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il sequestro

Droga nel pacco per un detenuto, blitz della Polizia Penitenziaria a Rossano

Circa 300 grammi di hashish nella Casa di reclusione. Indagini sulla provenienza

Pubblicato il: 08/09/2026 – 23:14
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ROSSANO Non si ferma l’opera di contrasto all’illegalità condotta dal Corpo di Polizia Penitenziaria all’interno degli istituti di pena. Nella giornata odierna, presso la Casa di reclusione di Rossano, gli agenti in servizio hanno portato a termine un’importante operazione antidroga, intercettando un pacco postale indirizzato a un detenuto appartenente al circuito di “Media Sicurezza“. All’interno del plico, grazie alla solerzia e all’intuito investigativo del personale addetto ai controlli, sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 300 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish. A rendere nota la notizia è il Segretario Locale dell’AL.Si.P.Pe., Dott. Giuliano Gasparro.
Sull’importante operazione è intervenuto con fermezza il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe., Dott. Roger Durante, che ha evidenziato il valore strategico dell’intervento: «Il quantitativo di stupefacente intercettato – circa 300 grammi, peraltro già confezionato e sapientemente suddiviso in singole dosi pronte per lo spaccio – non era certamente destinato al consumo personale di un singolo recluso. Questa modalità di confezionamento dimostra chiaramente che la droga avrebbe alimentato e gestito un’articolata piazza di spaccio interna all’istituto rossanese, generando pericolose dinamiche di potere, credito, sopraffazione e profitti illeciti. Il fiuto e la prontezza della Polizia Penitenziaria hanno inferto un duro colpo a queste logiche criminali. La sostanza stupefacente è stata immediatamente posta sotto sequestro e messa a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. Il fatto integra la fattispecie di reato prevista dall’Art. 73 del D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti), significativamente aggravata ai sensi dell’Art. 80, comma 1, lett. g) del medesimo D.P.R., che prevede un aumento della pena quando le sostanze sono consegnate o destinate a persone all’interno di un istituto penitenziario.
Sulla vicenda sono tuttora in corso le attività di Polizia Giudiziaria (ex art. 55 e ss. c.p.p.) volte ad accertare con precisione la provenienza del plico, l’identità del mittente e la rete di eventuali complici operanti sia all’interno che all’esterno della struttura reclusoria. Questo straordinario risultato, aggiunge il Dott. Durante, è stato raggiunto in un contesto operativo estremamente complesso, caratterizzato da croniche carenze organiche, carenza di adeguate dotazioni tecnologiche e criticità legate al sovraffollamento detentivo.
Nonostante ciò, il personale continua a garantire la legalità affrontando quotidianamente turni di servizio che superano frequentemente le 10 ore continuative». In virtù dell’eccezionale senso del dovere e della professionalità dimostrata, il Segretario Regionale Durante lancia un appello formale ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria: «Chiediamo con forza all’Amministrazione Penitenziaria e alle Istituzioni competenti l’immediato avvio dell’iter amministrativo per il riconoscimento delle ricompense di merito (quali Lode o Encomio), in favore del personale che ha partecipato all’operazione. A tutti gli agenti della Casa di Reclusione di Rossano, concludono Durante e Gasparro, va il doveroso e profondo ringraziamento della nostra sigla sindacale: uomini e donne dello Stato che, nel silenzio e tra mille sacrifici, continuano ad essere il presidio fondamentale della legalità e delle istituzioni democratiche».

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