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La denuncia

Cosenza, Casa circondariale Cosmai al limite: 275 detenuti per 220 posti

La Camera penale denuncia il sovraffollamento: «Celle soffocanti, servizi al collasso e impossibilità di garantire la dignità umana»

Pubblicato il: 17/09/2026 – 20:42
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COSENZA Duecentosettantacinque detenuti in una struttura che ne dovrebbe ospitare 220. È il dato sul quale torna a puntare i riflettori l’Osservatorio Carcere e Diritti Umani della Camera Penale di Cosenza, denunciando una situazione di sovraffollamento che, secondo gli avvocati Erika Rodighiero e Paolo Coppa, non ha avuto carattere episodico, ma si è protratta per tutto il 2026. La denuncia arriva in conferenza stampa e la responsabile dell’Osservatorio Carcere e Diritti Umani, Erika Rodighiero, e il coordinatore degli Osservatori della Camera penale, Paolo Coppa, parlano senza mezzi termini di una situazione che arriva a compromettere le condizioni di vita all’interno della Casa circondariale Sergio Cosmai. Le presenze, spiegano, hanno raggiunto quota 275 a fronte di una capienza prevista di 220 posti. Una condizione che viene definita dagli avvocati come un sovraffollamento da «tortura», con celle soffocanti, servizi sotto pressione e difficoltà nel garantire condizioni considerate compatibili con il rispetto della dignità umana. Nel corso del 2026 questa condizione non è stata occasionale, ma permanente:  celle soffocanti, servizi al collasso, impossibilità di garantire il minimo della umana dignità. I plexiglass alle sbarre delle finestre, rimossi nel luglio 2026, hanno evitato l’ecatombe dei diritti e delle persone: quelle schermature, ostacoli al ricambio d’aria e alla luce naturale, con le temperature esterne, che questa estate hanno oltrepassato i 40 gradi, avrebbero mietuto vittime.  Ma restano intatte le emergenze. Per l’Osservatorio
«è doveroso riconoscere che il personale sanitario, amministrativo e della polizia penitenziaria della Casa Circondariale di Cosenza, insieme al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, fronteggiano quotidianamente questa grave situazione con encomiabile dedizione. Ma questo riconoscimento non assolve le scelte delle istituzioni. Nessuna professionalità può compensare l’assenza di investimenti, di programmazione, di politiche serie per i diritti dei detenuti». Un riconoscimento che, secondo i due avvocati, non può però compensare quelle che vengono definite responsabilità istituzionali. «Nessuna professionalità può compensare l’assenza di investimenti, di programmazione, di politiche serie per i diritti dei detenuti», sostengono Rodighiero e Coppa. La Camera penale richiama infine il principio secondo cui le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità. E proprio il carcere di Cosenza, secondo l’Osservatorio, rappresenterebbe il «riflesso di un sistema penitenziario in cui lo Stato ha rinunciato ai propri doveri». Una denuncia che riporta così al centro il tema delle condizioni di detenzione e del sovraffollamento nella Casa circondariale Sergio Cosmai, dove il numero dei presenti continua a superare quello previsto dalla struttura.

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