Welfare, patto Regione-sindacati. Straface: «Le risorse devono diventare servizi concreti»
L’accordo formalizzato stamane alla Cittadella regionale segna un passaggio significativo e arriva al termine di un percorso di confronto avviato tra la Regione Calabria e le rappresentanze sindacali
CATANZARO Il dialogo sviluppato nei mesi scorsi ha portato alla sottoscrizione di un documento che rafforza il coinvolgimento di Cgil, Cisl e Uil nella definizione e nell’attuazione delle politiche sociali regionali, attraverso un modello fondato sul confronto e sulla partecipazione. Il protocollo punta infatti a rendere stabile il rapporto tra Regione e organizzazioni sindacali nella programmazione, nell’attuazione e nel monitoraggio delle politiche sociali. «Con la sottoscrizione di questo protocollo d’intesa si concretizza un principio in cui ho sempre creduto: le politiche sociali si costruiscono con l’ascolto, la partecipazione e una responsabilità condivisa», ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface. Per l’assessore, le organizzazioni sindacali rappresentano vere e proprie «antenne sociali del territorio», capaci attraverso delegati, patronati e Caf di intercettare quotidianamente i bisogni di lavoratori, pensionati, famiglie, persone non autosufficienti e nuclei alle prese con condizioni di fragilità economica. «È un contributo di estrema importanza perché ci dà la possibilità di intercettare i bisogni veri che ci sono sul territorio, di definire i servizi e, allo stesso tempo, di colmare gli squilibri territoriali che ancora oggi esistono».

Lavoro e settore sociale
Un capitolo centrale riguarda anche il lavoro nel settore sociale. Il protocollo prevede infatti attività di monitoraggio sulla sicurezza, sulla qualità dell’occupazione, sul rispetto dei contratti collettivi e sull’adeguatezza dei costi degli affidamenti. Straface ha ricordato che, secondo una prima stima, sono 21.500 gli occupati negli enti del Terzo settore e oltre 80mila i volontari che contribuiscono a sostenere il sistema del welfare calabrese. «La qualità del welfare è legata anche alla qualità del lavoro – ha sottolineato – perché dietro ogni servizio ci sono assistenti sociali, educatori, psicologi, cooperative sociali, imprese ed enti del Terzo settore». Lo sguardo è rivolto anche al nuovo Piano sociale regionale 2027-2029, sul quale la Regione è già al lavoro. Un Piano che, secondo Straface, dovrà cambiare il paradigma delle politiche sociali, partendo dall’analisi dei fabbisogni reali, dai progetti di vita, dall’integrazione sociosanitaria e dalle valutazioni multidimensionali. «Una Regione – ha rimarcato – che non si limita soltanto all’erogazione di risorse, ma che verifica l’attuazione attraverso il monitoraggio e il controllo, affinché le risorse possano trasformarsi in servizi verso le fragilità calabresi».

Il confronto con i sindacati
Per Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, la firma non rappresenta soltanto un passaggio formale. «Oggi non firmiamo un atto formale, ma ci assumiamo tutti un impegno. È una responsabilità comune, collettiva». Il punto, secondo Senese, è soprattutto il metodo: partecipazione e concertazione. «La qualità di una comunità, di una regione, si misura dalla capacità che ha di non lasciare indietro nessuno. Quando parliamo di welfare non parliamo di numeri o di voci di bilancio, ma di bisogni reali del territorio». Da qui l’auspicio che il protocollo riesca a uscire «da queste stanze» e a intercettare prima che diventino emergenza fenomeni come «solitudine, emarginazione e fragilità». «Il welfare – ha concluso – non si firma, si costruisce tutti insieme».
Sulla tutela del lavoro insiste invece Gianfranco Trotta, segretario generale della Cgil Calabria. «Abbiamo rivendicato un ruolo nel welfare sociale. Questo protocollo ci riconosce un ruolo da antenne sociali e ci consentirà di contribuire al Piano sociale regionale». Particolare attenzione, per Trotta, va riservata al rispetto dei contratti nazionali maggiormente rappresentativi, «in un settore nel quale il dumping contrattuale è molto forte». Un passaggio che trova riscontro nello stesso protocollo, che richiama espressamente il rispetto dei contratti collettivi e delle tutele dei lavoratori. «Faremo la nostra parte – ha aggiunto – rispetto a un percorso che deve dare risposte agli anziani, a chi ha bisogno e a tutte quelle persone per le quali il welfare rappresenta una parte importante della qualità della propria esistenza».
Per Giuseppe Laria, segretario generale della Cisl Calabria, l’accordo rappresenta invece un cambio di passo rispetto a un settore troppo spesso rimasto ai margini. «Per anni le politiche sociali sono state la Cenerentola delle politiche pubbliche. Noi invece riteniamo che siano strategiche per migliorare la situazione sociale e superare le fragilità e le diseguaglianze». Laria sottolinea anche il rafforzamento dei controlli «sugli accreditamenti, sulla sicurezza, sulla qualità del lavoro e sui costi complessivi degli affidamenti», aggiungendo che «non sono tollerabili procedure di massimo ribasso continue e perenni».
Il protocollo, secondo il segretario della Cisl, riconosce inoltre alle organizzazioni sindacali un ruolo decisivo sia nella lettura dei bisogni emergenti, sia nella costruzione di risposte più efficaci. Ma il passaggio successivo dovrà riguardare i territori. «Questo protocollo – ha concluso Laria – dovrà essere recepito, naturalmente anche modificandolo, dagli Ambiti territoriali sociali», indicati come i principali soggetti chiamati a tradurre concretamente la programmazione regionale nei servizi.
Il documento
Il documento prevede del resto che la Regione promuova l’adozione di protocolli analoghi proprio a livello degli Ambiti territoriali sociali, favorendo il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nella programmazione di zona. (Gi.Cu.)
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