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Centrosinistra, prove di alternativa in Calabria. Il campo largo studia un futuro di unità

Dalle Suppletive all’opposizione alla Regione per arrivare alle elezioni 2027 il fronte progressista si rimette in marcia tra difficoltà ma anche segnali incoraggianti

Pubblicato il: 17/09/2026 – 10:48
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LAMEZIA TERME La battaglia per l’eliminazione dei sottosegretari è sicuramente una battaglia identitaria ma non basta a costruire un’alternativa credibile rispetto allo strapotere del centrodestra in Calabria. Alla ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva anche il centrosinistra vive una fase di incertezza, di studio e di riflessione in vista dei futuri appuntamenti elettorali, che non sono così lontani. Come per gli avversari, anche per il fronte progressista la “cartina di tornasole” sono le Suppletive di Reggio Calabria, diventate per tutti un banco di prova, parziale, ma comunque banco di prova, su scala nazionale.

Le Suppletive test di campo largo

Certo, come spiegano gli analisti per il centrosinistra le implicazioni del voto di fine settembre nel Reggino sono ben diverse da quelle del centrodestra, chiamato a “respingere” l’assalto delle truppe di Futuro nazionale dell’ex generale Roberto Vannacci. Ed è proprio su questo aspetto che per i progressisti le Suppletive rappresentano davvero un laboratorio, valido ben oltre i confini regionali. La candidatura di Frank Benedetto, secondo i “bene informati” fortemente voluta dal segretario del Pd Calabria Nicola Irto, ha infatti saldato nel senso letterale del termine il famoso campo largo del quale da anni si parla ma che raramente ha visto la luce: da Italia Viva a Rifondazione comunista, passando per il Pd (anzi, partendo dal Pd) al M5S ad Avs, sia pure con qualche mugugno il nome del noto primario reggino ha aggregato praticamente tutto il fronte che non si riconosce nella destra, e questo avrebbe creato anche un certo ottimismo nel centrosinistra, se è vero che alcuni giorni fa un sondaggio riservato di FdI, citato da Repubblica, segnalava un Benedetto assolutamente competitivo nella sfida al forzista Fabio Roscioli e al vannacciano Domenico Giannetta. I sondaggi lasciano il tempo che trovano, naturalmente, e la strada del centrosinistra per strappare al centrodestra un collegio che è un feudo soprattutto di Forza Italia resta impervia. Ma il clima è quello di una sfida elettorale che può lanciare un messaggio importante di unità per il campo largo.

Le sfide future

Ovviamente, il complessivo quadro del centrosinistra è ancora molto magmatico. Alle spalle negli ultimi anni tante sconfitte elettorali, alcune anche piuttosto rovinose, ma la proiezione futura appare meno drammatica di come viene generalmente dipinta. A livello regionale, c’è un’opposizione che sembra più efficace rispetto al passato: la compattezza nella richiesta del referendum per eliminare i sottosegretari sotto questo aspetto è la conferma di questo percorso, che in aula finora si è tradotto in genere in una quasi totale sintonia e sincronizzazione tra i gruppi del centrosinistra. Certo, non basta, ma è certo anche che le scene della penultima legislatura regionale – con diverse occasioni nelle quali il Pd votava in un modo, il M5S in un altro modo e il resto in un terzo modo – sono quasi praticamente scomparse. Indubbiamente tra in partiti della coalizione non mancano i disallineamenti, e poi ci sono forze come i riformisti guidati da Sandro Principe e i “padri nobili” rappresentati anzitutto da Agazio Loiero che sono per certi versi delle “spine nel fianco”. E all’interno di alcuni partiti non mancano le fibrillazioni, come nel Pd, alle prese ancora con fortissime lacerazioni territoriali (la federazione di Cosenza su tutte). Ma qui più che a Roma il dialogo tra le forze alleate procede così come la “tendenza” all’unità. Sarà così anche in questo weekend, alla festa regionale dell’Unità del Pd a Lamezia Terme: secondo quanto emerge dal programma infatti è previsto anche un appuntamento corale con i rappresentanti dei partiti della coalizione – compresi i centristi e i socialisti – sul tema della costruzione dell’alternativa al centrodestra. E altre presenze come quelle del capogruppo dem al Senato Francesco Boccia e del numero 2 del Nazzareno Igor Taruffi segnalano anche l’intenzione del Pd di ribadire il proprio ruolo baricentrico ma anche di incominciare a serrare i ranghi in vista di appuntamenti decisivi come quelli delle Amministrative di Catanzaro e Cosenza, ultimi “bastioni” da difendere dall’avanzata del centrodestra. (a. c.)

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