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l’indagine

Terremoto giudiziario a Carolei, il gip rigetta la richiesta di misura cautelare per Francesco Iannucci

Per l’ex primo cittadino l’accusa aveva chiesto il carcere. Rigettata anche la richiesta di misure per gli altri sette indagati

Pubblicato il: 17/09/2026 – 9:53
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COSENZA Il gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, ha rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dal pm Antonio Bruno Tridico nei confronti di 8 indagati in una inchiesta che vede coinvolto, tra gli altri, anche Francesco Iannucci sindaco dimissionario di Carolei. All’esito dell’interrogatorio degli indagati, il giudice per le indagini preliminari ha deciso di rigettare la richiesta di applicazione della misura cautalre in carcere per l’ex primo cittadino, e quella degli arresti domiciliari nei confronti di Paolo Filice, Francesco Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Porco, Francesco Pulice, Andrea Forlino, Luigi Principe.

Le accuse

Il giudice ha valutato il quadro indiziario e in base alle prove raccolte dall’accusa e alla richiesta di misura cautelare in carcere si è determinato sulla posizione del sindaco accusato di contraffazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. Accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Francesco Calabrò, Iannucci ha chiarito tutti i punti ritenuti oscuri dagli inquirenti, soprattutto in riferimento all’accusa di alterazione delle acque. Secondo i carabinieri, infatti, il sindaco «disponeva abitualmente l’immissione nella rete idrica comunale di acque provenienti dalla sorgente in località Rupi, in assenza di autorizzazione». Gli accertamenti effettuati, avrebbero consentito di individuare il presunto sistema di captazione e ricostruire il percorso delle acque verso il serbatoio comunale.

Francesco-Calabrò
L’avvocato Calabrò

La fonte, da quanto emerso, sarebbe «risultata microbiologicamente contaminata anche nei controlli successivi del 2022».
Secondo la difesa, che ha presentato una robusta memoria, già nel 2020 l’amministrazione comunale avrebbe seguito con controlli ed analisi la situazione relativa alla salubrità della sorgente. Anche nel 2022, quando il Comune è stato sorretto dalla terna commissariale, le analisi delle acque avrebbero restituito risultati nella norma. Secondo quanto sostenuto dal legale, «gli esami effettuati nel 2024 da Arpacal per conto dei Carabinieri che indagano su quanto accaduto, non avrebbero restituito valori contrari alla certificazione della salubrità dell’acqua. Sul punto, l’avvocato Calabrò – al Corriere della Calabria – commenta: «la procura in una indagine partita due anni fa, avrebbe potuto – se preoccupata dai possibili pericoli – intervenire sequestrando la sorgente».

Le altre accuse

C’è un altro robusto capitolo che riguarda le ipotesi di accusa mosse nei confronti del primo cittadino, e riguardano alcune procedure di gara sulle quali la procura ha acceso i riflettori. Si tratta in particolare, dei lavori di “manutenzione della rete idrica”, del “servizio di trasporto scolastico del Comune di Carolei”, del “servizio di custodia e manutenzione del cimitero comunale” e del trasporto scolastico. Sul punto, la difesa ha sostenuto la necessità di porre una distinzione sulle gare sottosoglia, con affidamenti diretti, e su quelle procedure per le quali – invece – si è proceduto con bando. Il legale, al termine dell’interrogatorio, ha chiesto che non venga riconosciuta alcuna misura nei confronti del suo assistito. «Non ci sono pressuposti ed anche i presunti pericoli sono del tutto insussistenti, anche quello relativo all’inquinamento delle prove». (f.benincasa@corrierecal.it)

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