Craxi: «Futuro nazionale quinta colonna anche alle Suppletive di Reggio Calabria»
L’analisi della capogruppo di Forza Italia al Senato, dopo il trionfo del partito di ultradestra AfD
ROMA «Quando le cifre sono così significative, non si può ignorare la volontà degli elettori. Per quanto, voglio dirlo con forza, non condivido nulla delle loro posizioni estremiste». A dirlo in un’intervista a Repubblica è Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato, che dopo il trionfo del partito di ultradestra AfD ragiona: «Chiaramente non tutti quelli che hanno votato Afd sono riconducibili a pulsioni nostalgiche. Io credo che il voto verso forze antisistema sia il sintomo di una malattia che va affrontata: la crescente percezione di insicurezza economica dei cittadini». Per l’azzurra il problema è stato «l’immobilismo». «Il cancelliere ha sbagliato a riproporre la formula di governo della Grosse Koalition. Poteva funzionare vent’anni fa, oggi rende più faticoso dare risposte a problemi complessi», sottolinea. In Italia Roberto Vannacci ha lo stesso potenziale? «Penso che i sovranisti europei non siano poi così sovrapponibili. Vannacci non è l’Afd e non ha – a differenza dell’Afd nella Germania dell’Est – una forte base territoriale. Sicurezza e politiche migratorie sono temi comuni, certo». Per Craxi il leader di Futuro Nazionale «allo stato fa la quinta colonna della sinistra in parlamento come alle suppletive di Reggio Calabria. Da questo punto di vista è simile all’Afd che in Germania guarda ai rossobruni che sostengono Sahra Wagenknecht». Matteo Salvini ha salutato il risultato di Alternative come un «trionfo clamoroso», Antonio Tajani come «una pessima notizia». «Siamo partiti diversi, abbiamo idee talvolta diverse e alleanze diverse in Ue. La nostra valutazione su Afd è molto chiara. Non deve coincidere necessariamente con quella della Lega». Per la capigruppo azzurra al Senato «la posizione anti-euro dell’Afd è un paradosso per dei nazionalisti: tutto si può dire tranne che la moneta unica abbia svantaggiato la Germania. La tentazione di fiancheggiare Mosca è diffusa e trasversale agli schieramenti».
