A Pizzo il ricordo del Brigadiere Gaetano Miscia, il Carabiniere che diede la vita per salvare due marinai – FOTO
Morì in servizio il 16 novembre 1981, durante le operazioni di soccorso ad una petroliera. L’omaggio dell’Arma e delle comunità alla presenza della famiglia
VIBO VALENTIA Si è svolta questa mattina a Pizzo la cerimonia in ricordo di Gaetano Miscia, Brigadiere dei Carabinieri morto in servizio il 16 novembre 1981, mentre era impegnato nelle operazioni di soccorso alla petroliera “Santa Lucia”, rimasta incagliata al largo della Costa degli Dei. Un sacrificio che ancora oggi viene ricordato dall’Arma come esempio di dedizione, coraggio e dei valori che i militari quotidianamente mettono a servizio della comunità. La giornata commemorativa si è aperta con la solenne cerimonia dell’Alza bandiera sul lungomare Colombo, alla presenza del vescovo della diocesi Attilio Nostro che ha celebrato la messa e partecipato alla benedizione delle corone di fiori deposte al largo del mare di Pizzo.



La commemorazione alla presenza dei familiari
Concluso il primo momento di preghiera, la cerimonia si è spostata al monumento dedicato al Brigadiere Gaetano Miscia, situato sopra la spiaggia di Timpa Janca, proprio nel luogo dove avvenne la tragedia. Qui, don Fortunato Figliano, parroco e commissario della Confraternita SS. Maria Addolorata, ha benedetto le corone deposte dalle autorità. L’Arma dei Carabinieri ha reso omaggio al militare con la presenza del comandante della Compagnia di Vibo Valentia, Giuseppe Colella, e di una rappresentanza dell’8° Nucleo Elicotteri, affiancati dall’amministrazione comunale, rappresentata dal presidente del Consiglio comunale Gioacchino Puglisi. Un momento di profonda commozione vissuto insieme ai familiari di Miscia, la moglie Angela e i figli Grazia e Andrea, che hanno preso parte alla commemorazione.



La tragedia il 16 novembre 1981
La tragedia si verificò il 16 novembre 1981, quando la petroliera “Santa Lucia”, ormeggiata nelle acque antistanti il porto di Vibo Marina, andò in difficoltà a causa del forte maltempo. Dopo la rottura degli ormeggi, l’imbarcazione restò incagliata a quaranta metri dalla riva, nei pressi della spiaggia Timpa Janca. Subito iniziarono le operazioni di soccorso, che consentirono di portare in salvo dieci membri dell’equipaggio. A causa delle condizioni proibitive del mare, venne chiesto il supporto del Nucleo Elicotteri dei Carabinieri, che intervenne nell’immediato con un elicottero AB-205 con a bordo tre militari: il Capitano Claudio Santoliquido, primo pilota, il Brigadiere Flavio Mancini e il Brigadiere Gaetano Miscia, specialista montatore. A causa di una folata di vento, mentre il Brigadiere Muscia tentava di calare una scaletta per salvare il comandante e il primo ufficiale rimasti a bordo della nave, l’ala posteriore dell’elicottero colpì il ponte della petroliera e precipitò in mare. Il Capitano Santoliquido e il Brigadiere Mancini furono tratti in salvo, mentre il Brigadiere Miscia andò disperso. Il suo corpo fu ritrovato solo tre giorni dopo. Un gesto di estremo altruismo che, a distanza di oltre quattro decenni, continua a rappresentare una guida morale per tutta la comunità e per le nuove generazioni di carabinieri. Un’eredità di memoria e di valore che si rinnova nell’abbraccio delle istituzioni alla famiglia Miscia, custode con straordinaria dignità del ricordo di un uomo che non esitò ad affrontare condizioni proibitive pur di compiere fino in fondo il proprio dovere. (ma.ru.)
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