Anm: «Morte di Denise sconfitta per l’intera società». Milano pensa a un albero accanto a quello di Lea
Così l’Associazione nazionale magistrati. Il Coordinamento Belle ciao della Cgil Calabria: «Violenza mafiosa non uccide una volta sola»
«”Denise” Cosco “aveva la stessa età della madre Lea Garofalo quando venne uccisa. Era una donna coraggiosa, lo era stata da ragazzina quando era rimasta al fianco della madre che aveva avuto la forza di denunciare la propria famiglia. Lo era stata dopo il suo omicidio, avvenuto nel 2009 a Milano, testimoniando contro il padre. Lo era stata in questi anni da testimone di giustizia. La sua scomparsa è una sconfitta per l’intera società, e può farci riflettere sull’impegno che va messo ogni giorno dalle istituzioni nella lotta alle mafie e a sostegno di chi ha la forza di denunciare». Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati.
Morte Denise, cordoglio del Coordinamento Belle ciao Cgil Calabria
«Il Coordinamento Belle ciao della Cgil Calabria si stringe a tutti coloro che in questi anni le sono stati vicini ed esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta nel novembre 2009». E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal coordinamento. «La notizia della sua morte, avvenuta a soli 35 anni, la stessa età della madre al momento dell’omicidio, suscita sgomento e addolora l’intera comunità. Denise – prosegue il comunicato – portando sulle spalle un peso insostenibile, ha avuto il coraggio di testimoniare contro gli assassini di sua madre, suo padre Carlo Cosco e il suo clan. Una tragedia che chiude, in modo straziante, una storia di non rassegnazione e di ribellione alla cultura mafiosa, di coraggio e di dolore. La morte di Denise ci ricorda che la violenza mafiosa non uccide una volta sola. Uccide le madri, uccide i padri, ma continua a uccidere il futuro dei figli, lasciando ferite che le Istituzioni e la società troppo spesso non sanno curare e proteggere fino in fondo». «La Cgil Calabria – si legge – la cui sede regionale è intitolata alla memoria di Lea Garofalo e di tutte le vittime innocenti della ‘ndrangheta, rinnova il proprio impegno civile nella lotta contro ogni forma di mafia e violenza patriarcale e il pieno sostegno a percorsi di protezione, accompagnamento e tutela effettiva dei testimoni di giustizia e dei loro familiari. La memoria di Lea e Denise continuerà ad essere parte viva del nostro agire quotidiano per la legalità, per i diritti e per la libertà delle donne. Oggi quell’impegno ci chiama a stringerci ancora più forte attorno alla memoria di Lea e di Denise, due donne che hanno scelto la libertà contro la cultura mafiosa e patriarcale”. “Come Coordinamento Belle ciao – conclude il comunicato – continueremo a tenere viva la loro storia nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei nostri percorsi di educazione alla legalità. Perché Lea e Denise non siano mai sole e il loro esempio non venga mai dimenticato. Che la terra vi sia lieve».
Milano pensa a un albero accanto a quello di Lea
Un albero vicino a quello dedicato a Lea Garofalo al Parco Sempione per ricordare anche la figlia Denise. È una delle ipotesi a cui sta pensando il Comune di Milano dopo la tragica morte della figlia. «Stiamo pensando un po’ a come fare, ovviamente in queste ore», dice il sindaco Giuseppe Sala, interpellato su come la città potrà ricordare madre e figlia Garofalo. «C’è una magnolia, credo, al Parco Sempione che è dedicata alla madre, su iniziativa di Libera. Magari un’occasione sarebbe quella di metterne un’altra lì vicino». Per ora, precisa il sindaco, non c’è ancora una decisione: «Ci penseremo».
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