

All’uscita del generale, si aggiunge l’affondo del Pd reggino. «Cannizzaro continua a prendere in giro i reggini e vorrebbe far passare la candidatura di Roscioli come un’eccezione o addirittura come una scelta imposta da Reggio. La verità è che il centrodestra vorrebbe proseguire la sua lunga saga del forestiero: candidati scelti altrove e calati dall’alto in Calabria e a Reggio quando fa comodo agli equilibri dei partiti. Una storia che dura da trent’anni e che Cannizzaro oggi prova maldestramente a cancellare», sostengono i dem della Federazione metropolitana del Partito democratico di Reggio Calabria, replicando alle dichiarazioni del sindaco di Forza Italia sulla candidatura di Antonio Roscioli. «Se Cannizzaro vuole davvero aprire il libro delle candidature arrivate da fuori territorio, siamo disponibili a leggerlo insieme. Vediamo così che nel 1994 Forza Italia candidava in Calabria Vittorio Sgarbi e Tiziana Maiolo; nel 1996 ancora Sgarbi e Alleanza nazionale Gianfranco Fini; nel 2001 arrivava Maurizio Gasparri. Nel 2006 il centrodestra schierava, tra gli altri, Silvio Berlusconi, Gianfranco Miccichè, Giulio Tremonti, Gianfranco Fini, Maurizio Gasparri e Pier Ferdinando Casini, mentre al Senato comparivano Lucio Stanca e Francesco D’Onofrio. Nel 2008 ritroviamo Berlusconi, Fini e Casini, oltre a Raffaele Lombardo, Giuseppe Naro e Francesco Nitto Palma. Nel 2013 il Pdl candidava al Senato Silvio Berlusconi e Domenico Scilipoti. Più recentemente sono arrivati Matteo Salvini al Senato nel 2018 ed Eugenia Roccella alla Camera nel 2022». «Un elenco sterminato e parecchio eloquente. Nessuno pretende che Cannizzaro rinneghi la storia del centrodestra. Gli chiediamo soltanto di non riscriverla a suo piacimento e di ammettere che il centrodestra vuole continua la saga del forestiero e pretende che Reggio accetti l’ennesimo candidato calato dall’alto facendo finta di averlo scelto nella sua segreteria. Quando, invece, si tratta palesemente di un’imposizione cosi arbitraria da avere provocato un vespaio interno al partito e la rottura con Giannetta. Il Pd e la coalizione progressista hanno fatto la scelta opposta: Frank Benedetto è un uomo del territorio, lo conosce, lo vive e si è speso per la sua comunità. È questa la differenza: da una parte una candidatura decisa altrove, dall’altra un candidato espressione della comunità che sarà chiamato a rappresentare e che potrà finalmente dare a Reggio e ai suoi 71 Comuni la voce e la rappresentanza che meritano».

Benedetto a Brancaleone con i Giovani Democratici

«Costruiamo un ponte di ritorno per chi è stato costretto a partire». Prosegue sul territorio della Città Metropolitana il percorso di incontri di Frank Benedetto, candidato della coalizione progressista alle elezioni suppletive della Camera. Ieri a Brancaleone, in piazza Stazione, si è svolto un partecipato momento di confronto pubblico promosso dai Giovani Democratici della Calabria. Dopo i saluti del sindaco di Brancaleone Silvestro Garoffolo, sono intervenuti Andrea Battaglia, coordinatore della segreteria regionale dei GD Calabria, Niccolò Alessi, vicesegretario vicario regionale, e Giuseppe Clemente, componente dell’Assemblea nazionale dei Giovani Democratici. Nel corso dell’iniziativa è intervenuto anche Salvatore Zoccali, dei Riformisti, che ha espresso il proprio sostegno alla candidatura
di Benedetto.
Al centro del confronto soprattutto la condizione delle nuove generazioni e la necessità di contrastare lo spopolamento dei territori. «Per troppi ragazzi calabresi partire non è stata una scelta, ma una necessità – ha sottolineato Benedetto -. La politica deve lavorare perché restare torni a essere possibile e perché chi è andato via possa avere una possibilità concreta di tornare».
Da qui la proposta di costruire un vero e proprio “ponte di ritorno” per i giovani calabresi: creare sul territorio le condizioni per lavorare anche a distanza, favorendo smart working e nuove professioni digitali, spazi di coworking e innovazione, connessioni adeguate e un rapporto più stretto tra formazione, università e mondo del lavoro. Una prospettiva coerente con l’obiettivo di creare opportunità
professionali qualificate e spazi di innovazione capaci di trattenere e riportare sul territorio competenze e talenti.
«La tecnologia oggi consente di lavorare per un’impresa di Milano, Roma o di qualsiasi altra parte d’Europa senza essere obbligati a lasciare definitivamente la Calabria. Dobbiamo trasformare questa possibilità in una politica per i nostri territori. Non possiamo limitarci a raccontare la fuga dei giovani: dobbiamo costruire le condizioni del loro ritorno», ha aggiunto Benedetto.
L’incontro di Brancaleone si inserisce nel tour che Benedetto sta portando avanti nei comuni del collegio, con l’obiettivo di ascoltare comunità e territori e portarne bisogni e proposte al centro della campagna elettorale. «Questo collegio – ha concluso Benedetto – è esteso e composto da tanti comuni, borghi e aree interne, ciascuno con problemi e potenzialità che meritano rappresentanza. Continuerò a percorrerlo e ad ascoltarlo, perché è da qui che deve partire il lavoro di chi vuole rappresentare questo territorio in Parlamento». (redazione@corrierecal.it)

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