I “mille incerti” dei Tis in piazza a Lamezia fino alla stazione, poi l’intesa: fissato il vertice in Prefettura | FOTO E VIDEO
Momenti di tensione davanti allo scalo ferroviario, poi il confronto con le forze dell’ordine rientra. L’Usb chiede un percorso «messo nero su bianco» entro il 31 dicembre: «Stabilità e dignità per t…
LAMEZIA TERME Momenti di tensione davanti alla stazione centrale di Sant’Eufemia, al termine del corteo dei tirocinanti di inclusione sociale scesi in piazza per rivendicare l’assunzione nei Comuni in cui da anni prestano la propria attività. Dopo l’arrivo dei manifestanti e di fronte all’impossibilità di occupare la stazione, per alcuni minuti il confronto con le forze dell’ordine si è fatto più acceso, con gli agenti schierati in assetto antisommossa. La tensione è però rapidamente rientrata: i poliziotti hanno dismesso i caschi e, dopo una fase di interlocuzione, è stato raggiunto un accordo che ha evitato ulteriori momenti di contrapposizione. La protesta si è così chiusa con la convocazione di un incontro per martedì 29 settembre in Prefettura a Catanzaro, dove la vertenza dei Tis tornerà al centro del confronto istituzionale. La mobilitazione, organizzata dall’Usb, ha portato a Lamezia i tirocinanti ancora fuori dai percorsi di stabilizzazione e in attesa di una soluzione occupazionale definitiva.

I «mille incerti»
A spiegare le ragioni della protesta è Saverio Bartoluzzi dell’Usb, che ricostruisce una vertenza partita negli anni da un bacino di circa 7mila persone e che, attraverso diverse mobilitazioni, ha visto una parte dei lavoratori arrivare alla contrattualizzazione. Secondo il sindacato, resta però ancora aperta la posizione di circa mille persone, definite dallo stesso Bartoluzzi «i mille incerti». «Ci sono state mancanze di diritto e dignità, ad alcuni tirocinanti sì e ad altri no», sostiene il rappresentante Usb. Una parte dei Tis è riuscita a entrare nei Comuni, mentre altri, denuncia il sindacato, sarebbero rimasti esclusi nonostante una posizione favorevole nelle graduatorie. «Alcuni tirocinanti che erano primi o secondi sono stati estromessi completamente».

«Vogliamo un percorso messo su carta»
Il nodo, per l’Usb, è adesso dare una prospettiva stabile a chi è rimasto fuori. Bartoluzzi richiama anche i progetti da 350 euro, giudicati insufficienti di fronte all’aumento del costo della vita. «Noi chiediamo più stabilità e più dignità. Quello che vogliamo oggi è avere un riscontro dalla Regione Calabria, ma non le solite promesse o il solito “stiamo lavorando”. Vogliamo che venga indicato un percorso messo su carta, così da poter dire ai lavoratori quale sarà il loro futuro». Una richiesta legata soprattutto alla scadenza del 31 dicembre. «Entro quella data – afferma Bartoluzzi – o si arriva alla stabilizzazione oppure queste persone rischiano di rimanere in mezzo alla strada. Parliamo di famiglie di tutto il territorio calabrese. Noi questo non lo vogliamo e pretendiamo la stabilizzazione per tutti».
Le accuse ai Comuni
Nel mirino del sindacato finiscono anche i ritardi nelle procedure degli enti locali e le proroghe in attesa dei pareri della Cosfel. Secondo Bartoluzzi, alcuni Comuni continuerebbero a utilizzare i tirocinanti senza però offrire loro una reale prospettiva di assunzione. «Sappiamo già le intenzioni di alcuni sindaci – afferma – che li stanno utilizzando ancora e poi li abbandoneranno di nuovo, come già accaduto in altri Comuni».La protesta di Lamezia, dunque, non chiude la vertenza. Lo stesso Bartoluzzi aveva annunciato che, dopo la mobilitazione di Sant’Eufemia, i Tis sarebbero tornati a Catanzaro davanti alla Prefettura. Il primo passaggio sarà adesso il tavolo fissato per martedì, dal quale i lavoratori attendono indicazioni concrete sul percorso da seguire. (g.curcio@corrierecal.it)
Il video:
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