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La contabilità degli affari

’Ndrangheta, il “libro giallo” della cassa comune e i milioni dal Canada da investire. «I soldi dove sono?»

Secondo la Dda, il quaderno custodito negli uffici della CRD Immobiliare serviva a tenere i conti di entrate, uscite e investimenti del gruppo

Pubblicato il: 08/09/2026 – 15:01
di Giorgio Curcio
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CATANZARO «I soldi dove sono?». Una domanda semplice ma brutale, una di quelle che, emerse dalle intercettazioni, porta direttamente al cuore della contabilità del gruppo finito e al centro dell’inchiesta della Dda di Catanzaro che ha portato all’arresto di 5 persone. E, per gli inquirenti, per trovare la risposta, bisognava andare a prendere un quaderno custodito negli uffici della CRD Immobiliare. Un documento più volte indicato nelle conversazioni con un nome preciso: il “libro giallo”. È uno dei particolari più suggestivi dell’indagine sfociata nel blitz della Guardia di finanza e nelle misure cautelari disposte dal gip Andrea Odierno. Il giudice, valutando il quadro indiziario relativo all’associazione contestata, attribuisce a quel documento un significato preciso: sarebbe stato utilizzato come una sorta di contabilità della «cassa comune» riferibile al gruppo facente capo, secondo l’accusa, a Gennaro Pierino Mellea, Danilo Abramo e Roberto Mercurio. Una provvista che, nella ricostruzione accolta dal gip, sarebbe stata alimentata anche con i proventi delle attività illecite contestate e utilizzata per finanziare nuove operazioni e sostenere le relative spese.

«Devo vedere sul libro giallo»

Una delle intercettazioni più significative risale al primo luglio 2021. Mercurio – finto ai domiciliari – racconta ad Abramo di essere stato contattato da un uomo, originario del Catanzarese e residente in Canada, interessato a conoscere l’andamento di alcuni investimenti immobiliari. Le domande riguardano i capannoni di Germaneto, alcuni rustici, le vendite effettuate e soprattutto il denaro ricavato. Mercurio sintetizza il problema in poche parole: «I soldi dove sono?». Abramo prova a ricostruire le operazioni, ricorda che con alcuni incassi sarebbe stato pagato un terreno, ma per avere un quadro preciso dice di dover controllare proprio quel documento: «Devo vedere sul libro giallo che sta scritto». Nella trascrizione integrale il ragionamento prosegue. Mercurio ricorda di aver spiegato che parte degli incassi era stata utilizzata per pagare il terreno e alcune case a Satriano. Abramo conclude: «Dobbiamo fare un po’ di conteggi… un po’ di spese sul libro giallo». E ancora: «Aggiorniamo i conteggi e vediamo come siamo messi». Il libro, dunque, secondo la Dda non avrebbe avuto una funzione episodica. Gli investigatori lo descrivono come «il mezzo fisico» attraverso il quale rendicontare le entrate e le uscite del fondo comune. E quando, nel settembre successivo, Mercurio chiede ad Abramo dove si trovi il documento, quest’ultimo risponde che il “libro giallo” è custodito nell’armadio dell’ufficio. Anche questo elemento viene ripreso dal gip nella sua valutazione sull’esistenza di una stabile organizzazione finanziaria del gruppo.



I soldi dal Canada

È proprio seguendo quella contabilità che l’indagine apre una finestra su un flusso di denaro molto più ampio. Secondo gli accertamenti riportati nella richiesta della Dda, soggetti residenti in Canada avrebbero trasferito, personalmente o attraverso proprie società, circa un milione e mezzo di euro sui conti della CRD Immobiliare. Nello stesso passaggio investigativo vengono indicate in 270mila euro le somme già restituite al momento degli accertamenti. Nelle carte vengono ricostruiti i rapporti con Francesco e Cosimo Loiero e con altri finanziatori, anche attraverso società estere. La stessa Dda sottolinea come Mercurio, per i rapporti familiari e personali con l’ambiente canadese, avrebbe avuto un ruolo centrale nel far confluire quelle risorse verso le operazioni immobiliari italiane. In un’intercettazione Mellea, parlando proprio del ruolo dei suoi soci, dice: «Roberto porta i soldi degli americani che sono soci».
Il rapporto, però, avrebbe richiesto continui rendiconti. A febbraio 2022 Mercurio e Abramo discutono di una mail con la quale erano stati chiesti chiarimenti sui conti. Tra le cifre compare un credito indicato in circa «un milione e quattro», ma Abramo sostiene che i calcoli non tornino e annuncia una verifica: «Ora li controllo sul libro giallo». Poi detta quella che sembra quasi la regola interna della contabilità: «Scriviamolo sul libro giallo, così abbiamo un’unica linea che capisco sia io che tu».

«Due milioni meno novemila»

Il documento torna ancora nelle conversazioni del giugno 2022. Abramo e Mercurio discutono della restituzione di 9mila euro ai finanziatori canadesi e della necessità di registrare anche quell’uscita. Nella conversazione compare una cifra ancora più elevata rispetto a quella ricostruita attraverso i bonifici bancari: «Scrivi due milioni di euro meno novemila». Si tratta, va precisato, della cifra pronunciata dagli interlocutori nella captazione e non della quantificazione bancaria dei trasferimenti, che nella richiesta della Dda viene indicata in circa 1,5 milioni di euro. Secondo la Dda, dunque, Abramo avrebbe assunto di fatto il compito della tenuta contabile della cassa comune, gestendo una pluralità di conti personali e societari sui quali confluivano entrate e venivano sostenute le spese del gruppo. Per il gip quel quaderno diventa così uno degli elementi utilizzati per sostenere l’esistenza di una struttura stabile: una cassa a disposizione dei promotori, dalla quale attingere per sostenere le operazioni immobiliari e alimentare nuove iniziative. Una contabilità parallela che dalle intercettazioni sembra seguire il denaro da Catanzaro fino al Canada e ritorno, registrando debiti, incassi e spese. E che, ogni volta che i conti non tornavano, riportava gli interlocutori sempre allo stesso punto: «Vediamo sul libro giallo». (g.curcio@corrierecal.it)

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