Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:48
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

il piano

Cosenza, via all’housing sociale. Alimena: «Individuate le aree per dare alloggi a chi ha bisogno»

Il Comune ha approvato l’individuazione preliminare delle aree in cui ricadono immobili del patrimonio pubblico e privato da destinare a finalità abitative sostenibili

Pubblicato il: 06/11/2026 – 20:48
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

COSENZA Il Comune di di Cosenza ha approvato l’individuazione preliminare delle aree in cui ricadono immobili del patrimonio pubblico e privato da destinare a finalità abitative sostenibili. «In soldoni – spiega Francesco Alimena, capogruppo del Partito Democratico al Comune di Cosenza – si tratta di luoghi della nostra città in cui selezionare edifici sia pubblici che privati da inserire nel piano di housing sociale da 75 milionari di euro, di cui ancora non sappiamo quanto spetterà a Cosenza, che la Regione Calabria sta portando avanti sul fronte dell’housing socialeper contrastare l’emergenza abitativa e favorire la rigenerazione urbana, recuperando edifici pubblici e privati dismessi, trasformandoli in alloggi a canone agevolato per le fasce intermedie. Il finanziamento prevede l’ausilio di investitori privati, tenuto conto che l’investimento punta ad un doppio risultato, destinarlo a chi ha bisogno, ma anche valorizzare aree del territorio che potranno essere riconvertite o comunque volte a una valorizzazione abitativa. Ogni progetto deve dimostrare di non arrecare alcun danno significativo all’ambiente, conformemente alle normative europee, dimostrare la sostenibilità ambientale ed energetica e avere una localizzazione territoriale basata sul contrasto allo spopolamento e alla carenza dei servizi. Il mio contributo è stato quello di indicare quelle aree di Cosenza Vecchia che, in virtù dei progetti in atto, sono le più potenzialmente candidabili affinché un simile finanziamento abbia un effettivo e apprezzabile risultato sulla nostra comunità. Le zone di Santa Lucia e Arenella, quindi, per la presenza di due immobili espropriati e ristrutturati con il finanziamento di social housing di Agenda Urbana 1 (Edificio 5 e Palazzo Marino Serra); il Rione Santa Lucia, inoltre, grazie al suo Contratto di Quartiere è già in gran parte destinato all’housing sociale. La zona di Via Campagna per via della presenza degli interventi di Accessibilità del CIS grazie ai quali sono in corso di messa in sicurezza 4 dei 10 edifici privati abbandonati a rischio crollo. Giostra Vecchia per la presenza del Palazzo Bombini-Longo in attesa che parta il cantiere ATERP. Ma anche Via Sertorio Quattromani per la presenza del Palazzo Ferrari, edificio comunale attualmente in disuso che sarebbe il candidato ideale a diventare uno studentato universitario pubblico o a tariffa agevolata per ISEE al servizio dell’UniCal-Complesso di San Domenico. Ma non solo zone in cui insistono finanziamenti pubblici. Via Vittorio Emanuele a Portapiana, per esempio, per la presenza della Ex Scuola Don Milani occupata. Questo perché è facile gridare allo scandalo quando viene occupato un immobile pubblico, magari abbandonato da anni, quando una vertenza abitativa cerca di prendere per il collo l’ingiustizia di un diritto essenziale negato. Ed è altrettanto facile tacete davanti ai fondi immobiliari che colonizzano le città, ai criminali che lucrano, a una gentrificazione che uccide e mistifica la vita di comunità. Per questi motivi ho dato il mio contributo: per evitate il tipico progetto di “gentrificazione”, ovvero di sostituire le persone che vivono in un posto con popolazioni più abbienti che potranno permettersi di garantire i soldi offerti da una misura che può stravolgere il volto del nostro quartiere e per garantire invece un progetto che fosse in linea con quelli dell’amministrazione per il Centro Storico e con le tante iniziative dal basso che stanno riempiendo di nuova vita Cosenza Vecchia. Finora qui al Centro Storico non abbiamo cercato la gentrificazione ma abbiamo sviluppato resilienza. Grazie al CIS, ad Agenda Urbana 1 e al Contratto di Quartiere Santa Lucia ma, soprattutto, al supporto delle cosentine e cosentini che hanno creduto in questi progetti. Non fermiamoci adesso».

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x