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IL CASO

San Giovanni in Fiore, genitori contestano il trasferimento delle classi nel plesso Bandiera

Il caso potrebbe arrivare al Garante regionale per l’infanzia

Pubblicato il: 11/09/2026 – 12:07
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A San Giovanni in Fiore i rappresentanti dei genitori del plesso “Fratelli Bandiera” contestano, con una lettera, il trasferimento, a pochi giorni dall’inizio delle lezioni, di classi allocate nel plesso Marconi nella struttura scolastica di via Rovello, che dovrà essere oggetto di lavori già finanziati. Per questo chiedono risposte immediate al sindaco Antonio Barile e tutele alla dirigenza dell’Istituto comprensivo “Alighieri-Bandiera”. Della vicenda potrebbe interessarsi il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria. Le decisioni annunciate riguardano bambini e devono tenere conto della loro sicurezza, della continuità didattica, dell’adeguatezza degli ambienti e del superiore interesse dei minori. La lettera dei rappresentanti dei genitori, datata 11 settembre 2026, è indirizzata al sindaco e al dirigente scolastico, con la richiesta di trasmetterla agli uffici scolastici superiori. Fra i destinatari figurano inoltre il prefetto di Cosenza, i Carabinieri e il Comando dei Vigili del fuoco di San Giovanni in Fiore.

I firmatari contestano la scelta attribuita al sindaco, alla giunta comunale, all’ingegnere Luigi Borrelli, responsabile dell’Ufficio tecnico, e alla dirigente comunale del settore, Filomena Bafaro. Secondo quanto riportato nella comunicazione, il trasferimento sarebbe stato previsto adesso e senza esigenze didattiche o giuridiche e senza rispettare le decisioni degli organi collegiali della scuola. Si tratta di valutazioni formulate dai rappresentanti dei genitori, sulle quali occorrono le risposte del Comune e della dirigenza scolastica. Nella missiva si adombra un “abuso di potere per incompetenza assoluta”. È la posizione dei firmatari. I genitori ricordano che la struttura di via Rovello, cioè il plesso Bandiera, dal primo settembre 2024 non costituisce più un istituto comprensivo autonomo e rientra nella disponibilità dell’intero Istituto comprensivo “Alighieri-Bandiera”. Chiedono quindi perché debbano essere trasferiti gli alunni del plesso Bandiera, attualmente in classi della Marconi, e perché, durante la ristrutturazione del plesso “San Francesco”, non possano essere spostate direttamente in via Rovello le classi di quest’ultimo.

Nella lettera viene inoltre sostenuto che la soluzione prospettata richiederebbe la realizzazione di tre aule, una delle quali addirittura nell’atrio. Secondo i rappresentanti dei genitori, il nuovo assetto ridurrebbe gli spazi in prossimità delle vie di fuga e dell’area destinata al controllo degli ingressi. Sono aspetti che richiedono un riscontro tecnico e documentale. Comune, scuola e uffici competenti dovranno specificare quali interventi siano previsti, dove verrebbero ricavate le aule e se la nuova organizzazione rispetti tutte le prescrizioni riguardanti sicurezza, evacuazione, accessibilità e sorveglianza degli alunni. Le fotografie che i genitori hanno diffuso mostrano le condizioni esterne dell’edificio scolastico: ampie porzioni di intonaco deteriorato, serrande usurate e un’area laterale delimitata da recinzioni. Le immagini danno un’idea delle condizioni strutturali e pongono dubbi sulla sicurezza del fabbricato, ferma restando la necessità di riscontri tecnici. Altri genitori interessati ritengono opportuna la pubblicazione delle verifiche tecniche disponibili e delle certificazioni relative all’agibilità, alla prevenzione degli incendi, alle vie di esodo e all’idoneità degli ambienti destinati alle attività scolastiche. Al centro della questione ci sono bambini. L’organizzazione degli edifici scolastici, osservano i genitori, ha conseguenze dirette sulla loro quotidianità, sulle relazioni con insegnanti e compagni, sulla continuità dei percorsi educativi e sulla possibilità di frequentare ambienti adeguati.

I rappresentanti dei genitori rifiutano qualsiasi differenza di trattamento fra gli alunni e scrivono che “non ci sono bambini di serie A e bambini di serie B”. Chiedono al dirigente scolastico di tutelare la comunità del plesso Bandiera e di proseguire l’esperienza didattica svolta finora, nel rispetto delle determinazioni assunte dalle famiglie e dal Consiglio d’istituto. Contestano inoltre l’eventualità che il Comune possa stabilire direttamente quali classi debbano essere trasferite e in quale edificio, scavalcando, a loro giudizio, il dirigente e gli organi collegiali della scuola. Anche su questo punto è necessario precisare quali atti siano stati adottati, quali competenze siano state esercitate e quale percorso istituzionale abbia condotto alla soluzione annunciata. Secondo quanto appreso, il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza della Calabria potrebbe essere chiamato a occuparsi della vicenda e potrebbe chiedere informazioni al Comune e all’istituzione scolastica, per valutare se le scelte prospettate garantiscano i diritti e il superiore interesse dei minori coinvolti. L’approfondimento dovrà riguardare anche l’eventuale disparità di trattamento denunciata dalle famiglie e gli effetti del trasferimento sulla continuità didattica. Sulla questione c’era stato anche un intervento pubblico della consigliera comunale Claudia Loria, già sindaca facente funzione di San Giovanni in Fiore, che aveva ricostruito i fatti sulla ristrutturazione del plesso Bandiera e ricordato gli accordi presi con la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Dante Alighieri, Loredana Lamacchia. Le opposizioni hanno annunciato battaglia e, per il momento, la giunta comunale sembra voler confermare il trasferimento, visto che stamani è stato comunicato dai dirigenti comunali interessati, in presenza dei vigili urbani. Malumore e malcontento tra i genitori, preoccupati per una possibile insicurezza attuale del plesso Bandiera e per i servizi di mensa e trasporto scolastico. (redazione@corrierecal.it)

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