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il delitto nella locride

L’agguato tra i fuochi di festa per mano dei clan: 36 anni fa la ‘ndrangheta uccideva il brigadiere Marino

L’omicidio la notte tra l’8 e il 9 settembre 1990. Un giorno di festa che si trasformò in pochi attimi in una tragedia destinata a segnare per sempre la Locride

Pubblicato il: 09/09/2026 – 7:04
di Mariateresa Ripolo
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BOVALINO Colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata, tra la folla, sfruttando la confusione e il rumore dei fuochi d’artificio. Un giorno di festa che si trasformò in pochi attimi in una tragedia destinata a segnare per sempre la Locride: quella che portò alla morte del brigadiere dei Carabinieri Antonino Marino. 

Le indagini contro la ‘ndrangheta

L’omicidio venne pianificato ed eseguito dai vertici della ‘ndrangheta con l’obiettivo di eliminare il sottufficiale che conosceva in modo approfondito le strutture e le dinamiche criminali del territorio. Originario di San Lorenzo, Marino aveva prestato servizio come comandante della stazione dei carabinieri di Platì, uno dei centri nevralgici della presenza mafiosa nella provincia reggina, per poi essere trasferito a San Ferdinando dopo il matrimonio. Negli anni del suo impegno sul campo, caratterizzati dalla fase più acuta della stagione dei sequestri di persona e dal traffico di stupefacenti, il suo lavoro d’indagine si era rivelato fondamentale per ricostruire i contesti di diversi reati gravi e per collaborare alle indagini su rapimenti di rilievo nazionale, come quelli di Cesare Casella, Marco Fiora e Claudio Marzocco. Un’attività di contrasto costante e incisiva, che aveva reso il militare un bersaglio per le cosche locali. 

Il ricordo del brigadiere Marino Bovalino

L’agguato e le indagini

La sera dell’8 settembre 1990, Marino si trovava a Bovalino Superiore, in occasione della festa patronale, insieme alla propria famiglia, lontano dai compiti di servizio che svolgeva quotidianamente nella Piana di Gioia Tauro. Colpito dai proiettili esplosi da un killer mai identificato, Marino morì a soli trentatré anni, il 9 settembre, nonostante i tentativi dei medici di salvarlo all’ospedale di Locri. Nell’agguato rimasero feriti anche la moglie incinta e il figlio di appena un anno e mezzo. 
La vicenda del brigadiere Marino si inseriva in una drammatica catena di attacchi contro i rappresentanti delle forze dell’ordine nel territorio reggino: cinque anni prima, il 6 febbraio 1985, analoga sorte era toccata al brigadiere Carmine Tripodi, comandante della stazione di San Luca, ucciso nel corso di un agguato per mano di killer anch’essi mai identificati.
La ricostruzione giudiziaria dell’attentato è stata particolarmente lunga e complessa. Subito dopo il delitto, le forze dell’ordine avviarono una vasta serie di perquisizioni, controlli e interrogatori che si concentrarono principalmente nell’area di Platì. Tuttavia, nonostante le prime ipotesi investigative, il caso è rimasto privo di sviluppi decisivi per oltre quindici anni, attraversando una prolungata fase di stallo. La svolta per l’accertamento delle responsabilità è arrivata solo a distanza di molti anni, grazie alle rivelazioni rese da un collaboratore di giustizia. Le sue dichiarazioni hanno consentito di riaprire il fascicolo e di ricostruire la catena di comando dell’agguato. Nel 2014 il processo si è concluso con la condanna definitiva a trent’anni di reclusione per i boss Francesco Barbaro e Antonio Papalia, riconosciuti responsabili in qualità di mandanti dell’omicidio. Nonostante il risultato processuale sui vertici dei clan, l’esecutore materiale che premette il grilletto tra la folla quella notte non è mai stato identificato.
Insignito nel 1993 della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria con la motivazione di aver sacrificato la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata, il brigadiere Marino viene ricordato oggi nelle comunità in cui ha vissuto e operato. A suo nome sono state intitolate le piazze principali dei comuni di Bovalino e San Lorenzo, mentre dal luglio del 2009 porta il suo nome anche la caserma della Stazione dei Carabinieri di Platì e dal 16 maggio 2025 la nuova sede della Stazione dei Carabinieri di San Ferdinando.

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