Terremoto giudiziario a Carolei, il sindaco dimissionario Iannucci si difende davanti al gip
Altre sette le persone indagate nella medesima inchiesta. Accompagnato dal proprio legale di fiducia, ha chiarito tutti i punti ritenuti oscuri
COSENZA Francesco Iannucci, sindaco dimissionario di Carolei, è comparso stamane dinanzi al gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, per sottoporsi ad interrogatorio. Il giudice valuterà il quadro indiziario e in base alle prove raccolte dall’accusa e alla richiesta di misura cautelare in carcere si determinerà sulla posizione del sindaco accusato di contraffazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. Altre sette le persone indagate nella medesima indagine, con il fascicolo in mano al pm Antonio Bruno Tridico. Accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Francesco Calabrò, Iannucci ha chiarito tutti i punti ritenuti oscuri dagli inquirenti, soprattutto in riferimento all’accusa di alterazione delle acque. Secondo i carabinieri, infatti, il sindaco «disponeva abitualmente l’immissione nella rete idrica comunale di acque provenienti dalla sorgente in località Rupi, in assenza di autorizzazione». Gli accertamenti effettuati, avrebbero consentito di individuare il presunto sistema di captazione e ricostruire il percorso delle acque verso il serbatoio comunale. La fonte, da quanto emerso, sarebbe «risultata microbiologicamente contaminata anche nei controlli successivi del 2022».
Secondo la difesa, che ha presentato una robusta memoria, già nel 2020 l’amministrazione comunale avrebbe seguito con controlli ed analisi la situazione relativa alla salubrità della sorgente. Anche nel 2022, quando il Comune è stato sorretto dalla terna commissariale, le analisi delle acque avrebbero restituito risultati nella norma. Secondo quanto sostenuto dal legale, «gli esami effettuati nel 2024 da Arpacal per conto dei Carabinieri che indagano su quanto accaduto, non avrebbero restituito valori contrari alla certificazione della salubrità dell’acqua. Sul punto, l’avvocato Calabrò – al Corriere della Calabria – commenta: «la procura in una indagine partita due anni fa, avrebbe potuto – se preoccupata dai possibili pericoli – intervenire sequestrando la sorgente». Il sindaco dimissionario, da quanto appreso, prima di lasciare il proprio incarico, a seguito della notizia dell’indagine nei suoi confronti avrebbe disposto la chiusura della stessa.
Le altre accuse
C’è un altro robusto capitolo che riguarda le ipotesi di accusa mosse nei confronti del primo cittadino, e riguardano alcune procedure di gara sulle quali la procura ha acceso i riflettori. Si tratta in particolare, dei lavori di “manutenzione della rete idrica”, del “servizio di trasporto scolastico del Comune di Carolei”, del “servizio di custodia e manutenzione del cimitero comunale” e del trasporto scolastico. Sul punto, la difesa ha sostenuto la necessità di porre una distinzione sulle gare sottosoglia, con affidamenti diretti, e su quelle procedure per le quali – invece – si è proceduto con bando. Il legale, al termine dell’interrogatorio, ha chiesto che non venga riconosciuta alcuna misura nei confronti del suo assistito. «Non ci sono pressuposti ed anche i presunti pericoli sono del tutto insussistenti, anche quello relativo all’inquinamento delle prove». (f.benincasa@corrierecal.it)
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