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l’allarme

Da Pizzo a Tropea, viaggio lungo la Strada del mare: la vetrina del turismo calabrese tra degrado e pericoli – FOTO

Un’arteria strategica che unisce la Costa degli Dei ed attraversata da migliaia di turisti, ma quest’estate anche luogo di due incidenti mortali. «Qui si rischia ogni giorno»

Pubblicato il: 21/09/2026 – 7:00
di Marco Russo
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VIBO VALENTIA Lungo il percorso si incontrano ancora cartelli che indicano la presenza di autovelox, antichi “reperti” che portano la firma della Provincia di Vibo Valentia. Molti di loro sono consumati dal tempo, divorati dalla ruggine e dal vento, ma segno evidente di come la pericolosità della “Strada del mare” sia sempre stata sotto gli occhi tutti. Come testimonia anche la drammatica scia di incidenti, soprattutto mortali, degli ultimi anni: solo quest’estate sono state due le vittime dell’ex Statale 522, oggi Strada provinciale 95, che collega due punti nevralgici della Calabria centrale: Pizzo e Tropea, le “capitali” del turismo tirrenico. Entrambe, vittime di un incidente mortale nello stesso giorno, lo scorso 9 agosto. A pochi chilometri di distanza a perdere la vita sono stati Angiolina Nociti, 77enne originaria di Spezzano Albanese, e Gabriele Alviano, originario di Vibo e soccorritore del 118.

L’incidente mortale del 9 agosto scorso

La principale strada del turismo calabrese

Due morti che, a prescindere dalla dinamica dei sinistri al vaglio degli inquirenti, hanno riacceso l’allarme sull’alta pericolosità della Strada del mare. Circa 34 chilometri di strada, un flusso di gente continuo soprattutto durante la stagione estiva: la SP95 percorre infatti tutta la Costa degli Dei, da Pizzo a Tropea, passando per Zambrone, Briatico, Parghelia e Vibo Marina (dove esiste anche un tratto ancora “conteso” tra due enti). Quella che in estate diventa l’arteria principale del turismo calabrese, si presenta però in condizioni di degrado: cartelli arrugginiti ed avvolti dalla vegetazione, canneti, arbusti che rischiano di cadere nella carreggiata, assenza in molti punti della segnaletica orizzontale. Il manto stradale presenta diverse criticità tra avvallamenti e buche, persino con segnali di pericolo caduti o abbandonati lungo le corsie. Scarsa illuminazione e pochi dissuasori di velocità aumentano ulteriormente il pericolo.

«Situazione disastrosa»

A raccontare il «degrado e la situazione disastrosa» della SP95 è Giuseppe Alviano, portavoce del Comitato Pro Rotatoria insieme a Maria Turiano, proprietaria di un negozio di fiori lungo l’arteria e testimone quotidiana della sua pericolosità. Sono molti gli incidenti a cui ha assistito, soccorrendo per prima le vittime coinvolte e dando così vita al suo impegno iniziato con la battaglia per la rotatoria all’incrocio della strada di Punta Scrugli e poi estesosi a tutta l’arteria. «C’è un degrado indescrivibile» racconta Alviano ai microfoni del Corriere della Calabria. «Le strade sono tutte sconnesse, piene di buche artefici di numerosi incidenti, soprattutto di chi viaggia in moto. Manca anche la segnaletica orizzontale e verticale».

Il silenzio delle istituzioni

«Noi – continua – è una vita che combattiamo, in passato abbiamo fatto ancora una raccolta di quasi 300 firme, siamo andati in Provincia a protocollare la richiesta. Nessuno si è degnato di una risposta, le uniche che abbiamo avuto è che non ci sono soldi». Per Alviano, però, non è del tutto vero, citando i 19 milioni di euro stanziati per le strade vibonesi nel 2024, di cui una parte è destinata proprio alla sicurezza dell’ex Statale 522. Per il rappresentante del Comitato al momento «non è stato fatto nulla, se non il rifacimento dell’asfalto tra Punta Scrugli e Porto Salvo, ma lì il terreno è argilloso e serve un intervento strutturale». «Il tasso di incidenti mortali – denuncia – in questi chilometri di tracciato supera gli supera anche quello della 106, che oggi è anche fornita di segnaletica e guardrail, mentre qua siamo dotati di strutture vecchie e dirupi per centinaia di metri».

La nuova petizione: oltre 800 firme raccolte

Sono pochi i sindaci che, però, hanno abbracciato la battaglia: «Questa è un’altra pecca, forse l’unico ad averci dato riscontro è stato il sindaco di Pizzo. Gli altri non hanno detto nulla e questo ci dispiace, perché noi stiamo facendo la battaglia anche per loro, ma se non lottiamo insieme non si va da nessuna parte». Chi si è unito nel corso degli anni sono invece le altre associazioni del vibonese, tra cui il Forum Terzo Settore, l’ Associazione Italiana Familiari e vittime della Strada APS, AIDO Gruppo Briatico, CRI Comitato di Costa degli dei e di Vibo Valentia, Augustus, , Gruppo Rinascita per Zambrone, che insieme hanno lanciato una petizione in cui si chiede più sicurezza: in poche settimane ha raggiunto oltre 800 punti.

«La strada ritorni ad Anas»

Nella petizione, con il Forum Terzo Settore primo firmatario, si chiede di «riclassificare la strada come “extra urbana secondaria di categoria C”», che la stessa ritorni ad Anas o entri nella rete delle Strade regionali «vista l’impossibilità economica di ammodernamento e gestione da parte della provincia di Vibo Valentia». Soprattutto, le associazioni chiedono  «un piano straordinario e immediato di messa in sicurezza che preveda il rifacimento totale del manto stradale, il ripristino completo della segnaletica orizzontale e verticale e la manutenzione e pulizia corretta delle pertinenze stradali». (m.russo@corrierecal.it)

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