Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 21:38
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

la sfida dello stretto

Il Pd scommette su Benedetto. Boccia: «Tocca ai calabresi dare una mano a questa idea alternativa al centrodestra»

Le Suppletive a Reggio al centro della scena alla Festa dem dell’Unità. Il segretario Irto: »Dagli avversari un segnale drammatico e pericoloso»

Pubblicato il: 18/09/2026 – 20:59
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

LAMEZIA TERME «Nelle Suppletive davvero si sceglie la proposta. Frank Benedetto è un cardiochirurgo che tutti i reggini e tutti i calabresi conoscono, e tanti gli sono grati per il lavoro eccezionale che ha fatto in questi anni. Nicola Irto, con tutto il partito regionale, ha fatto una proposta molto forte e ora tocca ai calabresi dare una mano a quest’idea alternativa a Giorgia Meloni, a Occhiuto e anche a Cannizzaro, che è stato appena eletto ma mi sembra che l’andazzo sia quello che avevamo previsto». Lo ha dichiarato il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, oggi a Lamezia Terme ospite della Festa dell’Unità del Pd calabrese.

Le Suppletive di Reggio Calabria

Il tema delle Suppletive di Reggio Calabria, in programma a fine mese, è stato il filo conduttore dei ragionamenti politici di Boccia, che ha tratto spunto dal voto in riva allo Stretto anche per soffermarsi sulle dinamiche politiche nazionali, anzitutto quelle che stanno attraversando il centrodestra. «Con Nicola Irto – ha proseguito Boccia – abbiamo cercato di coniugare l’aspetto civico che Frank Benedetto rappresenta con un’idea alternativa di sanità: una sanità pubblica, oggi in ginocchio, che la destra ha pensato fosse l’ennesimo pezzo di Stato da privatizzare, perché ha un’idea diversa del ruolo dello Stato. Speriamo quindi che a Reggio e nell’intero collegio si voti Frank Benedetto per la qualità della proposta e perché la sanità pubblica che proponiamo sia la soluzione anche per il futuro». E poi, a sottolineare ancora di più: «Le Suppletive sono sempre una partita locale ed è giusto valutarla per quello che sono. È evidente però – ha aggiunto Boccia – che l’ascesa dell’estrema destra e di Vannacci, che quotidianamente mette in discussione la natura della destra italiana, fa diventare le Suppletive come primo test elettorale delle due destre, un caso nazionale. Io ribadisco: i reggini dovranno scegliere se votare un cardiochirurgo che ha fatto della sua vita per la sanità un punto fermo o un candidato di Milano. Non conosco il candidato di centrodestra, ma appare imposto per ragioni più di apparato di Forza Italia che altro. Non penso sia mai stato a Reggio Calabria, forse non la conosce neanche. Mi sembra una provocazione. E poi c’è l’operazione Vannacci, che va rispedita al mittente».

Il derby centrodestra-Vannacci

Per Boccia «a destra c’è questo derby Vannacci-Meloni, che non commentiamo. È il risultato, secondo me, di questi quattro anni di governo Meloni: non è riuscito a fare nulla per il Paese, zero per la Calabria. Il Mezzogiorno è abbandonato a se stesso. L’unica cosa che ci lascia in eredità è Vannacci, con la radicalizzazione della destra. Il problema Vannacci è il risultato dell’assenza di politiche fatte dalla destra, che aveva promesso alcune cose. La reazione dell’estrema destra è più conflitto sociale. Riuscire a capire cos’è Vannacci ci porta indietro di 80 anni, perché – ha sostenuto il capogruppo del Pd al Senato – l’uguaglianza delle persone, indipendentemente dall’orientamento religioso, sessuale, dalla lingua e dall’etnia, l’avevamo risolta con la nostra Costituzione repubblicana antifascista».

«Con Battaglia non solo il campo largo ma davvero tutto il centrosinistra»

Le Suppletive di Reggio Calabria sono state al centro delle riflessioni anche del segretario regionale del Pd Nicola Irto. «Per giochi di potere è saltato tutto il meccanismo dentro il centrodestra. Se il capogruppo in Regione va via con Vannacci e la destra candida un signore sconosciuto nel collegio, è un insulto ai reggini, al territorio e alla dignità di un popolo che ha sempre meritato dignità e schiena dritta. È un segnale epocale, una pietra miliare drammatica e pericolosa. L’alternativa che abbiamo messo in campo – ha rimarcato Irto – va al di là dei partiti. Tutto il centrosinistra, in maniera larghissima, ha scelto un professionista stimatissimo, una persona che conosce la politica ma si è fatta sul campo, soprattutto nella sanità. Abbiamo offerto ai reggini una persona riconoscibile, uno di loro, che ogni giorno si confronta con i problemi della città e della provincia, a differenza di soggetti calati dall’alto. Tutta la coalizione ha scelto un profilo civico, molto riconosciuto, che viene dal basso: una scelta vera e di territorio. A Reggio Calabria l’operazione del campo largo è riuscita. Le coalizioni non sono un unico partito, quindi è normale che ci siano discussioni e diversificazioni. Ma la vera implosione – ha osservato Irto – è a destra: se il capogruppo regionale di Forza Italia va via con Vannacci, l’Sos è da segnalare da quelle parti. Il centrosinistra, invece, in maniera molto matura, unitaria, consapevole e responsabile, non solo si è unito, ma ha scelto una figura di sintesi davvero autorevole».

Il tema delle primarie

Nel centrosinistra poi tiene banco il tema delle primarie. «Noi siamo pronti», ha specificato Boccia, secondo il quale «ovviamente le primarie si fanno quando c’è un programma. Abbiamo grande rispetto del lavoro che stanno facendo gli altri partiti. Avs ha finito il proprio confronto la settimana scorsa, domani si completa un lavoro molto importante che sta facendo il Movimento 5 Stelle con Nova e nei prossimi giorni ci saranno anche le primarie idee di Italia Viva. Il Pd ha completato il percorso a Reggio Emilia la settimana scorsa. Siamo pronti. Una volta che il programma sarà completato, poi i leader della coalizione sceglieranno il metodo. Se dovessero essere le primarie – ha rimarcato il capogruppo del Pd al Senato – noi saremmo felicissimi, perché sono nel nostro Dna. Il Pd è il partito delle primarie, ma deve diventare la coalizione delle primarie. Io sono molto fiducioso: sarà una festa di partecipazione. Non bisogna avere paura delle primarie, bisogna volerle e soprattutto sapere che, quando ci saranno, sarà l’inizio della campagna elettorale che porterà il centrosinistra a essere alternativo alla destra». (c. a.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x