’Ndrangheta ad Acri, “Acheruntia”: chiesti 21 anni e 4 mesi per D’Ambrosio – NOMI
Cinque le richieste di condanna formulate dall’accusa. Chieste anche assoluzioni, prescrizioni e la trasmissione degli atti per tre testimoni
COSENZA Il pubblico ministero della Dda di Catanzaro, Filomena Aliberti, ha concluso la requisitoria al termine del processo celebrato dinanzi al tribunale di Cosenza (presidente Carmen Ciarcia) scaturito dall’inchiesta denominata “Acheruntia“. Le indagini dirette dall’allora pm Pierpaolo Bruni (oggi procuratore capo a Santa Maria Capua Vetere) partirono dal ritrovamento di una bottiglia incendiaria: un atto intimidatorio ai danni di un imprenditore edile. Quell’episodio segnò uno spartiacque nell’indagine della Distrettuale catanzarese convinta della presenza di legami dei clan cosentini nel territorio di Acri. Nel corso delle attività di indagine sono stati acquisiti anche i verbali di alcuni collaboratori di giustizia in cui si parlava degli imputati. Del collegio difensivo fanno parte, tra gli altri gli avvocati: Antonio Quintieri, Luca Acciardi, Giuseppe Manna, Andrea Caruso, Gianpiero Calabrese.
Le richieste di condanna
La pm ha avanzato la richiesta di condanna nei confronti di 5 imputati:
- Alfredo Bruno: 6 anni e 8 mesi + 1.600 euro di multa, con aggravante ex art. 416 bis.1
- Domenico Cappello: 5 anni e 4 mesi + 900 euro
- Andrea Cello: 13 anni e 4 mesi + 2.200 euro
- Adolfo D’Ambrosio: 21 anni e 4 mesi + 7.000 euro
- Gemma Martorino: 2 anni + 5.000 euro, con esclusione dell’aggravante mafiosa
Reati prescritti:
Chieste poi numerose declaratorie di prescrizione per singoli capi nei confronti di:
Elio Abbruzzese, Francesco Abbruzzese, Luigi Belsito, Giuseppe Burlato, Franco Caruso, Adolfo D’Ambrosio, Claudio Dolce, Giampaolo Ferraro, Salvatore Gencarelli, Massimo Greco, Giuseppe Perri, Antonio Rosa.
Infine, diverse le richieste di assoluzione:
- Luigi Belsito, capo 1, «per non aver commesso il fatto»
- Giuliano Bevilacqua, capo 12
- Andrea Cello, capo 21
- Giampaolo Ferraro, capo 8 bis, «perché il fatto non sussiste»
- Angelo Gencarelli, capi 23 e 30
- Salvatore Gencarelli, capi 25 e 27 bis
- Massimo Greco, capi 1, 12 e 13
- Enzo La Greca, capo 1
- Luigi Maiorano, capo 29 ter
- Giuseppe Perri, capo 12
- Michele Trematerra, capi 29 ter e 30
In conclusione, il pm ha richiesto la trasmissione degli atti per falsa testimonianza nei confronti di Giuseppe Le Pera, Carmine Pedace e Giorgio Renne. (f.benincasa@corrierecal.it)
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