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L’ANALISI

Caro-affitti e studentati Pnrr a Rende, il dossier contro il «modello» dei privati

Stanze fino a 450 euro e bilocali a 750. Sotto accusa il sistema dei finanziamenti pubblici per l’housing universitario

Pubblicato il: 12/09/2026 – 12:21
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RENDE Stanze singole fino a 450 euro, posti in doppia a 370 e bilocali o trilocali che possono raggiungere i 750 euro. È da questi numeri sul mercato degli affitti nella zona dell’Università della Calabria che parte il dossier dal titolo «Caro-affitti? Pagatelo voi», un documento fortemente critico nei confronti delle politiche abitative e del ricorso agli studentati privati finanziati attraverso il Pnrr. Secondo gli autori, l’aumento dei prezzi non sarebbe un fenomeno recente ma avrebbe subito una nuova accelerazione dopo la riapertura dell’università successiva alla pandemia. Nel mirino finisce anche la politica locale, accusata di non aver affrontato strutturalmente il problema e di continuare a puntare sul sostegno all’offerta privata. Il documento cita in particolare la posizione del Comune di Rende, accusato di «minimizzare» un’emergenza che coinvolgerebbe ormai migliaia di studenti e famiglie.

Il nodo degli studentati Pnrr

Il cuore della contestazione riguarda però gli studentati privati finanziati con risorse pubbliche. Il meccanismo richiamato nel dossier prevede un contributo del ministero dell’Università e della Ricerca vicino ai 20mila euro per posto letto per interventi di ristrutturazione, rifacimento o completamento di immobili destinati all’housing universitario. Secondo quanto ricostruito nel documento, il 30% dei posti sarebbe riservato alle graduatorie pubbliche del diritto allo studio, mentre per il restante 70% il contributo ministeriale concorrerebbe alla copertura dei proventi da locazione nei primi tre anni. Per i nove anni successivi sarebbe invece previsto un canone ridotto del 15% rispetto al valore medio di mercato. Trascorsi dodici anni verrebbero meno i vincoli di destinazione e di prezzo. È proprio questo modello che gli autori contestano, sostenendo che non sia sufficiente a incidere realmente sul caro-affitti.

Tredici milioni e 669 posti letto tra Cosenza e Rende

Nell’area compresa tra Cosenza e Rende, secondo il dossier, sarebbero state presentate una decina di richieste di finanziamento Pnrr per studentati privati, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro e 669 posti letto. Tra queste spiccano due interventi realizzati nel territorio rendese: Urban Life e Smart City Life, complessi adiacenti e definiti nel documento progetti «gemelli». Entrambi sarebbero riconducibili a una rete di imprese della stessa famiglia, tra cui la Simea Srl di Stefano Tallarico, società nota a Cosenza anche per la realizzazione dei grattacieli nei pressi dello stadio Marulla, costruiti durante l’amministrazione comunale guidata da Mario Occhiuto, ex sindaco di Cosenza e oggi senatore. Nel documento viene indicato come progettista, nella sua attività di architetto, di entrambi i complessi residenziali. Gli autori sottolineano inoltre la sua appartenenza allo stesso partito della titolare del Mur, ministero competente sulla misura e sulla Commissione chiamata a valutare i progetti. Il collegamento viene utilizzato dal dossier in chiave fortemente polemica, ma nel documento non vengono indicati elementi che dimostrino un intervento di Occhiuto nell’assegnazione dei finanziamenti o irregolarità a suo carico. Il dato riportato riguarda il suo ruolo professionale nella progettazione dei due interventi. I progetti originari erano inoltre molto più ampi: secondo il documento, la previsione iniziale era di 780 posti letto complessivi, con negozi e servizi, e una richiesta di contributi pari a 15,5 milioni di euro. Dopo la ridefinizione dei criteri avvenuta nel novembre 2025, gli interventi sarebbero stati ridimensionati fino agli attuali 238 posti letto, con un contributo previsto intorno ai 5 milioni di euro. Il dossier sostiene inoltre che i posti letto avrebbero dovuto essere consegnati inizialmente entro luglio, termine poi prorogato al 19 agosto, mentre allo stato attuale i lavori risulterebbero ancora in corso.

Il confronto con gli alloggi pubblici

Alla crescita degli studentati privati viene contrapposta la vicenda del Complesso Residenziale Rocchi, intervento di edilizia universitaria pubblica iniziato oltre quindici anni fa e ancora incompleto. La nuova data indicata per la conclusione dei lavori sarebbe aprile 2027. Pur riconoscendo che l’Università della Calabria dispone già di un numero significativo di alloggi, il documento sostiene che l’offerta continui a essere insufficiente rispetto alle esigenze del campus e richiama anche le critiche degli studenti sui tempi delle assegnazioni e sulle condizioni di alcune residenze. Da qui l’accusa conclusiva, apertamente politica, secondo cui istituzioni e scelte pubbliche finirebbero per favorire chi opera nel mercato immobiliare, mentre il costo dell’abitare continuerebbe a crescere. Il dossier si chiude infatti con un appello alla mobilitazione contro gli aumenti e per «una politica di affitti equi» e per il diritto alla casa. (redazione@corrierecal.it)

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