Un mosaico di «sguardi che proteggono», presentato a Vibo il Calendario storico dell’Arma dei Carabinieri – FOTO
Il capitano Giuseppe Colella: «Trasmettiamo con il linguaggio artistico i nostri valori alla comunità». Dodici tavole dedicate ai reparti
VIBO VALENTIA Prima ancora della divisa, a parlare sono gli occhi. Sono gli “sguardi che proteggono”, il filo conduttore che attraversa le pagine del Calendario Storico 2027 dell’Arma dei Carabinieri, presentato oggi a Vibo Valentia nella sala del Comando provinciale. Un appuntamento annuale, giunto ormai alla 94° edizione, che l’Arma, oltre all’evento nazionale, ci tiene a condividere anche unitamente alle comunità locali. «Ci consente di trasferire ai cittadini tramite un linguaggio artistico, quest’anno molto particolare, i valori etici della nostra Istituzione» ha spiegato a margine il capitano Giuseppe Colella, comandante della Compagnia di Vibo Valentia.

Gli “sguardi che proteggono” e i reparti dell’Arma
La prefazione, quest’anno, è affidata alla penna di Aldo Cazzullo, con un ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, mentre le tavole dei dodici mesi raffigurano i reparti dell’Arma. Un racconto visivo firmato dal fotografo Franco Cappellari, che attraverso gli scatti di dodici reparti intreccia empatia, umanità e rigore operativo in quello che appare come un «mosaico di sguardi» all’interno dell’Arma. È Ferruccio De Bortoli a guidare il lettore tra la prossimità delle Stazioni territoriali, le “gazzelle”, il Servizio Navale, i cinofili, i Forestali e i reparti a cavallo, mentre Bruno Vespa esplora le specialità più avanzate e solenni, dai motociclisti e gli incursori del GIS ai Corazzieri, dagli elicotteri al RIS, fino all’omaggio finale ai Comandanti di Stazione e all’Associazione Nazionale Carabinieri. Un progetto editoriale giunto alla 94° edizione, da oltre un milione di copie vendute, tradotto in otto lingue e due idiomi d’Italia, segno di come l’iniziativa abbia ormai anche varcato i confini italiani.

Un servizio che non finisce mai
A presentare il calendario è stato il capitano Colella. «Il primo compito che noi svolgiamo quando effettuiamo il nostro lavoro è osservare, comprendere le criticità, comprendere le necessità e agire di conseguenza. Da qui nasce “gli sguardi che proteggono”». Ed è questo il filo che unisce le tavole e i reparti trattati, un omaggio anche al lavoro quotidiano dei Carabinieri nei vari territori che non finisce neanche una volta che ci si toglie l’uniforme. Per questo le ultime pagine sono dedicate all’Associazione nazionale Carabinieri, come «immagine di un servizio che non termina neanche quando si va in pensione, continuando con volontariato e protezione civile a favore delle comunità». (ma.ru.)


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